Archivio : 15 ottobre 2018

Rifugiati con le loro storie al Pan di Napoli

CULTURA PARTENOPEA ottobre 15. 2018

La mostra fotografica Io Sono di Luisa Menazzi Moretti arriverà per la prima volta a Napoli dal 25 ottobre al 23 novembre 2018 al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli. All’inaugurazione, prevista per il 24 ottobre alle ore 18,00,  oltre all’artista, saranno presenti Nino Daniele, l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nicola Valluzzi, presidente della Provincia di Potenza e Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale – SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Io sono Yakouba, di Luisa Menazzi Moretti, 2017

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è stata prodotta da Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, Cooperativa Sociale Il Sicomoro e Arci Basilicata.

Venti ritratti fotografici di grandi dimensioni di rifugiati e richiedenti asilo, sbarcati in Italia, sono affiancati da testi che ne raccontano le drammatiche storie personali, raccolte dalla stessa artista, che per mesi li ha incontrati e ascoltati nei centri italiani dove oggi risiedono. Davanti all’obiettivo della fotografa, ciascun protagonista ha con se un oggetto particolarmente evocativo, che ha scelto quale segno per rappresentare la sua vicenda unica e individuale: dal sasso dipinto di Muhamed, sfuggito alla lapidazione, alla candelina azzura di Joy, che celebra il primo compleanno di suo figlio, salvando il suo piccolo dalla persecuzione di Boko Haram.

Afghanistan, Pakistan, Siria, Nepal, Libia, Gambia, Nigeria, Senegal, Egitto, Congo, Mali, Costa d’Avorio, Eritrea ed Etiopia: vengono da diverse parti del Mondo i protagonisti di questo lavoro realizzato nel 2017, che ha coinvolto le persone accolte nei progetti SPRAR della Basilicata, promossi dalla Provincia di Potenza e dal Comune di Matera.

Io sono Ahamad, Manal, Mohammad Nour, Marwa, Abdulhai, Khaled, Maram, Salwa, di Luisa Menazzi Moretti, 2017

Un racconto corale della condizione di migrante, dove le singole voci cantano all’unisono di storie di affrancamento e voglia di riscatto, dove ogni singolo spettatore potrà seguire storie per nulla scontate con epiloghi ancor meno prevedibili.

Sono racconti molto diversi l’uno dall’altro, ma accomunati da un netto rifiuto nei confronti di tutto ciò che è violenza e sopraffazione. Tutti i migranti ritratti da Luisa Menazzi Moretti sono costretti, per poter continuare a vivere, a scappare. I motivi sono diversissimi, la speranza che li alimenta resta sempre quella di credere in un possibile domani.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2529

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Laurea honoris causa a Dacia Maraini

CULTURA PARTENOPEA ottobre 15. 2018

Mercoledì 17 ottobre alle 11,00, a palazzo du Mesnil in via Chiatamone 62, l’Università degli studi Napoli L’Orientale conferirà la Laurea honoris causa in Letterature e culture comparate alla scrittrice Dacia Maraini.

“Maraini, non solo come celebre autrice di tante opere, ma anche per il suo impegno civile, contribuisce da sempre alla reciproca comprensione tra le culture del mondo” dice la Rettrice dell’Orientale, Elda Morlicchio. “Maraini con la sua vita attiva ci ricorda continuamente quanto sia importante combattere per ciò in cui si crede, in nome di un ideale di umanità, oggi più che mai da difendere”.

“È difficile distinguere in modo netto quale delle tante sfaccettature di una personalità così ricca intendiamo onorare: la romanziera, la poetessa, la drammaturga, la sceneggiatrice, la traduttrice, la critica letteraria, la saggista, la memorialista, la viaggiatrice, la testimone, l’intellettuale. Tutte queste attività convergono in una figura che, per esperienza biografica non meno che per le sue opere, e soprattutto per i modi in cui quell’esperienza si fa oggetto di riflessione nel lavoro artistico e intellettuale, sintetizza, incarnandoli in modo esemplare, i valori dialogici e interculturali che ispirano tanto il corso di laurea magistrale in Letterature e culture comparate quanto l’Orientale come Ateneo” dice Donatella Izzo, docente di Letteratura Angloamericana che pronuncerà la laudatio nel corso della cerimonia di conferimento della laurea.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2526

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Pompei, cambia la data dell’eruzione  

CULTURA PARTENOPEA ottobre 15. 2018

Un’iscrizione a carboncino ritrovata nella Regio V di Pompei supporta la teoria che la data dell’eruzione del Vesuvio che distrusse la città nel 79 d.C. fosse a ottobre e non ad agosto. La scritta è infatti datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 17 ottobre. L’iscrizione appare in un ambiente di una casa che era in corso di ristrutturazione a differenza del resto delle stanze già completamente rinnovate. Trattandosi di carboncino, fragile ed evanescente che non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo, è più probabile quindi che si tratti dell’ottobre del 79 d.C., una settimana prima della grande catastrofe che sarebbe, secondo questa ipotesi, avvenuta il 24 ottobre. 

“Oggi, con umiltà, un pochino stiamo riscrivendo i libri di storia”, sostiene il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, osservando che “quando facciamo ricerca il bello è che troviamo qualcosa che non cercavamo”. “L’iscrizione scoperta semplicemente ci aiuta a datare meglio quella che è la data della famosa eruzione – sottolinea – Non è più agosto ma ci muoviamo verso ottobre, il che da un certo punto di vista ci aiuta a capire come mai qui trovavamo tanti melograni, e sappiamo che il melograno di solito non matura in estate ma più avanti”. Bonisoli ipotizza che “nel Medioevo qualche amanuense possa essersi sbagliato a trascrivere la lettera di Plinio”, quella dalla quale si evinceva che l’eruzione del Vesuvio fosse avvenuta il 24 agosto. 

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