Archivio : Settembre 2019

Somalia, il testimone italiano: “Prima l’esplosione, poi il panico”  

CAMPANIA ULTIM'ORA Settembre 30. 2019

“Ero in pista a Baledogle, mentre camminavo sono stato accecato da una luce rossa, tipo scia di un razzo, l’ho seguita e poi ho visto la fiammata. Non ero molto distante, una quarantina di metri. Ci sono stati attimi di panico”. Armando Cofrancesco, ingegnere civile 38enne, racconta all’Adnkronos come ha vissuto l’attacco di ieri ai danni di una base militare usata dagli americani, in Somalia. Originario di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, da agosto si trova a Baledogle per supervisionare il progetto di costruzione di una pista aeroportuale che servirà agli Stati Uniti sia per i controlli che per gli aiuti umanitari.  

“Poco prima dell’esplosione – continua – stavo cercando di videochiamare mia padre che non rispondeva. Ero da solo perché ero andato in stanza a prendere dei materiali e tornare in cantiere, dove c’era tutto il gruppo. Poi il boato, il panico, e sono scappato. Non mi ricordo i momenti immediatamente successivi. Ad esempio, non ricordo il tratto di strada che ho percorso per tornare al bunker, pur se in questi mesi l’ho fatto migliaia di volte. Il primo ricordo che ho è del soldato armato piazzato davanti al bunker che ci ha detto di entrare subito”.  

“Ora siamo chiusi nelle nostre stanze e aspettiamo disposizioni – racconta ancora l’ingegnere – Non so, credo ci sarà una sospensione dei lavori. Stiamo razionalizzando poco alla volta”. “Siamo stati fortunati perché il primo camion – spiega ancora – è esploso prima di raggiungere quello che penso fosse l’obiettivo: il cancello laterale di servizio della base americana. Probabilmente, poiché viaggiava a tutta velocità, non ha visto gli scavi che avevamo realizzato all’esterno per prelevare materiale per la pista e ci è finito dentro esplodendo. Questo ha dato modo agli americani di organizzarsi e reagire. Neanche il secondo camion è riuscito ad entrare. Dal bunker sentivo solo il rumore delle armi”.  

E poi la rabbia: “Qui ogni giorno ci sono droni e un dirigibile permanente che controllano e monitorano. Possibile non vedere due camion che si stanno avvicinando in maniera sospetta? Noi non siamo all’interno della base americana, il nostro campo è situato in un complesso militare gestito dalle forze unite africane. Abbiamo libero accesso alla pista, ma se dobbiamo entrare in cantiere occorre fare il check in dalla base statunitense”. 

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Non gli dà i soldi, 14enne picchia la madre  

CAMPANIA ULTIM'ORA Settembre 30. 2019

Tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti della madre. Sono le accuse contestate a un 14enne arrestato dai poliziotti a Salerno intervenuti su segnalazione di una parente del minore testimone dell’aggressione subita dalla mamma ad opera del figlio. Una volta sul posto, gli agenti hanno prestato le prime cure alla donna, che riferiva che il figlio non era nuovo a comportamenti violenti nei suoi confronti, “colpevole” di non dargli i soldi chiesti. Il 14enne, denunciato dalla madre portata all’ospedale Cava de’ Tirreni, è stato arrestato e accompagnato presso un Centro di Prima Accoglienza a disposizione del Tribunale per i Minorenni di Salerno.  

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Tragedia Cardito, la sorellina: “L’avevo detto alle maestre”  

CAMPANIA ULTIM'ORA Settembre 29. 2019

“Finalmente vado via da questa casa” e “l’avevo detto alle maestre, ma non mi hanno capito”. Sono due frasi pronunciate da una bimba di 6 anni, sorella più piccola di un anno di Giuseppe, ucciso domenica 27 gennaio a Cardito nel napoletano dalle botte del compagno della madre, Tony.  

Le due frasi, pronunciate dalla bimba nei mesi scorsi quando sono intervenuti i sanitari del 118 e quando stata ricoverata all’ospedale pediatrico Santobono, a causa delle percosse subite dal patrigno, sono state riportate dall’avvocato Clara Niola, che rappresenta Telefono Azzurro e associazione Akira, costituitesi parte civile nel processo che si è aperto oggi davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli e che vede imputati Tony, 24 anni, e la madre dei due bambini, Valentina di 30 anni.  

Quelle della bimba, racconta l’avvocato Niola all’Adnkronos, sono “parole forti perché evidenziano tutte le atrocità di quei maltrattamenti subiti nel lungo periodo”, ricordando che “il capo d’imputazione va da maggio 2018 fino all’evento tragico del 27 gennaio 2019, quando purtroppo Giuseppe è deceduto”.  

Sul comportamento delle maestre nei confronti dei due bimbi e sulle presunte mancate denunce di queste ultime è in corso un’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord in Aversa (Caserta), competente per il territorio di Cardito (Napoli). 

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Foto rifiuti Napoli: “E’ mia, unico fake è dei siti anti-bufale”  

CAMPANIA ULTIM'ORA Settembre 29. 2019

di Antonio Atte
“Ma quale fake news, sono io l’autore della foto dei rifiuti a Via Toledo. Penso che i ‘professionisti del factchecking’ questa volta abbiano proprio fatto disinformazione. Volevano svelare la ‘bufala’ ma sono stati essi stessi produttori di una ‘bufala’”. Paolo Carotenuto il giorno 27 settembre si trova in Via Toledo, Napoli, a pochi passi dal suo ufficio. La strada è invasa da molti dei ragazzi che hanno preso parte alla manifestazione per il clima ‘Fridays for future’. Carotenuto posta una foto su Facebook che mostra un cestino traboccante di lattine, cartacce e sacchetti per hamburger nel tratto di via percorso dai giovani.  

Lo scatto diventa virale: qualche pagina Facebook erroneamente colloca la ‘location’ della foto a Roma o Milano. Intervengono sulla questione dei noti siti web anti-bufale, che non si limitano a evidenziare l’errore, ma mettono in dubbio che la foto sia stata scattata quel giorno e parlano apertamente di “enorme bufala” puntando il dito contro i detrattori dei giovani seguaci di Greta Thunberg.  

Ne nasce un dibattito acceso sul web. Dopo aver interpellato i commercianti di Via Toledo – i quali hanno confermato che la strada in quelle ore si trovava esattamente nelle condizioni descritte dall’immagine – l’Adnkronos ha parlato con il signor Carotenuto, che conferma di essere l’autore della foto ‘incriminata’, pubblicata sulla sua pagina Fb alle 14.27 del 27 settembre. “Non ho seguito la manifestazione – racconta – né era mia intenzione andare a scovare qualcosa di sbagliato. Ero uscito da Palazzo Santa Lucia intorno alle 13.30, mi sono trovato davanti questa massa di ragazzi, moltissimi dei quali avevano preso parte al corteo per il clima”. 

Come fa essere sicuro che fossero i ragazzi della manifestazione? “Beh erano perfettamente riconoscibili: tenevano in mano i cartelli e molti di loro avevano strisce verdi disegnate sulle guance”, risponde Carotenuto. Che aggiunge: “Io non voglio generalizzare, però dico che parecchi ragazzi presenti hanno assunto comportamenti incivili. Questo è quello che ho visto da Via Partenope a Via Toledo. Mi ha sorpreso che questi ragazzi abbiano consumato prodotti in plastica e nessuno di loro abbia pensato di usare le campane della differenziata che pure sono presenti in Via Toledo”.  

Ma torniamo alla foto: perché l’ha postata? “Quella foto non l’ho messa su Fb con l’intento di farla diventare virale. L’ho pubblicata per esprimere un pensiero e condividerlo con i miei contatti. Sa cosa è successo? Amici e non mi hanno attaccato in modo folle con commenti del tipo: è un fake, il tuo è un attacco squadrista degno di Goebbels! Io ho risposto: ma come fate a dire queste cose, la foto l’ho scattata io!”, insiste Carotenuto, che per fugare ogni dubbio allega uno screenshot del suo cellulare con i metadati della foto. Ma ha chiesto una rettifica ai siti di factchecking? “Sì, l’ho fatto. Alcuni hanno modificato il testo originario dell’articolo lasciando però delle allusioni sulla effettiva datazione dell’immagine. Questo mi ha dato molto fastidio – chiosa l’autore della foto -, non è stato fatto un lavoro serio”. 

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Rifiuta trasfusione e muore, chirurgo: “Basito, poteva salvarsi”  

CAMPANIA ULTIM'ORA Settembre 28. 2019

“Sono 30 anni che faccio il chirurgo ed è la prima volta che rimango impotente contro una decisione drastica di una mia paziente che per motivi religiosi rifiuta le cure e muore”. Commenta così al telefono con l’Adnkronos, il primario del reparto chirurgia dell’ospedale civile di Piedimonte Matese (Caserta), Gianfausto Iarrobino, dopo che venerdì sera, una donna di 65 anni, originaria dell’alto casertano, testimone di Geova, è deceduta per emorragia, causata da una gastrite, perché così come aveva dichiarato al momento del ricovero “a causa di motivi religiosi non poteva accettare trasfusioni di sangue”.  

“Io costretto al suicidio assistito”, il primario su Facebook  

“Ho lasciato sulla mia pagina social un commento amaro su questa triste storia e non pensavo che avesse tanto scalpore. Ho ricevuto tante telefonate da colleghi e amici che la pensano come me. Rispetto le idee di tutti ma il mio compito è fare di tutto per salvare una vita umana. Sono rimasto basito – prosegue il chirurgo – perché la donna poteva salvarsi come è successo in due altri casi, sempre persone testimoni di Geova. In un episodio avemmo l’autorizzazione dal tribunale dei minorenni perché il ragazzo non aveva ancora 18 anni e in un altro caso il paziente non era cosciente e quindi in quel caso non c’era l’espressa volontà del ricoverato di rifiutare le cure e quindi entrambi i pazienti furono salvati”.  

“Venerdì sera, purtroppo, non è andata così, sia la donna che i familiari hanno negato il consenso alla terapia di trasfusione. Quindi non c’è stato nulla da fare” aggiunge con rammarico il chirurgo sul decesso della 65enne per la quale già ieri sono stati celebrati i funerali nella Sala del Regno a Piedimonte Matese.  

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 Napoli, polemica per foto rifiuti dopo corteo clima. Commercianti: “Non è una bufala”  

CAMPANIA ULTIM'ORA Settembre 27. 2019

Bufala o realtà? Sta facendo discutere sul web, all’indomani della manifestazione per il clima, la foto di Via Toledo, una delle strade più importanti di Napoli, invasa dai rifiuti. Lo scatto è stato condiviso da alcune pagine Facebook partenopee e rilanciato da altri canali che hanno erroneamente collocato a Roma o Milano la ‘location’ della foto. Sul tema sono intervenuti diversi portali web anti-bufale, i quali hanno messo addirittura in dubbio che la foto sia stata scattata nel corso del corteo ‘Fridays for future’, accusando gli utenti che l’hanno condivisa di voler solo mettere in cattiva luce i giovani seguaci di Greta Thunberg.  

Ma come sono andate realmente le cose? Dal momento che è difficile stabilire con assoluta certezza se l’immagine risalga a venerdì o se sia stata prodotta in un’altra occasione, abbiamo interpellato i commercianti di Via Toledo. Il signor Pasquale Siniscalchi, titolare del negozio di scarpe ‘XEX Footwear’ (la cui insegna compare nella famosa foto del cestino traboccante di rifiuti e cartacce), non ha dubbi: “Sì, era ieri. Ho anche richiamato alcuni ragazzi che avevano lasciato in giro le loro bottigliette d’acqua vuote. Sono stati molto maleducati, credo che per loro si sia trattato di un giorno di festa e basta”. Netta la risposta di una dipendente di una nota catena di cosmetici: “Se la foto è vera? Certo, confermo. La strada ieri era proprio sporca e credo sia stato soprattutto per via della manifestazione”.  

Più prudente la store manager di un negozio che vende prodotti di bellezza: “Ieri la strada non mi è sembrata particolarmente sporca. I cestini però sì, erano strapieni” e come ‘mole’ di rifiuti accumulati “sembrava un sabato pomeriggio”, che è il giorno della settimana in cui si registra più folla a Via Toledo. Di tutt’altro tenore le considerazioni del signor Giovanni Ianniello, responsabile del negozio di abbigliamento ‘Antonio Barbaro’: “La foto? E’ tutto vero. I ragazzi del corteo hanno lasciato le cartacce del McDonald’s persino in galleria… Per me, è stato solo un pretesto per fare festa a scuola”. Chiude il cerchio Giovanni, dipendente di un’importante catena di negozi: “La foto è stata scattata ieri. Come faccio a essere sicuro? Quando è andato via il ‘marasma’ abbiamo visto quello che il corteo aveva lasciato a terra… praticamente non si poteva camminare”. 

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