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Battuta su mozzarella contaminata, nei guai ‘Non ci resta che il crimine’  

gen 13, 2019 admin

Pubblicato il: 14/01/2019 15:27

“La battuta di pessimo gusto sulla mozzarella contaminata di Caserta nel film ‘Non ci resta che il crimine’ è un falso storico e un’offesa inaccettabile a un intero territorio. Abbiamo già incaricato i nostri legali per mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutela dei produttori di mozzarella Dop, ma anche a difesa di una terra ingiustamente martoriata da stereotipi che non possono essere rilanciati anche da un film. Sconcerta ancor di più che a pronunciare quelle parole sia un attore del calibro di Alessandro Gassman, erede di un cognome così importante”. Così il presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo, annuncia la linea dura in risposta a una scena del film di Massimiliano Bruno in sala in questi giorni in un si parla della mozzarella contaminata di Caserta.

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“Siamo ben oltre la bufala in tempi di fake news. Abbiamo raccolto e facciamo nostra l’indignazione dei nostri soci e di tanti cittadini che ci hanno scritto dopo aver visto esterrefatti il film”, commenta Raimondo e aggiunge: “Nessuna mozzarella Dop è mai risultata contaminata, nemmeno nei periodi più difficili, che per fortuna sono alle spalle. Oggi i consumatori testimoniano ogni giorno quanto amano la bufala campana, visto che nel 2018 abbiamo raggiunto il record storico di produzione con oltre 50 milioni di chili di mozzarella sulle tavole di tutto il mondo”.

“Essere infangati al cinema è intollerabile – avverte – e il nostro appello va a tutte le istituzioni campane per una mobilitazione collettiva contro ogni tentativo di gettare ombre su questa terra. Siamo stufi di comportamenti del genere e non li tollereremo più. Faremo valere la nostra dignità e il nostro orgoglio in ogni sede. Pretendiamo rispetto da tutti”.

Fonte: adnkronos.comhttps://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2019/01/14/battuta-mozzarella-contaminata-nei-guai-non-resta-che-crimine_adzwF4pPDqmo3EavFnphKM.html

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