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Mal di schiena? Cos’è l’ergonomia posturale e perché ne abbiamo bisogno

nov 08, 2018 admin

Mal di schiena e problemi posturali: perché vengono e come possono essere curati.

Si calcola che in Italia l’assenteismo causato da disagi riconducibili a mal di schiena e problemi posturali in genere costino alle aziende circa 3,36 miliardi di euro. Non si parla di briciole. D’altra parte il famoso adagio “drizza quella schiena” è familiare a molti di noi e spesso viene messo in relazione con i problemi classici di una società legata all’espansione del settore terziario. Insomma: vita da scrivania = problemi posturali e mal di schiena.

La verità pare però che sia un po’ più complessa, come spiega Tiziano Pacini, primo ergonomo posturale in Italia e direttore del Corso di Alta Formazione in Ergonomia Posturale patrocinato dal Dipartimento di Salute Pubblica e Assistenza Sanitaria di Ruse, in Bulgaria. Pacini evidenzia come nel regno animale la postura rappresenti di fatto un costante esercizio di equilibrio, un silenzioso braccio di ferro tra il corpo e la legge di gravità. Nell’uomo la situazione si complica ulteriormente con l’acquisizione della “verticalità”: un aspetto che necessita di terreni variabili, non uniformi, che consentano quindi il continuo esercizio dei diversi muscoli del corpo.

Tiziano Pacini, il primo ergonomo posturale in Italia

Tiziano Pacini, il primo ergonomo posturale in Italia

L’urbanizzazione e l’uso inflazionato dell’asfalto, in questo senso hanno giocato a sfavore innescando un circuito vizioso che si è tradotto in problemi posturali diffusi. Al di là dei problemi riconducibili alla vita sedentaria, sostiene Pacini, “è un dato di fatto che fra i popoli che ancora vivono in condizioni naturali e che camminano scalzi su terreni sconnessi, come alcune popolazioni africane, del Messico o del sud est asiatico, il mal di schiena, come del resto molte malattie cardiovascolari tipicamente occidentali, siano sconosciuti”.

È proprio la diffusione capillare di questa problematica ciò che ha stimolato l’emergere di una figura professionale nuova: l’ergonomo posturale, appunto, cioè un professionista che analizzando scientificamente le alterazioni della postura, si occupa di decostruire un sistema di abitudini errate guidando il soggetto verso nuove e più sane soluzioni.

Semplice? Tutt’altro. Non c’è niente di più difficile che decostruire un’abitudine, cioè quella che di fatto è diventata una piccola forma di dipendenza senza che nemmeno ce ne rendessimo conto. Come spiega Pacini: “Il cambiamento posturale molto spesso è un percorso che richiede un po’ di tempo – ed anche un po’ di pazienza – perché tutto l’apparato locomotore si deve riorganizzare secondo un nuovo modo di vivere, con un conseguente lavoro diverso di tutti i muscoli.” D’altra parte si sa, un cambiamento radicale non è mai indolore, soprattutto quando va a toccare abitudini radicate nel tempo.

Fondamentale, in questo processo, è l’utilizzo di strumenti come baropodometri, sistemi fotografici e scanner ma soprattutto di un protocollo di interpretazione rigoroso, impostato secondo un metodo scientifico e quindi ripetibile. È questo che fa la differenza tra un approccio professionale e uno approssimativo: la possibilità di impostare un lavoro di studio capace di disinnescare vecchi automatismi e di creare le basi per un processo di reset e rieducazione reale.

Fonte: buonenotizie.ithttp://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2018/11/08/mal-di-schiena-ergonomia-posturale/

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