CULTURA PARTENOPEA

Ricomposto il corpo di San Ludovico da Casoria

nov 10, 2018 admin

Nella Basilica di Santa Chiara, a Napoli, è possibile vedere il corpo ricomposto di San Ludovico da Casoria. La nuova urna trasparente sostituisce il piccolo reliquiario che conteneva le ossa del frate dal 2015. Il primo novembre, dopo la messa celebrata dal padre provinciale dei Frati minori, Carlo D’Amodio, è stata scoperta l’urna che mostra il corpo nella sua naturale conformità anatomica, ricoperto dal saio francescano.

Statua del Santo nel Santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei

Lo scheletro, conservato integralmente, è stato ricostituito dai periti medici professore Michele Papa, ordinario di Anatomia umana normale dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, dalla professoressa Rosaria Maria Anna Costanzo, ricercatrice di Anatomia patologica e dal dottore Domenico Ronga, primario emerito dell’Istituto Pascale di Napoli. La sistemazione dell’urna, prima dell’apertura al pubblico, è avvenuta davanti al sacerdote Nunzio D’Elia, delegato da sua Eminenza Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolitano di Napoli, della reverenda Superiora generale delle Suore Elisabbettine Bige, Lissy Thattil, e del padre provinciale dei Frati minori Carlo D’Amodio.

Il corpo è visibile nell’immagine plastica del momento del trapasso, che avvenne alle ore 7,15 del 30 marzo 1885 nell’ospizio Marino di Posillipo.

Beatificato il 18 aprile 1993, frate Ludovico, nato a Casoria l’11 aprile 1814, fu canonizzato il 23 novembre 2014.

La realizzazione dell’opera è stata fortemente voluta dal dottore Ronga, nativo di Casoria e devoto al santo, accolta dai cittadini, dal sindaco Pasquale Fuccio, dai  tutti i parroci e accettato con entusiasmo dalle suore francescane Elisabettiane Bige, la cui congregazione fu fondata proprio da Ludovico da Casoria. Monaco amato dai grandi intellettuali laici Croce, Di Giacomo, Settembrini e Imbriani, fu autore di oltre 150 opere di carità, apprezzato anche da Garibaldi e confessore di Ferdinando II di Borbone.

Fonte: partenope.orghttps://www.partenope.org/wpress/?p=2537

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