domenica, 19 Settembre, 2021
27.6 C
Napoli

Abbattimento case abusive a Casal di principe, il sindaco si autodenuncia alla Procura: “Mi dia tempo o mi dimetto”

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

“Mi sono autodenunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, perché come sindaco  non sarò in grado di garantire un’adeguata assistenza sociale ai 4 bambini che il 2 settembre con le rispettive famiglie andranno in mezzo alla strada quando la Procura procederà all’abbattimento della loro casa abusiva”. Renato Natale, il sindaco di Casal di Principe, sceglie di  assumersi ogni responsabilità di fronte al diktat della Procura Sammaritana. Il 2 settembre c’è un ordine irrevocabile per demolire una casa abusiva in via Ancona dove abitano due nuclei familiari con minori dai 3 ai 7 anni.

A Casal di Principe,  vi sono 1700 ordinanze di abbattimento di costruzioni abusive, emesse  nel corso di anni. Di queste, 250 sono RESA (Registro Esecuzioni Sentenze Abbattimenti), cioè edifici da abbattere in via esecutiva. Tra esse c’è la casa di via Ancona, il cui provvedimento per l’abbattimento è divenuto irrevocabile il 6 luglio del 2005, dove abita la famiglia Stabile, due nuclei familiari che vivono col reddito di cittadinanza.

“E’ una situazione complessa che stiamo cercando di gestire al meglio delle nostre possibilità – spiega Renato Natale – il Comune di Casal di Principe ha dimostrato la sua ferma volontà di collaborare con la Procura fin da quando ha provveduto ad accendere un mutuo di circa 200 mila euro, con la Cassa depositi e prestiti nel Dicembre 2020, su richiesta della stessa Procura, per finanziare le opere da demolire. E’ vero che la norma ci dice che queste somme vanno recuperate dai cittadini responsabili dell’abuso, ma è ipocrisia pensare che questo possa realmente avvenire. Il debito resta in capo al Comune, e cioè all’intera comunità, anche a carico di chi non ha responsabilità e non ha commesso alcun illecito. Il Comune di Casal di Principe, in collaborazione con le Procure, ha già provveduto ad abbattere altre abitazioni nel corso degli ultimi anni, per lo più scheletri, case non abitate. Finora abbiamo speso un milione e 600.000 euro per 11 abitazioni. E’ una somma enorme per le nostre casse, e che già quest’anno ci fanno chiudere il consuntivo con un pericoloso disavanzo. Visto che ancora in questi giorni le varie Procure ci sollecitano per altri mutui, per altre demolizioni, pensiamo che entro due o tre anni il Comune di Casal di Principe dovrà dichiarare il dissesto finanziario a causa di questi debiti. Basta farsi qualche conto per capire la insostenibilità di una tale situazione. Per abbattere le 250 RESA, servono circa 35 milioni di euro. Non solo, ma ogni casa abitata abbattuta richiede un intervento di tipo sociale: trovare dove mettere chi resta senza casa, fornire l’assistenza necessaria a chi vive in un disagio socio economico , ecc. ecc. , tutte cose non sopportabili per i nostri bilanci e per la nostra Comunità.  Ecco perché alla fine l’applicazione della legge diventa inconciliabile con criteri di economicità e di giustizia”.

La vicenda della casa da abbattere il 2 settembre, sta creando anche un allarme sociale nel Comune di Casal di Principe. Anche perché sinora sono state abbattute solo case non abitate da nuclei familiari. C’è anche un nascente movimento di cittadini che si sta organizzando per  fare fronte agli abbattimenti e che fa riferimento ad un Coordinamento dei Comitati a Difesa del Diritto alla Casa della Regione Campania. Si, perché Casal di Principe non è l’unico comune alle prese con gli abbattimenti delle case abusive.

“Ho chiesto alla Procura di Santa Maria C.V. una proroga per l’abbattimento della casa, perché stiamo cercando una soluzione per i due nuclei familiari che verranno sgombrati. Il Comune ha già deliberato somme da rendere disponibili per questa necessità, sia di sostegno alle famiglie interessate, che per pagare eventuali fitti di alloggi da utilizzare per questi gruppi familiari. Ma sinora non abbiamo trovato ancora una soluzione definitiva anche per il particolare periodo di emergenza sanitaria in cui abbiamo dovuto operare. Ma non ci siamo fermati. Abbiamo emesso un avviso pubblico alla ricerca di appartamenti ed abbiamo sollecitato l’Agenzia dei beni confiscati alla consegna di alcuni edifici che potrebbero essere utili come social house. Siamo riusciti ad ottenere la consegna del bene, abbiamo sanato in consiglio comunale questo stabile, abbiamo avviato le verifiche statiche e sismiche, abbiamo stanziato le risorse necessarie per ricavare due alloggi. Siamo riusciti in tempi relativamente brevi a superare tutte le difficoltà burocratiche, arrivando finalmente negli ultimi giorni all’approvazione del progetto e all’avviso della procedura di gara per realizzare i lavori. Ma ci vuole altro tempo per la soluzione definitiva. Così c’è il rischio concreto che queste famiglie il 2 Settembre, data ultima fissata dalla Procura per la demolizione, vadano in strada. Abbiamo bisogno di più tempo per definire tutto. La procura, invece, procede a carrarmato nonostante quello che stiamo mettendo in atto. Il 16 luglio scorso ci ha inviato una nuova ordinanza con la data indifferibile del 2 settembre per lo sgombero forzato e la successiva demolizione”.

Renato Natale di recente è stato ricevuto dal il Ministro per il Sud, Mara Carfagna, proprio per illustrare anche a lei queste tematiche e le difficoltà che  un comune come Casal di Principe incontra nell’affrontare questi problemi. “La ministra – dice il Sindaco Natale – ha mostrato attenzione alle cose che gli ho esposto, assumendo anche l’impegno di convocare un tavolo interministeriale per trovare soluzioni efficaci. Noi saremo attenti e presenti in ogni fase di questo processo decisionale, così come facciamo da anni. Non difendiamo illegalità ed abusivismo, ma sappiamo che demolire è soluzione inefficace, dispendiosa e carica di pesanti conseguenze su tutta la Comunità e non solo sull’abusivo. Gli illeciti devono essere puniti, ma lo si può efficacemente fare utilizzando altri strumenti. Avremo tempo e modo di discutere su questi argomenti, ora è nostra prioritaria preoccupazione garantire a 4 bambini il loro sacrosanto diritto ad un alloggio”.

 Il tavolo interministeriale, come promesso dalla ministra Carfagna, è stato convocato proprio per il 2 settembre prossimo.  L’unico ministro che aveva perplessità a partecipare è quello delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini. Anche per questo il Sindaco di Casal di Principe, ha preso carta e penna e ha scritto anche a lui: “Ho cercato di spiegare le nostre ragioni sperando che si convinca a partecipare ad un tavolo per trovare soluzioni che siano adeguate e che abbiano un senso di giustizia. Perché la strada intrapresa per le demolizioni, porta ad una sanatoria di fatto. In questo modo e con questi tempi, non si riuscirà mai ad abbattere tutte le case. Ci vogliono decine di anni e almeno tre generazioni”  

Intanto il 25 Agosto scorso, il Consiglio Comunale di Casal di Principe ha votato all’unanimità una delibera con cui si chiede alla Procura di Santa Maria C.V. e al Tribunale un rinvio formale della demolizione del fabbricato abusivo di via Ancona, prevista per il prossimo 2 Settembre. Motivo della richiesta è “la salvaguardia del benessere psicofisico di 4 minori, componenti delle famiglie interessate alla demolizione, già fortemente provate da mesi di incertezza sul proprio futuro, mesi che, come amministrazione, abbiamo trascorso cercando una dignitosa alternativa alloggiativa a queste famiglie”.

Nei giorni scorsi c’è stato anche una riunione in video conferenza del Sindaco con le forze dell’ordine, proprio per l’organizzazione dello sgombero del fabbricato di via Ancona. “Il primo intervento nella riunione è stato il mio – racconta Renato Natale – ho illustrato tutto ciò che abbiamo fatto per tentare di risolvere la questione “sociale” delle famiglie che saranno sgombrate. Ma ho aggiunto  che non potrò garantire che la cosa avverrà in tutta tranquillità, perché pur avendo a portata di mano la soluzione, per il 2 settembre non siamo in grado di assicurarla. Abbiamo bisogno di più tempo. D’altronde, se questo provvedimento è esecutivo dal 2005, se passano altri 100 giorni non cade il mondo. Per cui ho detto ai miei interlocutori che se non c’è la proroga,  il primo settembre provvederò a presentare le dimissioni, perché non voglio essere ricordato come il sindaco che ha mandato in mezzo ad una strada quattro bambini e le loro famiglie”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/28/news/casal_di_principe_abbattimento_case_abusive_il_sindaco_natale_non_mandero_4_bambini_in_mezzo_ad_una_strada_la_procura_m-315597200/?rss

Cosa fare in città

Archivi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?