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Alalia, il primo scontro tra Occidente e Oriente

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Il primo scontro tra Occidente e Oriente. Gli elmi etruschi negli scavi di Velia, l’antica Elea sulle colline del Cilento, sono un reperto straordinario della nostra storia. Viene fatto risalire alla battaglia di Alalia: nei testi scolastici se ne parla raramente, ma è stato questo combattimento navale a scandire la nostra storia, fino alla nascita della potenza di Roma.

(ansa)

I protagonisti sono i cittadini di Focea, centro greco nell’attuale Turchia: i primi elleni a spingersi verso ovest, giungendo fino alla Spagna e alle Colonne D’Ercole. Cercavano metalli e sbocchi commerciali per i loro manufatti, mirando alla rotta che dalla zona di Marsiglia portava all’Europa Centrale, lì dove c’era uno dei beni più preziosi dell’epoca: l’ambra. Avevano navi poderose, che permettevano di tenere testa agli attacchi dei pirati. Ed erano obbligati a guardare all’altra sponda del Mediterraneo, perché subivano la pressione dell’impero persiano, che poi occuperà la loro madrepatria.

(ansa)

In questa espansione obbligata, costruiscono colonie che crescono in fretta: fondano anche Massalia, primo nucleo di quella che diventerà Marsiglia, punto chiave dei percorsi che dal Nord celtico arrivavano alla valle del Rodano.

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Gli etruschi, un po’ mercanti e un po’ corsari, competono con i nuovi arrivati sulle stesse rotte. Ma soprattutto l’insediamento dei greci disturba la nuova potenza occidentale: Cartagine, colonia fenicia che ha la sua sfera di influenza dalla Sicilia alla Spagna. L’aristocrazia punica risponde allo sbarco a Massalia con l’occupazione delle Baleari.

(ansa)

A rompere gli equilibri è l’installazione dei focesi sul litorale della Corsica, dove creano appunto Alalia: non è ancora una città, ma un emporio con alcuni tempi e qualche laboratorio di artigiani. Il porto però secondo Erodoto diventa la base per incursioni piratesche nel cuore del Tirreno: una minaccia diretta agli interessi etruschi.

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Etruschi e cartaginesi si alleano contro il comune rivale. Traccia del loro accordo si ritrova forse nelle lamine d’oro scoperte nel santuario di Pyrgi, oggi Santa Marinella, la base navale della potente città etrusca di Caere (Cerveteri) con una dedica nella lingua dei due popoli.

(ansa)

Intorno al 540 avanti Cristo mettono insieme una flotta di centoventi navi, contro la quale i focesi schierano sessanta pentecotere: imbarcazioni innovative per l’epoca, che avevano sia grandi vele sia cinquanta rematori. Questo gli dava maggiore potenza nello speronamento dei battelli avversari, la manovra decisiva nei combattimenti navali.

(ansa)

Probabilmente la flotta etrusco-punica stringe d’assedio Alalia e i focesi l’attaccano provenendo da Sud. Lo svolgimento della battaglia non è noto e gli esiti paiono confusi. Erodoto sostiene che fu un successo dei focesi ma parla di “vittoria cadmea” – l’equivalente del nostro modo di dire “vittoria di Pirro” – perché “quaranta loro navi furono distrutte, e le rimanenti venti erano inservibili, con i rostri spezzati”.

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Di sicuro, cartaginesi ed etruschi catturarono molti prigionieri, un elemento fondamentale visto che i guerrieri greci erano cittadini e quindi difficili da rimpiazzare. Quelli assegnati a Caere, leader del contingente etrusco, subirono una sorte terribile: vennero lapidati alle porte della città. Sempre Erodoto sostiene che la strage provocò l’ira degli dei, obbligando gli abitanti di Cerveteri a rivolgersi all’oracolo di Delfi.

(ansa)

Lo stesso storico racconta che le venti navi superstiti dei focesi imbarcarono la popolazione di Alalia e, dopo una sosta a Reggio Calabria, la trasferirono fino al Cilento, dove con l’autorizzazione della vicina Poseidonia – poi chiamata Paestum – fondarono Velia. Ed ecco che gli elmi etruschi, probabilmente catturati nella battaglia, furono inseriti come ex voto nel primo tempio della nuova colonia, dove sono stati ritrovati dopo oltre duemilacinquecento anni.

(ansa)

Quello scontro segnò la rinuncia dei focesi all’espansione verso il nord del Tirreno, consegnando per qualche decennio agli etruschi il controllo della Corsica e il monopolio del business verso l’Europa del Nord. I cartaginesi invece iniziarono l’occupazione della Sardegna, per consolidare il dominio sulle rotte siciliane. Ma il conflitto tra greci e popoli d’occidente in Italia era destinato a proseguire. Ed è in queste dinamiche che gli etruschi poi lanceranno un’offensiva anche terrestre verso la Campania, trasformando la Roma dei primi re in una loro città. E che poi Cartagine stringerà la prima alleanza sempre con Roma, diventata nel frattempo una potenza regionale. Ma tutto è iniziato da quel combattimento navale, di cui adesso possiamo ammirare un elemento concreto nei reperti di Velia.

(ansa)

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/02/01/news/alalia_il_primo_scontro_tra_occidente_e_oriente-336054612/?rss

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