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Alessandro Gassmann: “Napoli è capitale culturale Orgoglioso di averci vissuto”

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“Speriamo siano riviste le capienze al cinema e a teatro. Con il Green Pass e le vaccinazioni in crescita, le sale sono luoghi ancora più sicuri dei ristoranti”. Alessandro Gassmann difende a spada tratta il primato dei cinema. L’attore ha appena accompagnato alla Mostra di Venezia il suo terzo film da regista girato a Posillipo “Il silenzio grande”, da giovedì in sala, e stasera alle 21.25 torna su Rai1 nei panni dell’ispettore Lojacono per la terza stagione de “I bastardi di Pizzofalcone.

Gassmann, la serie riprende dalla bomba esplosa nel locale nel quale si trovano i Bastardi… Chi si sarà salvato?
“La squadra di Pizzofalcone si trova in un momento drammatico, ma la terza serie risponderà a tutti gli interrogativi e porterà a galla tutto quello che si deve sapere. Saranno rintracciati colpevoli e mandanti. Questa forse è la più avvincente, con tanti accadimenti ma anche per i rapporti interpersonali tra i poliziotti. E nuovi arrivi…”.

C’è un nuovo commissario, Elsa Martini (Maria Vera Ratti) ma Napoli rimane la grande protagonista della serie?
“Napoli è la seconda protagonista dei Bastardi. E questo è anche il segreto del suo successo, vediamo la città a 360 gradi, non solo nelle sue periferie angosciose e degradate, ma anche in luoghi meravigliosi. I casi di omicidi si verificano nei palazzi aristocratici di Chiaia così come negli angoli più pericolosi. Le storie abbracciano tutti gli strati della città, questo mi inorgoglisce ancora di più, da cittadino onorario. Una delle grandi capacità della scrittura di Maurizio de Giovanni è la descrizione dei rapporti e dell’umanità. Come poliziotti incontriamo e aiutiamo persone di ogni tipo. Ho vissuto per oltre due anni a Napoli e credo che in particolare la zona di Pizzofalcone dimostri quanto qui sia possibile la convivenza tra persone diverse gomito a gomito. Napoli ora credo sia la capitale culturale del Paese, per il cinema, il teatro e la letteratura. È una città abituata al sacrificio e in questa pandemia dimostrerà come si convive con le difficoltà”.

De Giovanni è anche l’autore del soggetto e cosceneggiatore del suo film “Il silenzio grande” . Come nasce questa storia?
“In una chiacchierata con Maurizio sul set dei Bastardi. A lui avevo già chiesto di adattare “Qualcuno volò sul nido del cuculo” per il teatro ambientandolo a Napoli negli anni ’80. Con “Il silenzio grande” raccontiamo i silenzi dei rapporti famigliari, le ipocrisie che se non affrontate subito si trasformano in distanza tra le persone. L’abbiamo portato a teatro con successo e ci torneremo presto al Diana a dicembre, per il film invece ho avuto la possibilità di lavorare con Massimiliano Gallo, con un monumento come Marina Confalone e con un’attrice fantastica, Margherita Buy”.

Nel film Gallo interpreta uno scrittore di successo che ha trascurato la famiglia. Lei ha vissuto con un padre di successo, il grandissimo Vittorio. C’è qualcosa di autobiografico?
“Valerio è un grande capofamiglia, anche io e Massimiliano, figlio di Nunzio Gallo, abbiamo vissuto con due capofamiglia importanti, sapevamo come maneggiare la materia. Ma i silenzi miei con mio padre, a differenza di quelli del film, sono sempre stati belli, mai pericolosi. Entrambi schivi, ci bastava stare abbracciati, guardarci, fare lunghi viaggi in auto, andare in vacanza insieme. Ci capivamo in un attimo”.

Con de Giovanni è nato ormai un sodalizio. In arrivo altre sorprese insieme?
“Ci vedremo tra qualche giorno a Napoli, c’è una bella comunione di intenti tra noi. Stiamo pensando a un altro film insieme”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/20/news/hgfaa_uug-318621055/?rss

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