giovedì, 1 Dicembre, 2022
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Arte, la Napoli di Andy Warhol dal Vesuvio allo Studio 54

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Dedicata a Napoli e al rapporto che la città ancora conserva con Andy Warhol, la mostra ospitata dal Pan (via dei Mille, 60, aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 9.30 alle 19.30, la domenica dalle 9.30 alle 14.30) si apre con una sala con due serigrafie del Vesuvio come nell’85 lo vide e lo raffigurò l’icona della Pop art e i momenti della sua visita a Napoli, con il gallerista Lucio Amelio e l’artista tedesco Joseph Beuys.

Alle 18 il sindaco Gaetano Manfredi ha inaugurato “Andy is back”: con 130 fra opere, fotografie, serigrafie, memorabilia e oggetti provenienti da collezioni private. In questo viaggio negli anni che hanno cambiato l’arte mondiale, viene ripercorsa la tumultuosa e rivoluzionaria vita di un artista che ancora fa e farà discutere, in una mostra che resterà aperta fino al 31 luglio.  Prodotta da Navigare srl, curata da Edoardo Falcioni per Art Motors e patrocinata dal Comune di Napoli, il percorso mira a mettere in luce i vari momenti della storia artistica e della biografia di Warhol, a partire da quando da sconosciuto ventenne che si chiamava ancora Andrew Warhola, arriva a New York da Pittsburgh nel 1949, a quando, divenuto il glamorous, geniale, sensibile e misterioso Andy Warhol, muore nel 1987 per le complicazioni di un intervento alla cistifellea.

Nelle sale, opere più e meno esposte nelle numerosissime mostre dedicategli in tutto il mondo: dalla sezione “Icone”, con Mao, Marilyn Monroe, Liz Taylor, serigrafate o litografate su carta e carta da parati o su tessuto, come accadeva anche per gli oggetti di uso quotidiano che ancora oggi identificano la Pop art, la Campbell Soup e le Brillo Box. Foto, stampe, litografie e serigrafie anche con gli autoritratti di Warhol, riprodotti su t-shirt ritagliate e incorniciate, in prestito da collezionisti privati. Tutte le superfici sono state utilizzate da Warhol per valorizzarle come arte: persino la celebre banconota da 10 mila lire autografata da lui insieme con Beuys nel 1980. Numerose le Polaroid esposte, che costituivano la prima fase del lavoro dell’artista nell’esecuzione di un ritratto.

Si esplora anche il rapporto di Warhol con la musica, e questa è la sezione più ampia sul tema che sia mai stata realizzata a Napoli, comprendendo una ventina opere e progetti per dischi in vinile dei Rolling Stones, dei Velvet Underground, di Miguel Bosè, Loredana Berté, e libri su Grace Jones e i Beatles. L’ultima sala rievoca, per i 130 anni de Il Mattino, il progetto per la grande mostra Terrae Motus, idea nata a Lucio Amelio dopo il sisma in Campania del 1980 e iconicamente raffigurato su una prima pagina del quotidiano napoletano divenuto celebre proprio grazie all’intervento di Warhol: “Fate presto”.

Un’altra sezione è dedicata allo Studio 54, il locale americano più di tendenza degli anni Ottanta, frequentato da Warhol e da tutto il jet set dell’arte, della moda e del cinema: un vero album di foto che ritraggono con Warhol altre icone della vita creativa newyorchese, come Yoko Ono, Keith Haring, Sting, Paloma Picasso, Boy George. Numerosi gli estratti da “Interview”, la rivista di Warhol dedicata alle celebrità che lui stesso intervistava e ampia la sezione della moda, che mostra in un lungo elenco di serigrafie tutti i protagonisti dell’epoca, tra i quali gli italiani Valentino Garavani, Gianni Versace e Giorgio Armani.

Ricostruita, per dare un’idea di com’era, la Silver Factory creata da Warhol negli anni Sessanta, al quinto piano del 231 East 47th Street, che era l’unico indirizzo per conoscere veramente la cultura underground di New York dell’epoca. Si vedono manichini, bidoni e scatole giganti di detersivo e zuppa Campbell, e il divano in velluto senape dove sedeva Warhol. Le mura dipinte di vernice argentata e ricoperte di carta stagnola da  William George Linich, detto Billy Name, un tecnico delle luci di Broadway che Warhol aveva scoperto e ingaggiato. Talentuosi e disperati, emarginati e miliardari: Warhol seppe radunare intorno al proprio genio le più diverse tipologie di persone e personaggi.   
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/15/news/arte_la_napoli_di_andy_warhol_dal_vesuvio_allo_studio_54-345633704/?rss

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