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Bagnoli Futura, ultima beffa nessuno paga per il fallimento

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Nessuno paga, scatta la prescrizione. E la sentenza della Corte dei conti sul fallimento di Bagnoli Futura, con il conseguente danno arrecato alle casse del Comune, si conclude con un nulla di fatto. È l’ultima beffa su Bagnoli. Erano stati rinviati a giudizio in 6: dal sindaco Luigi de Magistris all’ex sindaco Rosa Russo Iervolino, fino agli ex assessori e vicesindaci Sabatino Santangelo, Rocco Papa, Ferdinando Balzamo e il dirigente Giovanni Spagnuolo. Erano chiamati a rispondere di un ” danno da diminuzione della partecipazione sociale di circa 13 milioni”, essendo BagnoliFutura una società di proprietà di Palazzo San Giacomo. Diversi gli importi contestati: dai 932 mila euro a carico di Iervolino ai 55 mila euro per de Magistris.

Il collegio giudicante presieduto da Salvatore Nicolella non condivide l’impostazione della Procura sul calcolo della prescrizione. ” I fatti rappresentati – si legge nella sentenza – sono tutti anteriori al quinquennio che precede la notifica” dell’indagine avvenuta nell’aprile 2019. E superati i 5 anni cade l’azione di responsabilità. Un buco nell’acqua. Nell’inchiesta si andava a fondo alle ragioni del crac dell’azienda incarica della trasformazione urbana dell’area occidentale. Tra le cause del fallimento elencate: i debiti per la bonifica, le indennità di esproprio dei terreni che gravavano ” erroneamente” sulla società, la ” sovrabbondanza del personale”. E finanche i ” costi per l’America’s Cup” mai realizzata che erano addebitati proprio al sindaco de Magistris.

La sentenza non entra nel merito delle accuse. Perché si ferma alla domanda avanzata dalle difese dei convenuti: da quando si calcola la prescrizione del danno? Per la Procura si parte dalla dichiarazione di fallimento del 2014. Per gli avvocati – Felice Laudadio, Roberto De Masi, Alberto Saggiomo, Riccardo Marone, Luigi Manna e Giuseppe Russo quel calcolo va retrodatato. E la tesi è accolta dai giudici che scrivono: ” Far decorrere la prescrizione dalla sentenza di dichiarazione di fallimento significa affermare che non era possibile per l’ente pubblico socio, avere conoscenza prima dei fatti produttivi del danno contestato”. Si delinea una diversità di vedute all’interno della Corte dei conti campana. ” La Procura smentisce sé stessa”, si legge nella sentenza. Per il collegio giudicante ” emerge chiaramente dall’atto di citazione che la consapevolezza della situazione economico-finanziaria in cui versava la società risale a ben prima della dichiarazione di fallimento”. Per esempio i giudici suggeriscono: “La ricapitalizzazione del 2012 di per sé costituisce un esborso ulteriore di somme per il Comune e può da solo, ancorché non contestato, costituire danno erariale”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/06/news/bagnoli_futura_ultima_beffa_nessuno_paga_per_il_fallimento-290627870/?rss

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