
Beni per oltre due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia a Raffaele Donciglio, un imprenditore edile della provincia di Caserta, ritenuto vicino al clan di Michele Zagaria.
Il decreto di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Napoli e del Direttore della Dia.
Le indagini svolte nei confronti di Raffaele Donciglio, hanno consentito non solo di ricostruire il suo assetto patrimoniale, ma anche di delineare la sua “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei casalesi, fazione Zagaria, nel delicato e strategico settore della gestione degli appalti all’interno dell’Azienda Ospedaliera “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta.
La relativa inchiesta giudiziaria, per la quale Raffaele Donciglio era stato condannato nel 2019 dalla Corte di Appello di Napoli alla pena di sette anni di reclusione, aveva accertato la piena operatività del clan di Michele Zagaria, all’interno della struttura sanitaria, facendo emergere una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare con appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell’imprenditoria, che garantiva il controllo e la gestione, in regime di assoluto monopolio, degli appalti e degli affidamenti diretti di lavori all’interno dell’ospedale casertano.
A Donciglio, tra il 2015 ed il 2020 erano già stati sequestrati e confiscati beni con decreti emessi dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere, su proposta del Procuratore della Repubblica di Napoli.
Il sequestro odierno riguarda titoli finanziari per un valore complessivo in oltre 2 milioni di euro ed accumulati nello stesso periodo in cui è documentata la sua adesione al clan Zagaria.