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Capua, tutti a casa di Irina: “Ecco cibo e medicinali per i nostri fratelli”

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Irina abita al quarto piano di un anonimo condominio alle porte di Capua. Ed è qui che si sono date appuntamento altre sue amiche, Ludmilla, Maria, Irina, Oxana, Inna, tutte donne ucraine, che insieme a Taras, giovane 25enne che sta qui dall’età di nove anni, preparano pacchi per spedire nel loro paese. È il loro contributo alla “resistenza” contro l’invasione Russa. Impacchettano e sigillano soprattutto medicinali, ma anche alimenti a lunga conservazione, e altri beni di prima necessità.

Con loro c’è Alessio, un giovane capuano che dà una mano. Nel primo pomeriggio partirà un autobus da Caserta, destinazione Ucraina. Una volta arrivato alla frontiera, al confine con la Polonia, ci saranno dei volontari che preleveranno i pacchi e li distribuiranno nei luoghi dove ce n’è bisogno. ” È il frutto la raccolta che abbiamo organizzato in poche ore tra conoscenti, e mettendo avvisi sui social network – spiega Taras – molta solidarietà è arrivata anche dagli italiani”. Mentre lavorano, il televisore è sintonizzato su un canale estero che dà tutti gli aggiornamenti sulla situazione in Ucraina per conoscere in tempo reale tutto ciò che succede.

“La prima cosa che facciamo quando arriva una notizia negativa – dice Maria – è quella di prendere il telefono e chiamare i nostri familiari. E gli attimi di attesa quando sei al telefono sono infiniti. Si teme sempre il peggio”. “Questo è il nostro modo di aiutare chi in questo momento combatte contro l’invasione russa – afferma Oxana – è il minimo che possiamo fare”. “A combattere ci sono anche tante ragazze e ragazzi – racconta Maria – molti sono minorenni. Invece di vivere un’adolescenza spensierata si stanno armando e cercando di proteggere la loro terra. Se fosse necessario partirei anch’io – aggiunge- Sono in Italia da diversi anni. Le mie figlie sono nate qui, ma l’Ucraina è la terra della mia infanzia. È la terra di mio padre, della mia famiglia Certo che partirei ” , dice; e negli occhi compaiono due lacrime. Anche le altre annuiscono: “Lo faremmo tutte, se necessario “, aggiunge Inna. Intanto arriva anche Giulia, la fidanzata di Taras. È in Italia da bambina. È arrivata qui per curarsi un rene. Ha poco più di vent’anni. È tesa, provata da quanto sta succedendo nel suo paese. “Siamo contro la guerra. Non la vogliamo. Mio cugino è in Ucraina. Ogni volta che lo chiamo temo sempre di non avere risposta ” racconta.

“Sì ci sono tanti uomini che partono per andare a fare la guerra – dice Taras – Mi rendo conto che questo è difficile farlo capire a chi non ha una guerra in casa e non ha familiari da difendere. Ci sono uomini che non si sentono utili qui e vanno a difendere e aiutare i loro familiari. Sono padri, fratelli, figli. Li capisco. Io, per ora, riesco ad essere utile qui. Ma se fosse necessario partirei subito per combattere”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/02/27/news/capua_tutti_a_casa_di_irina_ecco_cibo_e_medicinali_per_i_nostri_fratelli-339574555/?rss

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