venerdì, 24 Settembre, 2021
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Casal di Principe, consiglio comunale in piazza in difesa degli allevatori che chiedono lo stop all’abbattimento delle bufale

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“Vogliamo le immediate dimissioni dei responsabili dell’ultimo piano di eradicazione della Brucellosi”. Con queste parole Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe, apre il Consiglio comunale che si svolge in piazza Vittorio Emanuele, a pochi passi dalla sede del Municipio, convocato per difendere gli allevamenti bufalini dal piano che prevede come unica soluzione l’abbattimento delle bufale. Sul palco in muratura ci sono i consiglieri comunali. Davanti, allevatori e cittadini accorsi numerosi all’inusuale seduta del civico consesso che è aperto anche ai contributi esterni. In piazza, tra gli altri, ci sono anche  alcuni sindaci della zona (Parete, Lusciano, Vila Literno, Casapesenna), insieme al presidente del Consiglio Regionale, Gennaro Oliviero, il senatore di Forza Italia, Carlo Sarro, l’ex senatore del popolo della libertà, Gennaro Coronella, il consigliere regionale del M5S, Salvatore Aversano, l’Associazione Tutela Allevamento Bufala Mediterranea, e “Amici della Bufala”, Mario Martone, storico dirigente della Confcoltivatori.

“I sindaci hanno chiesto chiarezza sugli obiettivi della Regione Campania e sui piani regionali –  sottolinea il sindaco Natale –  preso atto che il piano ultimo regionale vigente è totalmente fallito e che le decisioni non possono assolutamente essere assunte sulle spalle e in contrasto con i diretti interessati. Perciò chiediamo le dimissioni di questi “tecnici esperti” che hanno guidato il piano negli ultimi tre anni.  Squadra che perde va cambiata”. Ed è il nodo sul quale  è incentrata la battaglia degli allevatori che da anni vedono portate al macello le loro bufale ma senza che ci sia un risultato soddisfacente sulla lotta alla brucellosi. “Abbiamo anche chiesto da subito un tavolo di contrattazione – aggiunge il sindaco di Casal di Principe – con gli organismi davvero rappresentativi del mondo degli allevatori. Per me non sono rappresentativi, né la Coldiretti, né il Consorzio di Tutela della mozzarella di Bufala, ma sono rappresentative quelle associazioni che hanno più di 400 allevatori iscritti sui 700 presenti in provincia di Caserta”

“Negli ultimi 3 anni  – afferma ancora Renato Natale – sono state abbattute circa 44.000 bufale, molte delle quali risultate sane all’esame autoptico. Quindi, qualcosa non torna. Perché questa  strage non ha contribuito a ridurre l’epidemia di Brucella, anzi l’incidenza di questa malattia è significativamente aumentata. A rischio è uno dei settori produttivi trainanti dell’economia non solo della Provincia di Caserta, ma dell’intera Campania. Non si capisce dunque il perché di questa opposizione alla vaccinazione delle bufale, salvo che non vogliamo fare cattivi pensieri”. Ed è sulla base di questo fallimento del piano anti brucellosi che i rappresentanti dell’Associazione Tutela Allevamento della Bufala Mediterranea”, (240 soci) e gli “Amici della bufala” ( 200 allevatori) chiedono di vaccinare le bufale come ha spiegato Domenico Fenizia, medico veterinario ed ex responsabile  dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), “Sapete perché quando risultano  positivi i bufali e vanno al macello poi non si trova la malattia? E’ molto semplice. Perché il bufalo probabilmente è guarito. Abbattere non significa risolvere il problema, anzi lo si aggrava, perché vengono abbattuti quegli animali resistenti che sono garanzia della salute dell’animale”.

Sono state due lunghe ore di dibattito dove, prima della votazione finale in cui  è stato approvato un lungo documento di sostegno alla lotta degli allevatori che chiedono lo stop agli abbattimenti delle bufale  e il ricorso al vaccino, il consigliere comunale Mario Schiavone, ha chiesto spiegazioni alla Regione Campania su dove finisca la carne dei bufali abbattuti: “La legge dice che questa carne dovrebbe essere distrutta. Invece viene portata al 98 per cento sulle nostre tavole per essere consumata e viene spacciata per carne di bovino mista. Allora vogliamo sapere dalla regione Campania perché da 15 anni ad oggi, a fronte di  110 mila capi abbattuti e di cui vengono pagati gli indennizzi agli allevatori, questa carne con Brucellosi o con Tbc, arriva sulle tavole dei consumatori?”. Un dubbio che andrebbe sciolto.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/07/17/news/casal_di_principe_consiglio_comunale_in_piazza_in_difesa_degli_allevatori_che_chiedono_lo_stop_all_abbattimento_delle_bufale-310680867/?rss

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