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Caserta, sette Candidati sindaci. La corsa si decide al ballottaggio

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Sette candidati a sindaco, 31 liste e 753 candidati, per conquistare 32 seggi nel nuovo consiglio comunale. Sono i numeri delle elezioni amministrative nel capoluogo, dove la partita, potenzialmente, si gioca tra il sindaco uscente, Carlo Marino, esponente del Pd, sostenuto da sette liste, e Gianpiero Zinzi, consigliere regionale della Lega di Salvini, sostenuto da otto liste. Ma le sorprese sono sempre possibili. Cinque anni fa, fu il candidato di “Speranza per Caserta”, Francesco Apperti, che per poche centinaia di voti non arrivò al ballottaggio al posto di  Riccardo Ventre, esponente del centro destra che fu sconfitto proprio da Carlo Marino. 

In ogni caso  è stata una campagna elettorale senza toni alti, ma con più di una fiammata, come lo scambio di battute al vetriolo degli ultimi giorni, dove il sindaco Marino ha definito  Zinzi “collaborazionista”, associandolo al generale francese Petain, e Zinzi ha ricambiato definendolo bugiardo, perché avrebbe detto di aver rinunciato alla costruzione del Biodigestore, ma senza fornire prove ufficiali di questa rinuncia. Hanno tenuto banco oltre al tema del biodigestore, anche i lavori per il Policlinico, il Macrico, e i temi della sicurezza, dopo la morte di un ragazzo di 18 anni, Gennaro Leone, accoltellato il 29 agosto, in piazza Correra,  nel cuore della movida.

Ma queste elezioni, che sono seguite con attenzione dagli organismi nazionali dei partiti, sono anche un referendum pro o contro Marino. La sua riconferma o meno sarà il termometro del consenso a un progetto politico che ha arrancato. La Giunta Marino ha dovuto “riequilibrare” più di una volta la sua maggioranza, cambiando assessori di volta in volta.

Il voto di domani e lunedi, potrebbe non bastare ad eleggere il nuovo sindaco.  Puntano al ballottaggio sia Zinzi che Marino. Chiunque andrà a gestire il Comune, dovrà fare i conti  con  la macchina comunale che cammina a fatica. Tra pensionamenti e gli effetti negativi di due dissesti finanziari, peraltro  ancora in corso, non c’è da stare allegri. Anche per questo Gianpiero Zinzi ha preteso un patto con i parlamentari del centro destra affinché si impegnino a favorire in parlamento l’approvazione di una legge speciale per Caserta.

 Molti sperano nei fondi del Pnrr, per un rilancio che potrebbe far risalire la città  dagli ultimi posti delle classifiche sulla vivibilità. Ma per schiodarla da li ci vorrebbe una cura da cavallo. Senza fondi è obiettivamente difficile. Anche perché la sola Reggia vanvitelliana, per quanto bella e attrattiva, riesce ad attrarre per lo più un turismo mordi e fuggi. “L’obiettivo più importante che perseguiremo nei prossimi cinque anni  – assicura Marino che ha scelto per la campagna elettorale lo slogan “Segui la strada maestra”  – sarà quello di avere più coraggio nel portare avanti il protagonismo della città di Caserta nello scenario regionale e nazionale. Coraggio sia sul grande progetto che deve essere sviluppato attorno alla filiera dei beni culturali e monumentali, penso al masterplan della Reggia, ma anche coraggio nel mettere al centro dell’azione amministrativa le politiche infrastrutturali che servono alla città, come l’ultimazione del Policlinico, oltre ad una nuova concezione del verde cittadino”.

Su Caserta la Lega di Matteo Salvini ha puntato molto.  Dopo l’esclusione dalla competizione elettorale a Napoli della lista della Lega,  proverà a sfondare qui un’immaginaria linea Maginot per far radicare la lega anche al Sud. E di questo ne è convinto Enzo Battarra, candidato con il Pd a sostegno di Marino, da molti indicato come  assessore alla cultura in pectore, in caso di riconferma del sindaco uscente:   “Forse bisogna dire grazie a Salvini il milanese – afferma Battarra –  Perché nelle sue incursioni a Caserta ha chiarito molto bene, anche agli elettori più distratti o ingenui, che il suo candidato a sindaco è il cavallo di Troia per far sbarcare le truppe di Salvini al Sud”.

Tra i candidati a sindaco anche Pio del Gaudio, ex primo cittadino del centro destra, reduce da una brutta avventura giudiziaria, che ora potrebbe insidiare proprio Zinzi con le sue nove liste. Anche per questo il centro destra ha affisso manifesti in città facendo appello al  “voto utile”. Sull’altro fronte, Carlo Marino, deve guardarsi alla sua sinistra da Romolo Vignola, sostenuto da 3 liste, tra cui “Speranza per Caserta”, ispirata da Sergio Tanzarella, professore ordinario di Storia della Chiesa ed ex parlamentare dell’Ulivo. Lista che cinque anni fa ebbe numerosi consensi, sfiorando il 17 per cento. Tra i candidati anche gli uscenti consiglieri comunali, Norma Naim e Francesco Apperti.

Tra i nuovi che aspirano ad un seggio in consiglio comunale l’avvocato Carlo Madonna, dello studio legale che  ha rappresentato in tribunale i familiari di don Giuseppe Diana. “Mi sono candidato perché questa città, ultimo capoluogo della regione – dice l’avvocato Madonna – ha un disperato bisogno di normalità. Caserta è una città che è stata vilipesa negli ultimi dieci anni. E questa, credo, sia l’ultima chiamata, per raccogliere il grido di dolore della città”. Il Coordinatore di Speranza per Caserta, Michele Miccolo spera nell’ultimo appello al voto di convincere gli elettori indecisi: “Queste elezioni decideranno il futuro della nostra città per i prossimi 30 anni – dice Miccolo –  Votate consapevolmente, scegliete il bene della città altrimenti sarà solo colpa vostra”. 

Altro candidato sindaco a sinistra della coalizione di  Marino, è Raffaele Giovine, esponente del mondo del volontariato. Giovine si presenta con due liste in cui sono confluiti rappresentanti di movimenti e associazioni, tra cui alcuni esponenti del centro sociale ex canapificio. “Crediamo sia necessaria una città più giusta, equa, senza sprechi – è scritto nel programma della lista che  sostiene Giovine –  che metta al centro i bisogni dei più deboli. Una città a impatto ambientale zero, che dica stop al cemento. Una città in cui rimanere e non da cui fuggire”.

In corsa per la carica di primo cittadino anche due outsider come  Errico Ronzo, con una sola lista di appoggio e Ciro Guerriero, anche lui con una sola lista.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/10/02/news/elez_caserta-320418197/?rss

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