martedì, 28 Settembre, 2021
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Centoundici reperti dai fondali di Amalfi esposti nell’Arsenale cittadino, futuro museo della Bussola e del Ducato

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Centoundici ritrovamenti archeologici, dal periodo romano, fino al Medioevo e Rinascimento. Provengono tutti dai fondali di Amalfi e restituiscono uno spaccato di vita e quotidianità della città nei millenni, tra anfore, pezzi di imbarcazioni, maioliche, persino una palla di catapulta risalente agli anni della gloriosa Repubblica Marinara.

I reperti sono stati presentati nei bellissimi spazi dell’antico Arsenale. Torneranno di nuovo nel museo tra qualche settimana, stavolta in un allestimento definitivo del neonato Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi.

Per l’occasione, è stato pubblicato anche un albo ad hoc di Diabolik, fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Milano, intitolato  “Colpo ad Amalfi” e volto a sensibilizzare l’opinione pubblica verso i beni culturali. Non a caso, protagonisti del fumetto (tra l’altro disegnato dal maestro Enzo Facciolo, recentemente scomparso) sono i carabinieri del Nucleo napoletano le la  tutela del Patrimonio culturale, che hanno inventariato i materiali, in un’operazione di catalogazione assieme alla Soprintendenza. Le opere infatti, provenienti dai fondali tra Marmorata e Conca dei Marini erano state recuperate negli anni da un subacqueo locale, poi donate al Comune di Amalfi.

Alla presentazione all’Arsenale partecipano Francesca Casule (Soprintendente di Salerno e Avellino) ed Enza Cobalto (assessore alla Cultura di Amalfi). Intervengono il maggiore Giampaolo Brasili (Comandante dei carabiniri Nucleo Tutela del  Patrimonio Culturale) e Silvia Pacifico (Funzionario archeologo della soprintendenza). “L’obiettivo- spiega quest’ultima – è ricostruire anche ad Amalfi una ricca sezione archeologica dei suoi tempi più antichi, avvicinando sempre più la comunità alla tutela dei beni culturali”.

Effettivamente, la città, già florida come luogo di otium e riposo tra i latini, dispone di ricche testimonianze e del mondo romano. Si suppone ci fosse almeno una ricca domus patrizia, di cui rimane un ninfeo, custodito all’interno di un a proprietà privata nel centro storico cittadino.

Nel corso dell’evento sarà allestito un laboratorio didattico, a cura di Alice Hansen e Teresa Peluso (dell’associazione Artes), per mostrare al pubblico l’avvio delle attività di restauro conservativo di alcuni dei reperti archeologici esposti.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/14/news/111_reperti_dai_fondali_di_amalfi_esposti_nell_arsenale_cittadino_futuro_museo_della_bussola_e_del_ducato-317754643/?rss

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