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Cinema, Maurizio Braucci: “Documusical sullo Ius Soli: la realtà batte la politica”

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“Era de maggio in napoletano, cingalese e wolof è un inno alla fratellanza, è la prova che si può dire “core” con tre parole diverse, ma il cuore è unico. Ma esiste una legge barbara che nega la cittadinanza a un milione e mezzo di ragazzi italiani nati da figli di immigrati”. Maurizio Braucci firma e dirige a Napoli “Il mondo è già”, un documusical per raccontare la vita reale dei figli di seconda generazione dei migranti.


L’autore e regista napoletano, 56 anni, già sceneggiatore di “Gomorra” di Matteo Garrone, “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi e di “Martin Eden” di Pietro Marcello col quale ha scritto “L’envol” che apre la Quinzaine del Festival di Cannes il 18 maggio, ha scelto come protagoniste due ragazze nate a Napoli da genitori stranieri.

Due cantanti di grande talento: Sara Vanderwert, di origine srilankese nata a Posillipo, e Fatima Mbengue, nata nel Vasto da genitori senegalesi. Insieme con il classico rivisitato “Era de maggio”, cantato da Sara e Fatima con la jazzista Maria Pia De Vito sullo sfondo della Passeggiata dei Monaci, sentiero a ridosso della Certosa di San Martino e della Vigna della Fondazione Morra, le protagoniste cantano due brani composti dallo stesso Braucci, musiche di Paolo Polcari, arrangiamento di Massimiliano Sacchi.

Il corto, che nel cast vede anche Francesco Di Napoli, “Romulus” nella serie tv, è prodotto da Braucci con Antropica e Officine Gomitoli. Foto di scena di Stefano Cardone, direttore della fotografia Stefano Falivene.

“Il mondo è già” come nasce?
“Dalla volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica sui limiti dell’attuale legge che regola la cittadinanza per gli italiani figli di immigrati. È un film politico ed estetico sulla Napoli più moderna e quindi reale, una città dove i figli dei migranti non sono relegati in un ghetto, ma sono artisti, hanno talento, parlano e cantano napoletano meglio di noi e a causa di una legge barbara non sono italiani, anche se sono nati qui. La politica è molto più indietro della realtà. Perché siamo paranoici e ci sono politici che sulle paranoie hanno fondato il loro successo. Sono convinto che anche quelli della Lega e di Fratelli d’Italia, se ragionassero col cuore, sarebbero a favore dello ius soli”.

Cosa racconta questo suo docufilm musicale?
“È lo spaccato di vita di due ragazze napoletane nere. Sara, un’artista di 25 anni, studia jazz al Conservatorio, ha una matrice elettronica ed è nata e cresciuta a Posillipo da genitori srilankesi, che hanno sgobbato e si sono aperti un’attività sportiva. Dall’altra parte della città nel cuore popolare del Vasto, un’altra voce bellissima, Fatima, 18 anni, che ha una preferenza per la musica pop, ora sta iniziando a studiare canto. Entrambe rappresentano la nostra città, non oggi ma già da anni, solo che la politica non vuole accorgersene. Insieme con Maria Pia De Vito hanno fatto una versione bellissima di “Era de Maggio” con musicisti africani, asiatici. Napoli ha un cuore nero da sempre nella musica: Mario Musella era di origine pellerossa, James Senese è nero, gli studi di Roberto De Simone dimostrano quanto le nostre origini musicali arrivano da lontano”.

Com’è la sua Napoli multietnica, a proposito?
“Ho filmato Fatima e Sara nella loro vita vera, nei loro quartieri: mentre loro parlano, il “mondo è già”, come dice il titolo. Loro due sono italiane dalla nascita. Nel documusical cantano altre due canzoni: Sara in italiano, Fatima in dialetto”.

Braucci, sullo ius soli tanti fallimenti negli ultimi 5 anni, ora si parla di ius scholae…
“Il diritto di cittadinanza non può essere premiale, è un’altra forma di discrminazione: una parte della sinistra deve farsi sentire di più, andare contro le paure della gente e far approvare questa benedetta legge sullo ius soli”.

Come si gira oggi a Napoli?
“Bene, mi sono fatto aiutare dai giovani professionisti di Napoli bravissimi. Aspettiamo dalla Regione il finanziamento per la scuola dei mestieri del cinema che abbiamo chiesto un paio di anni fa e stanno realizzando già a Bari”.

Ha altri progetti?
“Ho scritto con Abel Ferrara il film che ha girato in Puglia su Padre Pio, interpretato da Shia LaBeouf, durante il biennio rosso di scontri tra socialisti e fascisti. Un film sulla fede in Dio e sulla fede in un ideale”.
wert, Maria Pia De Vito e Fatima Mbengue (foto Stefano Cardone)
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/27/news/cinema_maurizio_braucci_il_mio_film_sullo_ius_soli_la_realta_batte_la_politica-347084802/?rss

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