giovedì, 27 Gennaio, 2022
6.5 C
Napoli

Cinema, Vicorito: “Sono Maradona nel film di Sorrentino, un’emozione irripetibile”

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

“È stata la mano di Dio”. Già il titolo è una rivelazione fatale e, a suo modo, concettuale. Tiene assieme più realtà: la salvezza di un uomo, il regista Paolo Sorrentino in età ancora adolescente, quando non è con i genitori che dolorosamente muoiono per un incidente casalingo nella casa in montagna, e il “miracolo” della apparizione di Diego Armando Maradona (così sostiene lo stesso cineasta in alcune interviste) a Napoli. In questo caso, per salvare non solo il giovane autore ma anche il futuro – emotivo, sociale e sportivo – dei napoletani.

Dopo il Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia, le tre nomination agli European Film Awards e la candidatura a rappresentare l’Italia nella rosa di film stranieri agli Oscar 2022, il film targato Netflix uscirà in sale selezionate il 24 novembre – a un anno con il primo anniversario della scomparsa del genio argentino del calcio – e poi sulla piattaforma di streaming dal 15 dicembre (martedì 16 novembre anteprima serale al cinema Metropolitan di via Chiaia).

A incarnare il ruolo del calciatore funambolico, ed è sufficiente sbirciare la clip che lo ritrae alla guida di una Bmw con una tuta Puma bianca e blu, è Daniele Vicorito – trentenne attore napoletano già al lavoro con Abel Ferrara, Marco Tullio Giordana, Davide Iodice, Matteo Garrone, Ginevra Elkann, Stefano Veneruso, Francesco Lettieri – che quando Maradona arrivò a Napoli nel luglio 1984 neppure era nato.
Una responsabilità, per il talentuoso interprete, ma magari è una scelta predestinata. Basta guardarlo passeggiare lungo Forcella e i Decumani, con i capelli neri, il doppio orecchino ai lobi, lo sguardo malinconico e concentrato, per associarlo istantaneamente al fuoriclasse di Villa Fiorito.

‘È stata la mano di Dio’, le prime immagini del film di Paolo Sorrentino

 

Vicorito, quanta emozione è riassunta in questa esperienza?
“Per Sorrentino, Maradona simboleggia il mito, la fantasia, la salvezza. Prima dell’incontro con lui in via Toledo mi guardavo allo specchio: “Io sarò Maradona? Ma sì!”. Il mio look è simile a quello di Diego. Il giorno della conversazione con Sorrentino ho rimuginato: “Mica sarò Diego? Impossibile”. Maradona è talmente gigantesco, non credevo di avere chance”.

Cosa ricorda della conversazione con Sorrentino?
“Ero in sala d’attesa, lui ha aperto la porta pronunciando il mio nome. Non succede mai che un regista ti venga a chiamare.
Grande umiltà, la sua. Io avevo letto il libro fotografico di Sergio Siano, spiando Diego tra le pagine. Mi sono confrontato su tanti piccoli particolari con il regista, lui mi ha chiesto di allenarmi a calciare le punizioni e ho passato un paio di settimane di agosto davanti al muro dell’Accademia di Belle Arti provando a prendere la mira con la palla, tirando di sinistro per evocare la curvatura della schiena e del bacino del Pibe de Oro. Mandavo i video al regista e abbiamo capito reciprocamente che Maradona potevo essere io.
La mia gratitudine è enorme e il titolo del film mi emoziona. Sono credente, leggere sui manifesti “È stata la mano di Dio” rende tutto magico. Dio c’entra in questa mia vita, che ora porta in dono il ruolo di questo irraggiungibile calciatore”.

È tutt’ora frastornato, mentre lo racconta …

“È vero. Non voglio dimenticarlo. Essere Diego e incontrare Paolo sono due emozioni irripetibili per un sognatore come me. Questo è un mestiere che pure quando lo fai lo sogni”.

Venezia 78, Paolo Sorrentino: “Questo film è la mia oasi di spensieratezza”

Quando Diego Maradona sbarcò a Napoli, lei non era nato.

“Esatto. Ho visto i suoi gol in vhs, su internet. Prima del film, Maradona rappresentava un simbolo assoluto. Da ragazzo ho giocato a calcio nel ruolo di fantasista. Diego è il salvatore della gente di Napoli. I suoi gol hanno un valore politico.
Maradona ha scelto Napoli, c’è una volontà divina in questa convivenza tra lui e noi napoletani. Come se Dio avesse voluto donare una gioia illimitata a un popolo spesso disgraziato. Ancora una volta una mano dal cielo per unire le persone in terra in un’epoca in cui la camorra uccideva dappertutto e la droga rovinava le famiglie e si doveva reagire pure al terremoto del 1980. Con questo titolo, che cita anche la dichiarazione di Maradona dopo la partita contro l’Inghilterra al Mondiale ’86, Paolo ha fatto gol.
Spero che in futuro ci sarà una nuova occasione per recitare i suoi dialoghi perché al di là del talento cinematografico Sorrentino resta un grande scrittore”.

Ha un rimpianto per questo film?
“Sì. Non mi hanno regalato la tuta che indosso nelle riprese tra via Scipione Capece (dov’era la casa di Maradona, ndr) e la confluenza di via Orazio. Dei titoli precedenti conservo i miei costumi. Ma il dolore insanabile è un altro: avere interpretato Maradona in estate e, in pieno autunno, ecco la notizia della sua morte improvvisa in Argentina. Ho pianto per settimane”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/14/news/maradona_vicorito_sono_diego_nel_film_di_sorrentino_un_emozione_irripetibile_-326359375/?rss

Cosa fare in città

Archivi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?