domenica, 19 Settembre, 2021
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Comunali, l’appello del prefetto di Napoli ai partiti: “Candidati integri e trasparenti”

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Diversi intellettuali ed esponenti della società civile, nonché commentatori a vario titolo o rappresentanti delle realtà associative più attive sul territorio, hanno in queste ultime settimane sentito la necessità di intervenire pubblicamente, in vista della imminente tornata elettorale amministrativa, per segnalare, ciascuno in ragione della propria sensibilità e della propria personale esperienza, quelle scelte generali e quelle misure specifiche che riterrebbero indispensabili per i prossimi anni, sollecitando, sui vari temi all’uopo squadernati, l’attenzione dei diversi competitori alla carica di Sindaco della città di Napoli.

Il prefetto Marco Valentini 

Considero questo un segnale molto positivo di partecipazione democratica, particolarmente significativo in una fase storica in cui i meccanismi di fiducia istituzionale e di coinvolgimento attivo nelle politiche pubbliche faticano non di rado ad esprimersi in modo pieno. Non v’è chi non colga, d’altro canto, come simili segnali siano anche utili ad una piena e consapevole responsabilizzazione istituzionale per tutti coloro – penso soprattutto ai più giovani, chiamati, magari per la prima volta, a dare il loro contributo in un organismo elettivo – che nelle varie liste di maggioranza e di opposizione avranno, dopo le elezioni, il dovere di curare, pur nelle differenti visioni, l’interesse generale e il bene comune. Un approccio onesto alla realtà e a ciò che è necessario fare, in termini di progetti e di concrete azioni, dovrebbe peraltro muovere necessariamente dal riconoscere in modo inequivoco il peso di quelle zavorre che provano a mantenere la comunità in una condizione di diffusa soggezione, minando le giuste aspettative di modernizzazione e di sviluppo. Mi sono riferito, proprio qualche settimana fa, alla camorra, o se si preferisce alle camorre, come alla principale di queste zavorre, la cui presenza assegna alla città di Napoli alcuni primati negativi di cui non si sente, per usare un eufemismo, alcun bisogno.

Personalmente, non amo le enfatizzazioni e sono peraltro ben consapevole che il crimine organizzato ha da tempo colonizzato molte grandi metropoli. E tuttavia, non può essere minimizzato il risalente radicamento di queste organizzazioni sul nostro territorio e gli effetti collaterali devastanti della loro pervasività per le condizioni generali della sicurezza pubblica. Basti pensare – sullo sfondo delle intense attività imprenditoriali riconducibili ai cartelli camorristici – al fenomeno tutto napoletano delle “stese”, con il loro corollario di vittime casuali, alla violenza che caratterizza i reati predatori, che vedono frequentemente l’uso di armi da fuoco e il coinvolgimento di minori, alle generali condizioni di alcune periferie monopolizzate dallo spaccio e teatro di ricorrenti morti per droga. Immagino d’altro canto che una città che guarda al futuro debba tenere insieme la capacità di agire sulle proprie criticità senza perdere mai la prospettiva dell’innovazione e della modernizzazione, guardando con ambizione alle esperienze delle più virtuose capitali europee. Si commetterebbe un grave errore, allora, a pensare che il problema del crimine organizzato sia solo affare di altri, cioè di prefetti, magistrati e polizie. Le strutture dello Stato deputate alla prevenzione e al contrasto lavorano in modo eccellente, ma l’esperienza insegna che attraverso passaggi generazionali i clan, anche quando colpiti duramente, tendono a riproporre ciclicamente il loro dominio. E ciò accade perché la risposta giudiziaria e poliziesca non è l’unica necessaria e occorre fare di più sul territorio e per il territorio, in termini di trasformazione e rigenerazione urbana, e nei confronti delle persone, in termini di educazione e sostegno. Concetti, lo affermo tra parentesi, largamente condivisi nei convegni ma un po’ meno praticati nei fatti.

Una prima opportunità di testimoniare un impegno civile in questa direzione è nell’imminente presentazione delle liste elettorali, la cui formazione richiede ovviamente il rispetto delle prescrizioni di legge, ma anche un quid pluris etico che sconsigli di dare spazio a situazione soggettive non perfettamente convincenti sotto il profilo dell’integrità e della trasparenza. Non si tratta di un invito retorico o rituale. Ha scritto su queste pagine il direttore, proprio qualche giorno fa, che Napoli dovrebbe rappresentare il faro, l’esempio da seguire. Condivido. Proprio in ragione di ciò, richiamo l’attenzione sulle condizioni spesso drammatiche di molti enti locali dell’area metropolitana, soggetti a ripetuti scioglimenti per il pericolo acclarato di infiltrazioni mafiose. Prima regione italiana per numero di comuni sciolti.

Ecco allora che non si può non essere d’accordo sul fatto che Napoli abbia bisogno per i prossimi anni – è direi scontato – di una efficiente amministrazione comunale e della soluzione dei problemi più risalenti. Penso, solo per fare un esempio, ai grandi spazi abbandonati, quasi paradossali in situazioni di forte densità abitativa, o agli insediamenti rom che permangono in condizioni di insopportabile degrado. Ma anche, e nel contempo, di un grande progetto di sviluppo e di investimento, cui gioveranno i trasferimenti derivanti dall’attuazione del Pnrr, con una visione proiettata almeno sui prossimi dieci anni, Mi sembra d’altra parte parimenti importante auspicare che ciò avvenga con la partecipazione delle energie migliori, che non sono solamente energie della politica o dell’amministrazione, ma che questa città sa produrre anche dal basso, prima in Italia, stavolta, per impegno sociale, culturale, educativo, scaturente dall’attività di cittadini volenterosi che spendono le loro competenze in una direzione che non può che ricevere la convinta gratitudine delle istituzioni e che chiedono un coinvolgimento. È proprio in tal modo, coniugando diritti e doveri delle istituzioni e dei cittadini, che può realizzarsi in concreto, anche attraverso il passaggio elettorale, il disegno costituzionale di una libertà uguale e solidale per ciascun appartenente alla nostra Repubblica.

L’autore è il prefetto di Napoli

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/22/news/prefetto_napoli_appello_partiti_elezioni_comunali-314886397/?rss

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