lunedì, 8 Agosto, 2022
30.9 C
Napoli

Covid, ondata estiva e da domani si ferma l’assistenza a casa

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Il caldo estivo non riesce a fermare l’avanzata di Omicron e delle sue sottovarianti. L’ondata di giugno fa registrare un picco di nuovi contagi da Covid- 19 in tutta la regione, martedì con ben 10602 a fronte di 32615 test con un’incidenza addirittura al 32,5 per cento, accompagnata da un sensibile incremento dei ricoveri in degenza ordinaria: 55 in un solo giorno che portano il totale a 416. Più contenuti, fortunatamente, i numeri delle terapie intensive: 27 posti occupati, tre in più di ventiquattro ore prima.

Il virus dunque ha ripreso la sua corsa, anche se oggi c’è stato un lieve calo. Sono 8.386 i nuovi positivi al Covid in Campania su 27.153 test di cui 22.077 antigenici e 5.076 molecolari. Quattro le persone decedute. Sono 417 le persone ricoverate in degenza e 25 in terapia intensiva.

Dice Pina Tommasielli, medico di famiglia, già componente dell’unità di crisi della Regione: “Un po’ di preoccupazione c’è perché i dati della Campania sono, in questo momento, superiori alla media nazionale. A mio avviso, l’impennata è un effetto del “liberi tutti” unito alla densità abitativa. Dal mio osservatorio territoriale, vedo che le fasce più colpite sono i giovani, meno gli anziani che rappresentano la categoria più a rischio”.

I numeri sono probabilmente ancora più alti, perché molti fanno il tampone “fai da te” a casa senza farsi registrare in piattaforma per evitare l’isolamento, “danneggiando così gli altri e anche se stessi, perché in caso di nuove vaccinazioni non potranno dimostrare di essere già stati contagiati”, sottolinea Tommasielli. E avverte: ” Con la conclusione dell’emergenza si pone un problema legato all’assistenza domiciliare: da domani finiranno i fondi ministeriali e le Usca ( le unità speciali di continuità assistenziale per curare i malati a domicili n. d. r.) cesseranno la loro attività ” . In queste ore, negli uffici regionali si lavora per studiare la possibilità di disporre una proroga delle Usca almeno fino alla fine dell’anno. Afferma il manager dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva: ” Le Usca sono state un punto di forza strategico negli anni della pandemia: alla scadenza, con un forte aumento di nuovi contagi, auspichiamo che possa essere individuato uno strumento normativo che garantisca una proroga di questo servizio”.

Al momento la situazione negli ospedali cittadini non rende necessaria la riapertura dei Covid-center. L’andamento viene però costantemente monitorato dal manager Verdoliva, che argomenta: “È indispensabile mantenere la massima prudenza nei comportamenti per evitare il più possibile la diffusione dell’infezione. Dobbiamo mettere in campo le azioni di difesa che abbiamo imparato in questi anni: indossare la mascherina almeno nei luoghi affollati e lavare frequentemente le mani ” . A Napoli ieri i nuovi positivi avevano sfondato quota duemila ( 2071 per la precisione) la stragrande maggioranza dei quali, il 93,24 per cento, asintomatici. Solo quattro i nuovi ricoveri in ospedale. Ma altri numeri fanno riflettere: in questo momento, nell’area di competenza dell’Asl Napoli 1 centro i positivi ” attivi” sono quasi undicimila. Di questi, 84 sono in ospedale, tre dei quali in terapia intensiva. E il totale dall’inizio della pandemia, marzo 2020, sfiora i 300mila casi di positività al virus.

La pressione si avverte nelle farmacie anche se, assicura il presidente Iorio, “il sistema sta reggendo perfettamente e di questo siamo soddisfatti. Attualmente non abbiamo difficoltà nell’approvvigionamento di farmaci come quelli a base di Ipobrufene, almeno non a Napoli. Ai cittadini dico di non allarmarsi, ma al tempo stesso di non abbassate eccessivamente la guardia: anche se non è più obbligatoria, la mascherina va indossata al chiuso o quando c’è folla “. Nelle farmacie viene distribuito, gratuitamente ma solo su prescrizione medica, l’antivirale Paxlovid: “Non abbiamo avuto fino a oggi molte richieste – spiega Iorio – questoperché il farmaco va somministrato entro i cinque giorni dal contagio e va assunto in casi di pazienti particolarmente deboli o sottoposti a particolari terapie ” . Sul Paxlovid, Pina Tommasielli rivolge un appello ai medici di famiglia: ” Siamo noi che abbiamo il quadro completo del paziente, delle sue comorbidità e degli altri farmaci che assume, e dobbiamo essere noi a valutare caso per caso se sia possibile o meno prescriverlo”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/06/29/news/covid_ondata_estiva_e_da_domani_si_ferma_lassistenza_a_casa-355885554/?rss

Cosa fare in città

Archivi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?