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Da Zecchi a Barzini, la filosofia conquista Ischia: “Sì, la bellezza può salvare il mondo”

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Il tema appassiona, intriga, alimenta il dibattito. C’è Benedetta Barzini, ex modella, attivista femminista negli anni ’70, oggi docente all’università di Urbino, che taglia corto: “La bellezza non è un merito. Per essere belli bisogna smettere di pensare di dover essere belli”. Ischia diventa meta di pensatori di tutta Italia per l’ottava edizione del Festival Internazionale di Filosofia: qui la disciplina si muove tra la gente, avvicinando il grande pubblico alla riflessione nei luoghi più belli dell’isola.

C’è il tutto esaurito, per esempio, per la lectio magistralis di Stefano Zecchi, che parte proprio dalla madre di tutte le domande: la bellezza salverà il mondo? “Di certo – spiega il filosofo nella cattedrale dell’Assunta del Castello aragonese – ha bisogno di un’energia vita che sfidi il presente. Il bello è il senso della nostra proiezione di vita: chi non avverte nella bellezza la possibilità di comprendere un valore positivo cade nel nichilismo, che è una vera e propria malattia spirituale”. Centro interventi in quattro giorni, il quartier generale è la rinascimentale Torre di Guevara, dove centinaia di ragazzini si interrogano per esempio sull’estetica del paesaggio, portati per mano dal filosofo Giuseppe Ferraro.

Grande folla anche per la settantanovenne Barzini, al solito “tranchant” e provocatoria: “La sinistra? Non esiste. La destra? Purtroppo sì”. E ancora: “Alle giovani donne dico di non lasciarsi condizionare dai modelli, influencer, attrici e cantanti in primis, perché gli estremi sono pericolosi, anche la tendenza alla bellezza, che non deve essere un ideale cui tendere”.

Organizzato dall’associazione culturale InSophia, il Festival ha abbracciato anche giornate ecologiche, una intensa Summer School, la mostra dell’artista Marco Cecchi e l’applaudito intervento, alla Biblioteca Antoniana, di Milovan Farronato, direttore e curatore del Fiorucci Art Trust.  

“La bellezza è fragilità, equilibrio di resistenza a sistemi economici globalizzati che dissipano la natura, il nostro ecosistema per scopi meramente individualistici. – spiega il direttore scientifico del Festival, Raffaele Mirelli – Peccato non aver colto l’insegnamento della pandemia. Se la bellezza può davvero salvare il mondo? Una domanda cruciale per il nostro paese e in particolar modo per il Sud Italia che di bellezza ‘naturalè ne ha tanta, ma è una bellezza a rischio d’estinzione e spesso in vendita. E allora chi salverà la bellezza? Bisogna ribaltare la prospettiva e diventare cittadini consapevoli, meno concentrati nel soddisfare solo i propri bisogni. Nell’era dell’egocentrismo la strada per una ‘deselfizzazione’ sociale è difficile, ma non impossibile”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/09/26/news/da_zecchi_a_barzini_la_filosofia_conquista_ischia_si_la_bellezza_puo_salvare_il_mondo-367458918/?rss

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