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I miei perché ai tempi della pandemia

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La fase dei perché inizia intorno ai due anni, poi i perché poco alla volta diminuiscono, andiamo avanti e ci poniamo sempre meno domande. Per quel che mi riguarda, dopo quest’anno sento di essere tornato in piena fase dei perché. La pandemia, e tutto ciò che ne è conseguito in termini di ribaltamenti sociopolitici, mi ha confuso e se prima avevo poche certezze, ora non ne ho alcuna. Ho solo molti perché, ma per spazio, mi limiterò a elencare gli ultimi.

Perché in questi giorni si parla di piano di vaccinazione? Non c’era già prima? Perché non si obbligano le aziende che potrebbero istituire lo smart working? Perché centomila morti non sono bastati a zittire gli scettici? Perché hanno vaccinato gli insegnanti e poi hanno chiuso le scuole? Perché il Pd non ha proposto un solo nome di donna per la squadra di governo? E perché non ha mai avuto alla guida una donna? Perché Letta?

Perché c’è gente che propone di vaccinare in base al Pil, o chi propone di vaccinare la serie A?
Perché non abbiamo più investito nella sanità? Perché non ripensare finalmente a un nostro stare al mondo più sostenibile? Perché gli allevamenti intensivi? Perché tanta carne? Perché tutti questi viaggi?
Perché continuare a deforestare?
Perché non si parla più delle indagini di Bergamo sulla mancata applicazione del piano pandemico durante la prima ondata? Perché si chiudono le scuole e non partono i congedi parentali per i genitori?

Perché a un certo punto abbiamo pensato che il liberismo berlusconiano fosse l’unica strada?
Perché a gestire la riforma della pubblica amministrazione c’è Brunetta, rappresentante di un partito che voleva smantellarla?
Perché i settantenni sono la categoria meno vaccinata? Perché Draghi non parla di più alla nazione? Perché parte dell’Europa ha sospeso la somministrazione di AstraZeneca? E perché ora dovremmo credere che nei prossimi mesi le consegne da parte delle Big Pharma saranno rispettate? Perché scelte e accordi politici si fanno in base ai sondaggi e non ai risultati elettorali? Perché tra le categorie a rischio non ci sono i lavoratori dei supermercati?

Perché chiudono prima i parchi dei centri commerciali? Perché non tutti comprendono che non c’è economia se non c’è salute?
Perché il libero mercato ha più valore della vita umana?
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/03/14/news/i_miei_perche_ai_tempi_della_pandemia-292195997/?rss

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