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Il Covid uccide il giornalista Pietro Nardiello

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Se ne è andato oggi dopo aver lottato strenuamente contro il Covid. Pietro Nardiello 48 anni (li avrebbe compiuti il 29 luglio), giornalista e scrittore di origine salernitana non ce l’ha fatta. Era ricoverato dal 19 aprile presso il Covid center dell’ospedale Melorio, di Santa Maria Capua. Aveva anche documentato la sua battaglia contro il coronavirus fino al 27 aprile scorso, quando era riuscito a stare seduto sulla poltrona, senza casco, ma con l’ossigeno. Sul suo profilo facebook c’era stata una pioggia di incoraggiamenti. Pietro era  conosciutissimo nell’ambiente. Ha collaborato con le testate Articolo 21, la Città di Salerno e Repubblica Napoli. Ha collaborato con il Comitato don Peppe Diana di Casal di Principe. A lui fu affidata la Direzione del Festival dell’Impegno Civile nel 2008, una rassegna di eventi culturali che si svolge all’interno dei beni confiscati alle mafie. Da quell’esperienza era poi nato il libro, “Il Festival a casa del boss”. 

Curava anche la trasmissione radiofonica “Tre parole fuori dal vulcano” in onda su Radio Rai. Aveva scritto diversi libri. Il primo nel 2014 (“Guidaci ancora Ago”, dedicato alla figura di Agostino Di Bartolomei) poi “Salernitana 19:19 Dalla D alla B alzando le coppe” (2016), “Il Grande Torino. Campioni per sempre” (2017), “Notti Magiche” (2018). Tra gli ultimi lavori che aveva curato, l’antologia sul mondo calcistico “Interrompo dal San Paolo” per la Giammarino editore.

Ed è proprio l’editore che lo ricorda così sul profilo facebook: “Pietro Nardiello ci ha lasciati” scrive Gino Giammarino editore, giornalista e autore di format radiotelevisivi. “Vorrei scrivere qualcosa di più ma le lacrime mi bagnano gli occhi, il cuore mi batte troppo lentamente, l’anima, smarrita, me lo impedisce. D’altronde chi lo ha conosciuto non ha bisogno delle mie parole, chi non lo ha conosciuto non ha l’unità di misura dell’uomo, dell’amico, del fratello, del visionario pronto a lanciarsi nel vuoto, “con” o “per” te. Approfitto di Facebook perchè non ho la forza e neanche la voglia di rispondere a chi mi chiede l’esito di una lunga battaglia durata quasi un mese. Vi dirò solo che – da vero brigante di razza – ha combattuto fino all’ultimo contro il virus senza darsi per vinto. Ci lascia il suo entusiasmo contagioso, la sua gioia di vivere incontenibile, quel sole mediterraneo che si portava dentro per donarlo a chi incontrava sul suo cammino, come la passione per i libri e la cultura vissuti come quell’ossigeno che oggi gli è mancato, come lui mancherà a tutti noi che abbiamo avuto l’altissimo onore di conoscerlo e condividere un pezzo del cammino assieme. Ciao Pietro, non potrai fuggire: resti qui incatenato nell’affetto straziato e nell’anima di tutti noi…”.

Sui social, è un profluvio di messaggi per la scomparsa di Nardiello. Molti sono per la compagna e la piccola Camilla. “Oggi purtroppo ci ha lasciato una cara persona, una persona perbene. Stringo in un abbraccio la sua famiglia, in particolare la piccola Camilla. Che Dio lo abbia in gloria” scrive un’amica. E il giornalista Sergio Nazzaro: “Oggi è venuto a mancare un amico, un collega, morto per covid. Lavorava sul territorio. Sempre. Una vitalità senza limiti. Poco dopo un’altra notizia, un caro amico ha perso il fratello, sempre per covid.  Entrambi erano “giovani”, cioè appena dopo i quaranta. Tutto questo ha il sapore di una strage continua e silenziosa. E mi sovviene Minghi che cantava: Fu un bel decennio, troppo allegro, ma non mi pare io non lo notai”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/05/06/news/il_covid_uccide_il_giornalista_pietro_nardiello-299741802/?rss

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