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Il dossier: a Castellammare sempre più giovani le vittime di usura

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La prima volta che si scommette sulla squadra del cuore si tratta di piccole cifre. Cinque euro o massimo dieci. Una cifra a disposizione anche dei più giovani, studenti delle superiori o alle prese con un lavoro per fare esperienza. Poi la voglia di continuare a giocare aumenta. Il denaro facile in tasca serve a chi ha tra i quindici e i venti anni per togliersi uno sfizio in più, portare una ragazza a cena in un ristorante importante o comprare la felpa griffata che la famiglia non può permettersi.

Per tentare la fortuna i ragazzi accettano prestiti da chi si presenta in modo rassicurante, dinanzi ai centri scommesse o ai bar di Castellammare. Il conoscente di un amico che, nel giro di qualche settimana, ad ogni scadenza chiede sempre di più soldi. Ci vuole poco e la scena cambia completamente. Una mattina ci si sveglia con lo scooter sotto casa bruciato o con danni all’auto di famiglia. Raid che avrebbero il significato di un avvertimento.

Alla prima rata non pagata scatta la ritorsione. Uomini del clan D’Alessandro mostrano il vero volto a chi avevano offerto soldi in prestito con una manata sulla spalla e un sorriso. Sono giovanissime le nuove vittime dell’usura con cui la cosca di Scanzano fa profitti facili a Castellammare. Ragazzini che, entrati nel vortice delle sale scommesse o delle puntate su internet, accettano aiuto dalle persone sbagliare, senza dire niente ai genitori. Si comincia con piccoli prestiti di 100 o 200 euro, che sembra facile potere restituire alla prima vittoria. E, invece, si entra in un tunnel senza uscita.

Un cammino condiviso anche da persone più adulte, operai o professionisti con il vizio del gioco e il desiderio di dare una sterzata alla propria vita con guadagni facili. E’ a una svolta un’inchiesta partita da un dossier di Exodus, l’associazione stabiese che si occupa di accompagnare chi cade nella rete degli usurai nel percorso di liberazione e denuncia dagli strozzini.

E’ bastato usare la chiave giusta per entrare nel mondo giovanile ed averne una foto utilizzata dagli investigatori per andare a fondo. I ragazzi del liceo scientifico Severi hanno intervistato i loro compagni di scuola facendo emergere un report, poi consegnato ai carabinieri.

Se una minoranza di studenti frequenta sale con slot machine, la percentuale aumenta parlando di scommesse sportive. In questionari, in forma anonima, un ragazzo su dieci ha ammesso di fare la sua puntata una volta a settimana e alcuni hanno addirittura dichiarato di giocare più di tre bollette ogni weekend.

Almeno 2 vittime su 10, secondo l’associazione stabiese, ha meno di 20 anni e cominciano a indebitarsi, fin dall’età scolastica, soprattutto a causa dei videopoker. Un pezzo di realtà che si incastra in una inchiesta più ampia sugli affari del clan D’Alessandro. La cosca che per gli inquirenti gestisce, attraverso prestanome, più agenzie di scommesse a Castellammare e nei comuni vicini.

Ma secondo quanto riporta il quotidiano Metropolis il denaro, che viene investito nell’usura, arriverebbe anche dai risparmi di professionisti. Toccherebbe poi al clan occuparsi della riscossione con chi non rispetta gli impegni. Un incubo in cui finiscono anche giovanissimi poi schiacciati da una scelta fatta senza capirne le conseguenze. Del resto i prestiti a chi gioca hanno permesso al clan D’Alessandro anche di acquisire nel proprio patrimonio criminale attività di commercianti e imprenditori. Un parte di economia su cui la Dda è impegnata, in questi ultimi mesi, a fare chiarezza, spezzando connivenze e complicità tra mondi solo all’apparenza distanti tra loro.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/20/news/il_dossier_sempre_piu_giovani_le_vittime_di_usura-318631346/?rss

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