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Il giorno del Green Pass: nei ristoranti Qr code e controlli dei clienti

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Oggi è il giorno del Green Pass. Da stamattina via ai controlli del certificato verde nei locali. Si preparano i ristoratori ad accogliere i primi clienti, telefonino o iPad alla mano per controllare il Qr code. Arriva così il semaforo verde, un vero e proprio lasciapassare per i clienti vaccinati nei ristoranti con spazi chiusi (per quelli all’aperto non cambia nulla). In molti hanno scaricato la app, per una procedura tutta nuova che parte proprio dalla categoria dei ristoratori già abituati a testare nuove regole in epoca Covid. In tanti non sono d’accordo ma rispettano la legge.

“Siamo pronti, aspettiamo solo i clienti – assicura Antonio Starita, della nota pizzeria a Materdei – non sono affatto d’accordo su questo nuovo sistema che ci complica solo la vita ma mi adeguo e rispetto le regole, come sempre. Tutte le difficoltà del Covid le abbiamo avute noi ristoratori per primi e ancora paghiamo le conseguenze, a quanto vedo”.

Starita racconta di aver assunto personale proprio per sbrigare le diverse pratiche all’ingresso: “Abbiamo un nostro dipendente che misura la temperatura, segna nomi, cognomi e cellulari e ora controllerà anche il Green Pass. Per fortuna abbiamo un locale al chiuso ma molto ampio, 120 posti con il distanziamento. Non abbiamo più paura di nulla, ci pieghiamo anche a questa regola pur di lavorare e non chiudere più”.

Apparecchia la tavola e organizza le ultime cose Enrico Lombardi della storica pizzeria a via Foria che chiede meno responsabilità per i ristoratori: “Vogliamo anche noi la possibilità di vivere in sicurezza a patto che i controlli non debbano essere nostra esclusiva responsabilità. È una questione di responsabilità collettiva ma anche le istituzioni e le autorità devono fare la loro parte per farci lavorare in serenità, soprattutto con i nostri clienti. Ci adeguiamo ma siamo contrari al fatto che il controllo ricada totalmente su di noi”. È una posizione che hanno in molti.

Preparativi in corso anche alla trattoria di Luigi De Pompeiis in via Toledo ( solo posti al chiuso) che non lesina critiche alla discriminazione tra locali all’aperto e al chiuso: ” Siamo tutti vaccinati, ho scaricato l’applicazione per il controllo – spiega, mentre sistema il decalogo delle nuove regole all’ingresso del locale – ma abbiamo già qualche prenotazione cancellata. Come al solito ci sono due pesi e due misure tra locali al chiuso e all’aperto. Non so se sono d’accordo con queste nuove regole ma spero solo che servano a non farci chiudere mai più”.

De Pompeiis rispetterà le regole, anche se storce il naso: “Ci adeguiamo per forza, non abbiamo soldi da buttare in multe o chiusure. Le leggi non si contestano, si rispettano”. Intanto aumenta con il passare delle ore la lista dei “ribelli” che ieri sera ha sfiorato quota 350 soltanto a Napoli. Numeri che rivelano una sofferenza del settore messo in crisi dal Covid. Tanti sono entrati nella lista clandestina pubblicata sui social ma altrettanti si preparano ad una personale ribellione.

Gianni Improta della pizzeria 22 alla Pignasecca dichiara da subito che farà entrare tutti: ” Siamo confusi, penso di accettare tutti, dopo che ci hanno bastonato per un anno e mezzo. Questo è il mio orientamento. Mi sono informato con i miei legali, sono pronto a fare ricorso e comunque rischio denunce anche da parte dei clienti se mi rifiuto di farli entrare senza Green Pass. Da qualche giorno la gente è restia, è propensa a sedersi fuori, vedrò come si evolve la situazione. La mia intenzione è di non creare differenze, all’interno del locale ho messo distanziatori, ho applicato tutte le regole, ora anche il Green Pass per fare differenze tra i clienti, lo trovo un provvedimento ingiusto. Mi regolerò così, aprendo a tutti almeno la prima settimana, poi valuterò il da farsi”.

Ieri, i “No Green Pass” si sono dati appuntamento a piazza Dante, dove si è tenuta la fiaccolata contro il documento verde. Erano in pochi. Sono stati circa 150 i manifestanti che si sono radunati all’imbrunire in piazza. Diverse i profili di chi protesta: ci sono i ristoratori ribelli ma anche i No Vax e le mamme No Dad.

Tutti concordi nella volontà di ribellarsi alle regole. Era annunciata una fiaccolata, con slogan e manifesti con Draghi come Hitler ma non si è visto niente di tutto questo. Alcuni gruppi hanno però distrutto finti schermi tv contro l’informazione, a loro dire, “manipolata” e hanno chiesto a gran voce “libertà di espressione” lontano dai vaccini e dagli obblighi e le restrizioni imposte dal governo. Il calendario delle proteste è stato diffuso, come sempre, tramite gruppi Facebook e canali Telegram.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/06/news/il_giorno_del_green_pass_nei_ristoranti_qr_code_e_controlli_dei_clienti-313108965/?rss

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