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Il mondo salvato dalla bellezza, Ischia cerca “i pensatori dell’ottimismo”

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Cercansi pensatori. Condizione inderogabile: che si lascino affascinare dalla bellezza. E che, soprattutto, provino a rispondere alla madre di tutte le domande, oggi che più che mai attuale: basterà, la bellezza, a salvare il mondo? C’è un punto di domanda, come per tutti i grandi dilemmi del mondo contemporaneo, ma è senz’altro un’impronta d’ottimismo a ispirare il tema dell’ottava edizione dell’Ischia and Naples International Festival of Philosophy, la cui lunga vigilia è stata aperta in questi giorni dalla pubblicazione della call for papers.

E la rassegna, che s’era già interrogata su temi essenziali come il tempo, Dio e le relazioni, è quest’anno incentrata sulla dimensione estetica, già innegabilmente evidenziata dai luoghi che – dal 1 al 25 settembre – ospiteranno centinaia di filosofi: la Torre di Guevara e il Castello aragonese di Ischia in primis. In queste ore il lancio online dell’edizione, c’è tempo fino al 16 aprile per proporre il proprio percorso sulla bellezza (info www.lafilosofiailcastellolatorre.it), partendo magari dalla domanda d’ispirazione dostoevskijana, tanto più fondamentale per il Sud, dove la bellezza è per antonomasia fonte inesauribile di ricchezza e di uno stile di vita paradigmatico che ammalia le popolazioni mondiali.

“L’idea – spiega il direttore scientifico del festival, Raffaele Mirelli – è che parta da Ischia la riformulazione di un concetto per un modello mondiale di bellezza comunitaria, che mantenga insieme le popolazioni di un pianeta sempre più in pericolo. La bellezza – aggiunge – è un valore di traduzione per ogni individuo. Essa permette di sentirsi appartenenti a un luogo, a sé stessi. Bisogna dunque salvaguardare questa bellezza e costituirla in un rapporto comunitario. La bellezza nasconde però un rischio, ossia la separazione tra le comunità mondiali dettata da un ‘iper-soggetivismo’ lacerante. Eppure, la bellezza ci traduce nell’altro, nell’ospite e si domanda di una buona accoglienza”.

Il festival ospiterà, come in un format già consolidato, centinaia di filosofi da tutta Europa, avrà una intrigante sezione che mette a confronto i pensatori senior con i ragazzi delle scuole (si chiama “Young Thinkers Festival”) e sarà accompagnato da una campagna di sensibilizzazione annuale dal titolo “Il corpo del reato”: una riflessione pensata per le scuole che mette al centro il proprio corpo come elemento da rispettare e custodire per attraversare l’esistenza, mettendo in risalto il rapporto che si ha con la propria immagine e le insidie in essa celate. Dedicata a Pietro Greco, infine, la Summer School of Humanities, diretta dal fisico Antonio Ereditato, da Piergiorgio Odifreddi e da Raffaele Mirelli.

C’è tempo dunque per interrogarsi a fondo su uno dei grandi “topoi” della filosofia di tutti i tempi, che ha diviso sin dalla sua controversa definizione. Il bello è lo splendore del vero, diceva Platone. Aggiungendo che consiste nel mescolare in giuste proporzioni il finito e l’infinito. Definire il Bello è facile: è ciò che fa disperare, scriveva Paul Valery. È bello – sentenziò Umberto Eco – qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro. E ancora: la visioni poetica di Alda Merini, che definì la bellezza come il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori e la celebre sentenza di Stendhal, che ha messo tutti d’accordo (o quasi): la bellezza è una promessa di felicità.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/02/08/news/il_mondo_salvato_dalla_bellezza_ischia_cerca_i_pensatori_dell_ottimismo-336996083/?rss

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