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Ischia incontra Legnini, l’uomo della ricostruzione post-sisma: “Al lavoro per dare risposte ai cittadini”

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“Bisogna andare oltre quel che è stato fatto, ispirandosi ai principi della semplicità e della legalità, ma soprattutto della sicurezza. Ricostruiremo non per risarcire il passato ma soprattutto per guardare al futuro”. Prova a infondere fiducia Giovanni Legnini nella sua prima uscita ufficiale da commissario per la ricostruzione post-terremoto di Ischia del 2017. Nominato lo scorso 28 gennaio, succede a Carlo Schilardi per dare una svolta o meglio, come dice il vice presidente della Regione Campania Fulvio Bonavitavola, per imprimere “un cambio di passo radicale” alla ripartenza delle zone alte di Casamicciola e Lacco Ameno, le più colpite dal terremoto di magnitudo 4.0 che il 21 agosto 2017 causò due vittime e migliaia di sfollati.

Arrivato a Ischia di primo mattino, Legnini ha visitato la zona rossa, dove emerge chiara la sensazione di un processo di ricostruzione ancora non del tutto avviato, e iniziato una serie di incontri: con i sindaci dell’isola, con il generale di corpo d’armata Rosario Castellano, a capo del comando di Roma Capitale, a cui fa capo la struttura commissariale, con i rappresentanti della cittadinanza (tra cui i parenti di Lina Balestrieri, una delle due vittime).
“Sono consapevole delle difficoltà che abbiamo di fronte e delle energie che occorrerà impiegare per superarle. – ha ammesso nel corso dell’incontro con i giornalisti –  Ho accettato questo incarico soprattutto perché la disponibilità è stata richiesta dalla Regione Campania e dalla presidenza del Consiglio e si era determinato il convincimento che, in una fase storica in cui si va verso il Codice della ricostruzione, il percorso di unificazione delle procedure potesse aiutare anche Ischia”.

Un caso, quello del terremoto di Ischia, che ben fotografa i tempi della burocrazia italiana e più di un paradosso: trovare alloggio provvisorio ai 2.302 evacuati è già costato allo Stato 9.668.904 euro, cui vanno aggiunti 4.624.721 euro per gli hotel che li hanno ospitati all’inizio, per un totale di 14.293.625 euro. Una cifra consistente, mossa ancor prima di avviare gli interventi di messa in sicurezza o di ricostruzione dei 1.068 immobili inagibili, di cui 759 a Casamicciola, il comune più colpito. Così, i permessi accordati per la ricostruzione di immobili restano una percentuale ancora minima sul totale, anche per via dell’illegittimità di una parte consistente degli immobili, su cui gravavano istanze di condono edilizio mai verificate. “Ma non accettiamo pregiudizi nei confronti dell’isola d’Ischia, più volte additata come patria dell’abusivismo”, ammonisce Bonavitacola. “E’ chiaro a tutti che la sanatoria delle difformità sia un tema primario per questa ricostruzione”, dice invece Legnini, auspicando “che l’esame delle istanze di condono vada di pari passo, per i cittadino, con i progetti di ricostruzione, abbattendo i tempi”.

E qui è del resto evidente ai più che occorra soprattutto rimboccarsi le maniche, recuperando il tempo perduto. Per questo Legnini – che dal 2020 ricopre il ruolo di commissario per la ricostruzione delle zone interessate dal terremoto nel centro Italia nel 2016-17 ha annunciato l’apertura sull’isola di un ufficio della struttura commissariale – all’interno degli spazi del Palazzo Reale e confermato ai cittadini sfollati che l’incentivo dei super bonus possa essere applicato anche agli edifici inagibili, favorendone – da un punto di vista economico – la ricostruzione.

“Speriamo che il terremoto che ha colpito l’isola smetta finalmente di essere considerato un sisma di serie B”, auspicano i sindaci di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, e di Forio, Francesco Del Deo. In questo senso era stata accolta con soddisfazione, nei giorni scorsi, l’approvazione di alcuni emendamenti al milleproroghe, annunciata da Domenico De Siano, coordinatore regionale campano di  Forza Italia e a firma dei parlamentari Antonio Pentangelo e Carlo Sarro, che prevedono procedure semplificate previste per il condono e il riconoscimento del contributo di ricostruzione, “colmando – aveva sottolineato De Siano – un gravissimo gap rispetto alle norme per la ricostruzione del Centro Italia”.

“L’importante è che arrivino per noi risposte concrete”, dicono alcuni tra i terremotati, tra i quali per la verità iniziava a serpeggiare una laconica rassegnazione. “Lo Stato, con la nomina di Legnini e con l’accelerazione della ricostruzione, ha avvertito che a Ischia bisognava riparare a un torto, aver trattato l’evento sismico come un evento minore, rispetto ad esempio al terremoto del Centro Italia”, affonda i colpi Bonavitacola. E allora tutti oggi puntano sul possibile uomo della svolta, Giovanni Legnini, auspicando che possa dare un’accelerazione alla ripartenza, come è peraltro accaduto nelle quattro regioni del Centro Italia, dove sono stati avviati circa 5.200 cantieri: “Numeri che, senza alcuna enfasi, dimostrano che il nuovo quadro normativo sta dando i suoi frutti”, commenta lui. Che parla con pochi fronzoli, evita proclami, conferma la certezza di una strada in salita. “Ma siamo qui – garantisce – e lavoreremo perché si ricostruisca presto e bene”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/02/24/news/ischia_incontra_legnini_luomo_della_ricostruzione_postsisma_al_lavoro_per_dare_risposte_ai_cittadini-339115822/?rss

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