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La musica della camorra: le mani del clan D’Aessandro su discoteche e concerti

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Una discoteca gestita direttamente dal clan D’Alessandro che attirava centinaia di ragazzi, in fila per entrare nel locale più di moda del momento. Nasce da un sequestro della Direzione Distrettuale Antimafia, di un anno e mezzo fa, un’inchiesta che svela come la camorra imprenditrice di Castellammare di Stabia, nel Napoletano, abbia investito il proprio denaro sporco in locali dal Salernitano alla penisola sorrentina e nell’organizzazione di eventi.

Sono oggi i collaboratori di giustizia, tra questi in particolare il killer Pasquale Rapicano, depositario di molti segreti della cosca stabiese, a fornire agli investigatori una vera mappa degli interessi dell’organizzazione criminale in questo settore. Un filone investigativo che, parte dalla discoteca Plan B, alla periferia stabiese, per andare molto oltre ridefinendo un sistema di riciclaggio di soldi, arrivati dalla droga, nell’organizzazione di spettacoli e di serate per la movida fino a Sorrento.

Foto di uomini della cosca di Castellammare, accanto a importanti bottiglie di champagne, volti noti del mondo dello spettacolo, avevano spinto gli inquirenti a risalire al vero proprietario del Plan B, aperto in una zona degradata nei pressi del corso del fiume Sarno. Toccava al colonnello dei D’Alessandro, Nino Spagnuolo, curare gli interessi in un settore dai guadagni molto alti. Un business interrotto da arresti e sequestri, che hanno chiuso prima la discoteca stabiese.  Poi a bloccare il resto,  qualche mese dopo, è stato il diffondersi dell’epidemia Covid, che ha fermato tutto.

Oggi, però, c’è una ripresa dell’attività nei locali e il mondo del divertimento si rimette in moto. In un fascicolo riservato, indirizzato dalla polizia alla Dda napoletana, si ricostruisce un sistema di cui farebbero parte anche prestanome fino ad oggi insospettabili e molti altri locali da Castellammare a Massa Lubrense, di cui il clan D’Alessandro è riuscito a prendere il controllo negli anni.

Dalla scelta degli artisti, ai prezzi dei biglietti, fino al sistema dei body guard da ingaggiare per la sicurezza, a decidere sarebbero i vertici di Scanzano, per poi sedersi a dividere i profitti. E, quindi, non solo neomelodici, come dimostrato quando durante il falò della vergogna al Savorito, il 7 dicembre del 2019, il cantante Toni Marciano salutò il boss del quartiere Salvatore Imparato. Ma molto di più con spettacoli anche di prestigio. Segno che la cosca di Castellammare, organizzata come holding per gestire il traffico di droga, con i soldi da riciclare e la forza dell’estorsioni, è diventata padrona assoluta di un pezzo di Castellammare e della penisola sorrentina.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/02/news/la_musica_della_camorra_le_mani_del_clan_d_aessandro_su_discoteche_e_concerti-316202591/?rss

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