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La resa delle ditte in Campania: “Siamo senza operai, preferiscono il reddito di cittadinanza”

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I fondi europei scadono nel 2023, ci sono 100 milioni da spendere per il restyling di monumenti, chiese e strade del centro storico. E si rischia di perdere soldi: l’Europa ha già lanciato l’allarme ” preoccupata per i tempi”. Ma il dirigente del Comune Luca D’Angelo, responsabile del grande progetto Centro storico Unesco, rivela in consiglio comunale: “Abbiamo chiesto alle ditte di incrementare la forza lavoro sui cantieri, ma più volte mi è stato risposto che hanno difficoltà ad assumere da quando c’è il reddito di cittadinanza ” . Operai che preferiscono il sussidio garantito dallo Stato invece di andare sui cantieri. Commissione cultura, consiglio comunale, giovedì scorso: al centro della discussione il progetto Unesco, già al palo nel precedente ciclo di programmazione dei fondi europei 2007/ 2013.

Un progetto che presenta ” ritardi”, a causi di ” interventi molto diversi tra loro e ciascuno con una procedura distinta”, secondo quanto la Regione ha riferito a fine novembre all’Ue nel corso di un comitato di sorveglianza sulla spesa dei fondi 2014/2020, come rivelato da Repubblica il 30 gennaio. Ma giovedì in commissione consiliare a via Verdi, D’Angelo, dirigente responsabile del procedimento, nel corso della sua relazione non risparmia ai consiglieri comunali un particolare di non poco conto: ” Mi sono rivolto ai direttori e agli amministratori delle ditte incaricate dei lavori chiedendo più operai presenti sui cantieri: ma mi hanno detto che non ci riescono a causa del reddito di cittadinanza. Eppure per andare veloci noi abbiamo dato ampie aree e dislocate, proprio per abbracciare più pezzi della città ” . Su 29 interventi da eseguire, sei sono stati quelli finora completati: nove sono i cantieri aperti e i restanti 14 progetti sono in fase di progettazione o di gara. Solo due sarebbero di prossima apertura.

Elena Coccia, presidente della commissione cultura, prova a vedere il problema da un’altra prospettiva: “È un fatto grave, mi risulta che sta accadendo anche altrove, che siccome gli operai godono del reddito di cittadinanza non vanno a lavorare. Ma dobbiamo anche sottolineare che se non ci fosse stato il reddito di cittadinanza, oggi che sono chiuse molte attività per la pandemia, ci sarebbe tanta fame in giro ” . Dal Comune lamentano anche il mancato trasferimento dalla Regione di circa 12 milioni, per cui la cassa per pagare le ditte è a secco. A fine novembre Lucio Paderi, relatore della Direzione generale politica regionale e urbana della commissione Ue, invitava la Regione a “incontrare il Comune per capire se è necessario ridisegnare il perimetro escludendo i progetti che non saranno realizzati”.

Un allarme. Paola Cerotto, dirigente del settore Urbanistica di Palazzo San Giacomo, ha tranquillizzato la commissione: ” Ci stiamo mettendo il massimo sforzo per non lasciare nulla indietro”.

Ma bisogna fare presto per spendere tutte le risorse entro fine 2023 e non restituirle ancora una volta all’Europa. Reddito di cittadinanza permettendo.

 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/02/09/news/la_resa_delle_ditte_in_campania_siamo_senza_operai_preferiscono_il_reddito_di_cittadinanza_-286765167/?rss

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