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La storica Isabella Insolvibile: “Al presidente Mattarella racconterò degli eroi acerrani”

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“Dobbiamo essere grati al presidente Mattarella. Perché la sua presenza ad Acerra oggi, e la sua rigorosa vicinanza ai luoghi e alle storie della Resistenza, porta anche nel discorso pubblico e nella memoria collettiva ciò che a lungo è stato patrimonio di noi studiosi. E mi riferisco ovviamente anche a coloro che ci hanno preceduto, cominciando un importantissimo lavoro”. Isabella Insolvibile, napoletana, quarantenne, è una stimata ricercatrice ed è storica della Fondazione Museo della Shoah di Roma.
Oggi sarà lei a rievocare quella strage dinanzi al presidente. “È la prima volta: una cerimonia della Liberazione in cui parlare del nostro lavoro con il capo dello Stato.

Grande onore, oltre che un’emozione”. Mattarella ha già dedicato altri riferimenti ad Acerra.
“Sì, so quanto il presidente conosca a fondo queste storie, già quattro anni fa ebbe parole molto sensibili e precise sulla sofferenza di Acerra. Io proverò, in pochi minuti ovviamente, anche ad accennare al contesto, a quello che avvenne al Sud in quei terribili mesi. Un lavoro che viene da lontano, cominciato in particolare dalla professoressa Gabriella Gribaudi“.

Dal primo al 3 ottobre, 79 anni fa: in contrada Pioppitelli, corso Vittorio, via Conte di Acerra. Cosa avvenne?
“Per opporsi ai soprusi e ai rastrellamenti di uomini inermi, si erano formate due “bande” partigiane. Una fatta di giovanissimi, faceva capo a Gennaro Esposito, che era uno studente di liceo classico: in pochissimo tempo si erano organizzati come potevano. E l’altra, formata da persone un po’ più grandi guidata da Salvatore Goglia, che era un fabbro. Cittadini che presero in mano il loro destino, lottarono fino all’ultimo, mentre i tedeschi cannoneggiavano, incendiavano, devastavano…”.

Voi, per il documentario trasmesso da Rai Storia, avete intervistato i figli di quei partigiani.
“Abbiamo ascoltato Tommaso, il figlio di Gennaro, e Assunta, la figlia di Goglia. I loro genitori erano sopravvissuti, hanno ricordi importanti. E poi abbiamo sentito anche il nipote di Cuono Del Pennino, che fu ucciso pur essendo il segretario del partito fascista. La ferocia fu indiscriminata, non risparmiò nessuno. Né bambini né anziane, e neanche chi, indossando la camicia nera, poteva essere considerato più vicino a loro. Parliamo di una strage che, dopo le Quattro Giornate, è considerata tra le più gravi, entrata nell’Atlante delle stragi nazifasciste del 2016″.

Furono uccisi anche i bambini. E le vostre ultime riprese risalgono ai giorni di Bucha, in Ucraina.
“È stato davvero straniante, doloroso. Ripercorrevamo quella storia mentre dai tg arrivavano le immagini di Bucha: la guerra è sempre identica, coi cadaveri ai marciapiedi. Ad Acerra il più piccolo di quei corpi era di Gennaro, un anno. E poi le sorelline De Sena: 2, 5 e 13 anni. Ma le stesse scene, esecuzioni senza pietà, pochi giorni prima, si verificarono a Ponticelli”.

Le rappresaglie e le violenze di massa sui civili, nel Mezzogiorno, furono più numerose che al Nord?
“È così. Napoli e la sua provincia sono al terzo posto, dopo Roma e Bologna, come area di capoluogo più colpite. E a questo basta aggiungere che in soli tre mesi, tra l’agosto, il settembre e l’ottobre del 1943, nella sola Campania, i tedeschi fecero 1.400 morti, parlo solo di cittadini inermi; mentre la Lombardia ne contò 1.200, ma in poco meno di due anni. Donne, vecchi, bambini”.

Eppure, ancora oggi, questa storia sembra non troppo nutrita dalla memoria collettiva.
“È un altro dei gap che separano il Nord dal Sud…”.

Siamo ancora indietro?
“Nel Centro-nord, intorno alle stragi e alle storie dell’Italia antifascista, c’è un racconto pubblico e una consapevolezza più diffusi, anche trasversale alle generazioni. Qui da noi la memoria è sfilacciata, le occasioni più rare. Per questo sono così importanti la visita e le parole di Sergio Mattarella”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/25/news/la_storica_isabella_insolvibile_al_presidente_mattarella_raccontero_degli_eroi_acerrani-346801380/?rss

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