martedì, 28 Settembre, 2021
22.3 C
Napoli

Laurearsi ai tempi del Covid, così le università raccontano i sorrisi a distanza

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Se non fosse per i quadri con le nature morte alle loro spalle, per le eleganti testiere del letto, per i divani color crema o per le candele che abbelliscono il bordo dei caminetti, sembrerebbe tutto come un tempo. Ovvero come quando ci si laureava in presenza e il voto riecheggiava perentorio nell’aula, mica su Microsoft Teams e invadendo l’intimità delle casa.

Laurearsi ai tempi del Covid è un’altra cosa, certo, ma i sorrisi no, non cambiano:  così le università scelgono sempre più di compensare l’assenza del palcoscenico ufficiale condividendo i volti dei neo-laureati sui profili ufficiali dei social. Una teoria di “smile” in carne e ossa, altro che le emoticon: l’università Parthenope lo ha fatto in queste ore, con una carrellata sui primi laureati dell’anno, protagonisti delle sessioni di laurea di gennaio e febbraio.

Vestiti di tutto punto, perché la distanza è solo questione di prospettiva e le grandi occasione vanno celebrate, anche se il Covid ha cambiato tutto. “Lo facciamo tutti i mesi, è un modo per assicurare la vicinanza del nostro ateneo ai ragazzi, anche in un momento così lungo e complesso”, spiega Rossella Volpe, che cura i social della Parthenope.


“I sogni non si possono fermare”, recitava del resto il bellissimo video dell’università degli studi Federico II, che lo scorso giugno ha celebrato le 3000 lauree “virtuali” (in realtà sono più che reali, ed è quel che conta), sottolineando – non senza un pizzico di romantico orgoglio – che anche quando tutto si è fermato “i nostri sogni correvano velocissimi”.


La condivisione sui social dei volti dei laureati accomuna quasi tutti gli atenei campani: nella pagina Facebook dell’università degli studi “L’Orientale” campeggiano per esempio l’entusiasmo di Veronica, che ha discusso la sua tesi sul ruolo del latino nella poetica di Emily Dickinson e posato fiera davanti al tavolo della cucina, e di Isabella Massari, laureata in mediazione linguistica e culturale con una  tesi in lingua olandese  e tanto di torta, con bandierina del Regno Unito e dell’Olanda. Ma ci sono anche il pianoforte di Martina e i campi coltivati alle spalle di Michela: il privato e il pubblico si fondono, ancora una volta, per effetto della lunga pandemia che travolge usi e costumi, ma l’entusiasmo per quel 110 e lode no, quello resta invariato.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/04/03/news/laurearsi_ai_tempi_del_covid_cosi_le_universita_raccontano_i_sorrisi_a_distanza-294965898/?rss

Cosa fare in città

Archivi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?