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Lezioni rinviate e paura dei contagi. La scuola in Campania riparte a metà

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Al liceo Umberto la prima campanella suonerà alle 8 meno un quarto. Per evitare gli assembramenti le classi entrano a scaglioni, anticipandosi in modo da essere tutti dentro per le ore 8. Tutti, fermo restando che solo metà degli studenti va in presenza, gli altri restano in Dad. Scaldano i motori per la ripartenza le scuole superiori, ora che la Campania, entrata in zona arancione, aprirà tutti gli istituti scolastici. Almeno sulla carta. Perché nei fatti alcune scuole restano chiuse, in barba alle disposizioni del decreto legge firmato dal premier Draghi.

Restano in didattica a distanza per altri 7 giorni le scuole superiori di Avellino, per decisione del sindaco Gianluca Festa. “Per prudenza – ha detto il primo cittadino – Meglio aspettare ancora una settimana, poi valuteremo il da farsi”. E nel comune di Ottaviano il sindaco lascia in Dad bambini e ragazzini dagli 8 anni in su: “Non si registra alcuna fase migliorativa nella curva dei contagi” scrive nell’ordinanza e dunque da domani possono essere in presenza solo materne e prime e seconde classi delle elementari. Mentre ad Arienzo (Caserta) il sindaco Giuseppe Guida vieta la scuola dalla seconda elementare in su, perché il rapporto tra positivi e tamponi effettuati è arrivato, nel comune, al 22 per cento. A Forio d’Ischia per un insegnante positivo finisce in quarantena l’intero plesso Aurora (90 persone), a Torre Annunziata il sindaco chiude il Vittorio Alfieri per 3 alunni positivi.

A Napoli, al liceo Fonseca, per un solo caso “di positività di un collaboratore scolastico le lezioni in presenza in sede centrale saranno sospese” avverte il preside Gennaro Ruggiero, che in vista del ritorno di tutti i ragazzi in classe raccomanda loro “di evitare assembramenti fuori scuola: una volta giunti in zona, avviatevi rapidamente verso la vostra aula”. I contagi chiudono anche altre istituzioni scolastiche. La scuola media Carlo Poerio, per cominciare. “Nelle scorse ore ci sono stati comunicati ulteriori due casi di alunni, frequentanti classi diverse, risultati positivi al Covid. Pertanto lunedí – spiega la preside Angela Sepe – l’istituto resterà chiuso per lo svolgimento delle operazioni di sanificazione”.

“A dire la verità c’è molta ansia” ammette la preside della media Belvedere, Daniela Costa. Domani tornano a scuola seconde e terze medie e “per fortuna abbiamo un solo alunno positivo in prima. Ma ciò si traduce in otto docenti in isolamento e dunque più classi resteranno senza insegnanti” spiega la preside dell’istituto, nel quartiere Vomero, mentre prepara la comunicazione ai genitori: senza prof, lunedì sei classi restano in Dad. Per sopperire invece alla mancanza di aule alla D’Aosta Scura, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, il preside Eugenio Tipaldi sistema due classi nella palestra. Qui alla primaria si contano due alunni positivi e 60 bambini in quarantena. Mentre alla Russolillo, a Pianura, la preside Daniela Pes si prepara al rientro di seconde e terze medie mentre “per 10 casi Covid alla primaria devo mettere 20 classi in dad”.

La situazione contagi è tale nella settima municipalità che il presidente, Maurizio Moschetti scrive una lettera al governo, alla Regione Campania, all’Istituto superiore di sanità e all’Asl per chiedere un provvedimento d’urgenza che sospenda le lezioni in presenza. “Qui il tasso di incidenza di positività è il più alto in tutta la Regione, in quasi tutte le scuole. Nonostante l’impegno dei dirigenti scolastici, a causa della quarantena a cui è costretto il corpo docente risulta impossibile gestire le lezioni in presenza”. Alla scuola Parini, a Secondigliano, 5 studenti positivi e 76 persone in quarantena. Classi in quarantena anche nelle scuole Alfieri e Berlinguer.

È la nuova frontiera delle scuole da riaprire, come nel resto d’Italia. La nuova frontiera della battaglia per la didattica in presenza, perché gli studenti della Campania non continuino a restare dietro rispetto ai coetanei dell’intero Paese. E l’Associazione Scuole aperte torna a denunciare: “Nel corso dei dieci giorni trascorsi dalla riapertura delle primarie e della prima media, si sono già verificati diversi episodi anomali di messa in quarantena di classi e insegnanti o chiusura di interi plessi. Spesso si applicano i protocolli in maniera errata o abnorme”, sostanzialmente per paura delle varianti, e per questo l’associazione sta diffondendo un vademecum sulla gestione dei casi nelle scuole.

I presidi delle superiori intanto sono alle prese con la riorganizzazione: “Ci atteniamo agli schemi organizzativi messi a punto con la ripartenza di fine gennaio” spiega il preside del liceo Sannazaro Riccardo Gull. Sulla stessa linea il dirigente del liceo Genovesi, Vittorio Delle Donne: “Fino al 26 aprile verranno osservati l’orario e il cadenzamento delle classi già adottati al rientro del 1 febbraio”. E intanto bisogna preparare le scuole ad accoglierli tutti, gli studenti, dal 26 aprile, secondo quanto annunciato da Draghi due giorni fa. “Applicheremo i protocolli messi a punto per settembre” spiegano i presidi “quando non era previsto che in presenza ci fosse solo il 50 per cento della popolazione studentesca”. Gli ingressi saranno contingentati comunque, perché quasi nessun istituto ha aule delle dimensioni giuste a garantire il distanziamento.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/04/18/news/scuola_campania_zona_arancione_ripartenza-296965350/?rss

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