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Maurizio de Giovanni e l’ultimo romanzo: “Racconto l’imperfezione”

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Ed eccolo da oggi in libreria il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni. Il più prolifico degli scrittori italiani, tra le penne più celebrate del panorama letterario, ha aggiunto un tassello alle vicende dei Bastardi di Pizzofalcone. Due giorni fa, al Salone del libro di Torino, oltre mille persone hanno assistito alla presentazione di “Angeli” (Einaudi), tra i libri più venduti dell’intera manifestazione. E mentre ci racconta della nuova vicenda criminale, allo scrittore scappa qualche indiscrezione sul prossimo libro.

Già pronto, de Giovanni?
“Non ancora, ma non ci vorrà molto. E sarà un romanzo diverso”.

Diverso come?
“Niente trama criminale, nessun delitto. Non è un giallo”.

Racconti…
“Una storia d’amore tra un nonno e un nipote. Una storia che ruota attorno alla matematica. Anche l’ambientazione sarà diversa dai miei precedenti romanzi: non sarà a Napoli. La vicenda parte da Procida, ma poi si sposta altrove. E non sarà l’inizio di una nuova serie di romanzi. Resterà unico. Un libro talmente diverso dai miei precedenti che avrei voluto pubblicarlo con uno pseudonimo”.

I grandi autori hanno spesso usato pseudonimi. Lei perché è tentato dal nascondersi dietro un altro nome?
“Per paura che i lettori possano sentirsi traditi. Andranno in libreria, troveranno un nuovo libro di un giallista che già conoscono, lo acquisteranno pensando alla nuova storia criminale. E invece… Però l’editore non mi ha assecondato in questo mio orientamento e ha voluto che firmassi anche questo romanzo, che come detto è un incastro di sentimenti tra nonno e nipote”.

Ha già un titolo?
“Sì, però il titolo proprio non posso rivelarlo. Magari uscirà presto. Perché non ha bisogno di una complessa costruzione per esser scritto: è una storia molto diretta che ha piuttosto bisogno di una grande commozione”.

Commozione dell’autore?
“Sì. Una commozione che poi – spero – continua nel lettore”.

Commuovono anche gli “Angeli” del romanzo in libreria da oggi?
“Certamente. In queste pagine c’è il racconto delle imperfezioni, delle alterazioni di ciascuno e di un gruppo. E le imperfezioni sono belle, tanto più vere e commoventi di quelle perfezioni bugiarde che tendiamo a veicolare specie sui social. Dove spesso ci mostriamo inappuntabili, schiavi di una cultura dell’immagine che trovo nociva: le imperfezioni, piuttosto, una volta rivelate, sono meno gravi di quel che potevamo pensare prima di svelarle. Ecco, se c’è una frase che può sintetizzare il senso del libro, è “ma chi l’ha detto che gli angeli devono essere perfetti?””.

Gli angeli sono gli agenti del commissariato di Pizzofalcone?
“Non solo. La trama del romanzo si basa sul delitto di un anziano meccanico che lavora su auto e moto d’epoca. Anche lui è un angelo”.

Un meccanico?
“Un artigiano, sì. Un meccanico, ma potrebbe anche essere un calzolaio o un tecnico degli elettrodomestici. Angeli che aggiustano le cose, le mettono a posto; e ci permettono di non appiattirci sulle logiche economiche che ci vogliono consumatori sempre pronti all’acquisto di nuovi prodotti. Gli artigiani ci difendono da certe logiche consumistiche…”

Anche gli angeli hanno bisogno di commozione per esser raccontati, vero de Giovanni?
“Tutti i miei personaggi principali richiedono compassione, nel senso etimologico del termine; richiedono, insomma, una profonda partecipazione emotiva”.

Qual è il personaggio che la commuove di più, tra quelli da lei creati?
“Ricciardi. Sì, il commissario Ricciardi continua a raccontarmi le sue storie, continua a parlarmi. Quando lo ascolto, quando ci penso, lo faccio con grandissima tenerezza. Direi che è lui il personaggio che mi commuove di più. D’altro canto è con Ricciardi che sono diventato scrittore”.

Uno scrittore che porta Napoli oltre i confini…
“Ma io sono connaturato alla città. La racconto, certo. Perché Napoli è profondamente raccontabile. Profondamente e variamente. Tutti gli scrittori napoletani – Marone, Ardone, Parrella, De Silva, Starnone, De Luca, ad esempio – raccontano ciascuno una Napoli diversa. Noi sappiamo che la città offre una pluralità di punti di vista. E io sono fiero che la Napoli dei miei romanzi, nonostante sia una Napoli criminale, risulti bella e piacevole. A Torino molti lettori, durante il firmacopie, mi hanno detto di esser venuti a Napoli spinti dai miei romanzi e di aver cambiato idea sulla città, di aver cancellato i pregiudizi. Merito dei sentimenti, delle persone che racconto con amore, anche nelle loro imperfezioni”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/10/19/news/napoli_maurizio_de_giovanni_e_l_ultimo_romanzo_racconto_l_imperfezione_-322953802/?rss

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