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Miano, boss della camorra trovato morto in auto: Pasquale Angellotti ucciso con nove colpi

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La polizia sta cercando di comprendere dinamica e responsabilità di quanto accaduto in via Liguria, nel quartiere di Napoli di Scampia. Un uomo è stato trovato riverso in una vettura, ucciso a colpi di arma da fuoco. Si tratta di un pregiudicato, Pasquale Angellotti, nato nel 1968, detto “Linuccio ‘o Cecato” (il cieco, ndr). Angellotti, ex fedelissimo del clan Lo Russo, era stato scarcerato nel 2018 dopo otto anni di carcere e un anno di arresti domiciliari.

L’uomo era alla guida di una Fiat 500 di colore nero. Sul posto sono giunti i parenti e si è radunata una folla di curiosi. Numerosi i colpi sparati, diversi i bossoli trovati sul selciato. L’auto stava transitando nei pressi di un incrocio. La vittima ha tentato di sfuggire all’agguato, come testimania la marcia da lui ingranata, ma non c’è riuscito.

Sono almeno 9 i colpi sparati contro di lui da un’auto ritrovata più tardi, rompendo i vetri della 500. Diversi quelli andati a segno. Oltre ai rilievi della polizia Scientifica, agenti stanno anche acquisendo eventuali immagini da telecamere di videosorveglianza dell’area.

Angellotti, ritenuto un killer del clan Lo Russo di Miano, finì in carcere nell’ottobre 2014. Secondo l’accusa fu lui, nell’aprile 2001, a uccidere ad Ercolano Costanzo Calcagno: questi fu trucidato nel giorno del suo compleanno in un circolo ricreativo alla presenza di diversi testimoni oculari. Per questo omicidio, secondo le indagini, i vertici del clan Birra si avvalsero proprio di Angellotti, appartenente al clan Lo Russo, organizzazione loro alleata.

Nella stessa circostanza, nel 2014, furono arrestati anche cinque presunti esponenti del clan Birra-Iacomino, con riferimento anche ad un altro omicidio, quello di Ciro Farace, ucciso a San Sebastiano al Vesuvio nel gennaio 2001 davanti agli occhi della convivente e del figlio di un anno, dopo una vana fuga in strada. I killer del clan Birra-Iacomino, secondo quanto emerso dalle indagini,  volevano così vendicare l’omicidio di un soggetto ritenuto vicino al loro nucleo familiare, avvenuto per mano di Farace nel 1997 ad Ercolano, nell’ambito di una lite per futili motivi.

Per l’accusa il clan Birra, attraverso i due omicidi, avrebbe inteso regolare i conti col clan avversario Ascione-Papale e seminare un clima di omertà e paura tra la popolazione locale. Secondo gli ultimi sviluppi delle indagini, Angellotti stava cercando di riorganizzare la famiglia dei Capitoni, al secolo i Lo Russo.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/11/11/news/scampia_trovato_in_unauto_uomo_ucciso_a_colpi_darma_da_fuoco-374103340/?rss

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