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Muore di Covid lo scrittore Michele Serio, re del pulp napoletano

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E’ una tragedia e lascia tutti senza parole, anche i suoi editori e i compagni di ventura, scrittori napoletani più giovani, che gli devono tanto. Ma sembra anche la trama di un suo romanzo. Di quelli dissacranti, capaci di cercare il noir e gli aspetti oscuri della vita anche in un “classico” coloristico, come la pizza o gli altri stereotipi di Napoli. Michele Serio, re del pulp napoletano apprezzato più all’estero che nella sua città, è morto a 68 anni di Covid-19. Non aveva voluto vaccinarsi.

Serio, avendo cominciato come musicista e autore di canzoni, è stato scrittore, sceneggiatore, autore di programmi televisivi (“Jonathan” su Rai 2) e di  pièce teatrali, e lui stesso attore (nella serie tv “Napoli in giallo” in dieci puntate”; si è cimentato in ogni disciplina della creatività, disseminando sempre ogni suo intervento l’ironia pungente che lo caratterizzava anche nella vita e che lo rendeva diretto e sincero.

Era ricoverato all’ospedale Cotugno e da poco aveva dato alle stampe il suo ultimo libro “Tu di che congiuntivo sei?” (Cento autori editore). Il suo primo successo era stato nel 1997 il romanzo “Pizzeria inferno” (uscito da Baldini e Castoldi, che hanno stampato il suo romanzo seguente, “Nero metropolitano”). “Pizzeria inferno”, che era stato preceduto da “La signora dei lupi” (edito da SpiraliVel nel ’91) con cui Serio aveva esordito, aveva fatto letteralmente irruzione nella narrativa di ambientazione e produzione partenopea: un libro che forse sarebbe piaciuto a Guillermo del Toro, che ne avrebbe condiviso il pulp intelligente e mai gratuito.

Ristampato nel 2014 dall’editore napoletano Homo Scrivens (che, sempre nel 2014, gli aveva stampato anche “Così parlò il mostro”), il romanzo aveva attirato l’attenzione di alcuni grandi della scrittura di genere e non solo. Ne scrive, ad esempio, Niccolò Ammaniti:  «Non perdete questo libro, è opera di un pazzo furioso ma vale la pena leggerlo”. E Valerio Evangelisti, che della nuova edizione ha firmato la prefazione: “Pizzeria Inferno non si lascia né accantonare né dimenticare. Viola tutti i canoni estetici, scandalizza, sconcerta, prende alle viscere, scuote. Suscita ogni gamma di sentimento tranne l’indifferenza. Produce, insomma, tutti gli effetti che causa Napoli se guardata da vicino».

Sossio Giametta ha scritto di lui su “Repubblica Napoli” sostenendo che era “un prototipo della napoletanità”, recensendo un suo volume di poesie “365 ma non li dimostra”, uscito da Castelvecchi nel 2019: “Una viva e agile intelligenza, una geniale inventiva e versatilità, una naturale semplicità e affabilità, essenzialità e spregiudicatezza con una istintiva e non sbandierata dignità, il senso della famiglia, un tifo accentuato per la squadra partenopea e altre qualità ancora”. E Giametta riporta un esempio delle quartine di Serio tratto dalla quarta di copertina: “Comico non è ciò che fa sorridere ma quello che ti fa vedere In una prospettiva diversa la tua dimensione perversa”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/10/24/news/muore_di_covid_lo_scrittore_michele_serio_re_del_pulp_napoletano_era_no_vax-323568482/?rss

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