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Napoli: “Circolo Savoia fortemente maschilista, per noi donne impossibile iscriverci”

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È una frequentatrice storica del circolo Savoia. Era giovanissima quando per la prima volta ha varcato quel portone al numero 13 della banchina di Santa Lucia. Da allora sono passati anni. Lo frequenta da tempo e lo conosce a fondo, il Savoia. Come le sue tasche. Dopo il caso sollevato da Repubblica sull’assenza di donne socie al Real Yacht Club Canottieri Savoia e al circolo del Remo e della Vela Italia ha deciso di raccontare la propria esperienza.

Preferisce che il suo nome non sia divulgato “per evitare conflitti”. Da donna però anche dopo la “sfida” lanciata da diverse professioniste e politiche di iscriversi in quei circoli dove le donne accedono ancora solo come ospiti – non si tira indietro. E così racconta le regole “quelle non scritte nello statuto” che sono in vigore al circolo Savoia nei confronti delle donne, la mentalità di soci e direttivi rimasta immutata negli anni su questo tema.

Una donna che lo desidera può diventare socia al circolo Savoia?
“Impossibile”.

Ma nello statuto non è vietato. Cosa lo impedisce?
“È un circolo fortemente maschilista: la donna è vista solo come ospite, accompagnatrice dell’uomo. È un volere celato”.

Una regola non scritta.
“Esattamente”.

Zero socie donne in più di un secolo. Che lei sappia qualcuna ha mai provato a fare domanda per iscriversi?
“Sarebbe inutile. Addirittura le mogli e le figlie dei soci sanno benissimo che pur volendo non vi sarebbe alcuna possibilità di riuscire a diventare socie”.

L’attuale presidente Fabrizio Cattaneo sostiene che nessuna donna ha mai fatto richiesta: è così?
“Per la ragione che ho appena detto (e sorride, ndr). E d’altra parte negli anni non vi è mai stata alcuna proposta, alcun fermento e nessuna sensibilità da parte dei diversi consigli direttivi composti da soli soci uomini affinché le donne si iscrivessero. Tutt’altro”.

Conosce bene il circolo Savoia e le sue dinamiche interne. Come funziona?
“L’accesso alle donne come socie è precluso. Fatta eccezione per la segreteria, negli anni passati le donne non potevano neanche essere assunte come personale di sala. Una discriminazione”.

Che clima ha percepito al Savoia negli anni nei confronti delle donne?
“Impregnato di maschilismo. Un maschilismo travestito da galanteria. Nessuno dei soci di quel circolo le direbbe mai che è un maschilista, ma è così. La mentalità è “Io sono l’uomo e porto la donna”. Al punto che una signora difficilmente può prendere un caffè da sola al bar del circolo. Deve essere sempre accompagnata. Una mentalità che non è antica, ma vecchia. Ed è anche contraria all’evoluzione e non solo nei confronti delle donne”.

In che senso?
“Purtroppo una parte della borghesia napoletana è arroccata, c’è un livello di sterilizzazione della cultura. Ha una mancanza di apertura e di visione anche rispetto a movimenti culturali innovativi. Ciò emerge ancora di più in questi circoli, pieni di convenzioni”.

Lei come si è avvicinata al Savoia?
“Mio padre era un grande imprenditore, lo invitavano in molti circoli. Mi diceva sempre che non era d’accordo che il Savoia non aprisse alle donne. Io poi l’ho frequentato per altre ragioni ma senza mai risparmiare qualche provocazione sul tema delle donne”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/06/news/napoli_intervista_a_una_frequentatrice_del_savoia_fortemente_maschilista_per_noi_donne_impossibile_iscriverci-344330799/?rss

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