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“Napoli e Caruso”. In mostra al San Carlo lettere, foto e dischi del tenore dei due mondi

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Tre tenori sul palcoscenico del San Carlo per Enrico Caruso. Francesco Meli, Xabier Anduaga e Francesco Demuro cantano domenica 19 settembre alle 19 al “Massimo” napoletano. Sul podio dell’orchestra della Fondazione, Marco Armiliato. Il teatro convoca tre interessanti protagonisti dei palcoscenici di oggi per un atteso omaggio al “tenore dei due mondi” nell’anniversario dei cento anni dalla morte. Il programma prevede arie d’opera, romanze e canzoni napoletane che Caruso esaltò con la sua voce, così unica e bella da far “cadere” i teatri di mezzo mondo e da macinare milioni di dischi venduti ai primi del Novecento. Il concerto, per Regione Lirica 2021, fa parte delle celebrazioni del Comitato nazionale per il centenario di Caruso presieduto da Franco Iacono e promosso dal Mic.

Nello stesso cartellone, il San Carlo ha allestito la mostra “Napoli e Caruso” al suo museo Memus, a Palazzo Reale, con la collaborazione della Biblioteca nazionale di Napoli. In esposizione per la prima volta, fino al 15 dicembre, c’è il fondo di lettere autografe, cartoline, fotografie e caricature spedite da Caruso per vent’anni al suo amico napoletano Angelo Arachite: “Un personaggio finora mai studiato dai biografi carusiani – ricorda Dinko Fabris, responsabile scientifico del Dipartimento di ricerca del San Carlo – Questi documenti sono anche la testimonianza del rapporto continuativo avuto da Caruso con la sua città quando viveva in America e girava per il mondo”.

Nel 1901, un giovane e già affermato Caruso rimase deluso dall’accoglienza del pubblico e dalla recensione sulla stampa dopo “L’Elisir d’amore”, proprio nella sua prima e unica apparizione sul palcoscenico del San Carlo. L’artista giurò che non avrebbe più cantato a Napoli: e così fu. Ma il legame con le origini rimase forte, tanto da scegliere Napoli e Sorrento per gli ultimi giorni, ormai segnato dalla malattia, prima di spirare nella sua stanza dell’hotel Vesuvio il mattino del 2 agosto 1921. I materiali in mostra sono di un fondo acquistato dallo Stato presso un antiquario romano nel 1973 e da allora custodito alla sezione Lucchesi Palli della Biblioteca nazionale. L’immagine di locandina è una caricatura disegnata da Caruso, nel 1913 a Parigi, con dedica alla sorella del conte Lucchesi Palli. L’iniziativa del Memus è proseguita con la Giornata di Studi “Enrico Caruso da Napoli all’America” e l’ascolto su grammofono di alcuni dischi originali della collezione carusiana di Guido D’Onofrio.

“Caruso è stato avanti agli altri, si è inventato un personaggio, un divo nel senso pieno della parola. E dal punto di vista vocale era unico”, racconta Francesco Meli, già Premio Caruso a vent’anni, chiamato nel 2021 alla quarta inaugurazione in carriera della stagione della Scala e prossimo a un disco con Armiliato. A differenza dei colleghi Anduaga e Demuro, domenica fa il suo debutto al San Carlo: “Ho chiesto di cantare “Una furtiva lagrima” da “L’elisir d’amore” perché ha fatto grande Caruso e perché la cantò proprio in questo teatro”, aggiunge. Meli si alternerà con Anduaga e Demuro in arie da “Rigoletto”, “Fedora” e “Tosca”. Non sono annunciati momenti d’insieme, salvo fuori programma. Ma ci saranno i classici napoletani “Tu ca nun chiagne”, “Marechiare” e “A vucchella”: “Quando ha inciso questo brano nel 1920, Caruso ha venduto più di un milione di copie. Non tutti all’epoca potevano permettersi i dischi: soprattutto quelli di Caruso che costavano tre dollari e mezzo, anziché due e mezzo, perché un dollaro andava al tenore”. Meli ha celebrato Caruso a Napoli il 2 agosto all’hotel Vesuvio con il collezionista Luciano Pituello: “Una voce piena, vera – continua il cantante – è così anche nelle registrazioni dell’epoca. Caruso era un tenore di forza, perciò lontano da quelli della mia generazione, ma ha lasciato la traccia di un gusto ricercato per le mezze voci e il rispetto dello spartito. Da tenore l’ho ascoltato e ho letto libri su di lui. È come Maradona per un calciatore: non puoi non conoscerlo”. Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/19/news/caruso_celebrazioni_san_carlo_napoli-318466392/?rss

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