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Napoli, flash mob per Mario Paciolla “Riaprite il caso”

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Un flash mob, promosso dal Sugc, per non spegnere i riflettori sulla vicenda di Mario Paciolla, il giornalista morto in Colombia durante una missione di volontario Onu, ufficialmente suicida. Presenti, oltre i genitori di Mario, anche il Presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti, Articolo 21 e Luigi De Magistris.  “Il tema è molto serio ed è fondamentale che la nostra richiesta arrivi forte è chiara  – ha detto Giulietti. Non archiviate perchè questo è un gioco pericoloso”.

“Come è possibile – ha tuonato il Presidente dalla Fnsi – che di fronte ad un’inchiesta condotta male da parte dell’Onu, in presenza di perizie contrastanti e con il nuovo Presidente della Bolivia appena insediato che potrebbe e dovrebbe mettere il naso in questa vicenda, una procura decida di archiviare il caso? E’ di pochi giorni fa la richiesta di archiviazione sul caso di Mario Paciolla, a cui è stato anche dedicato un docufilm che ha aperto l’anteprima della IVX edizione del Festival del cinema dei diritti umani che si svolgerà a Napoli dal 16 al 26 novembre. Per la procura di Roma, evidentemente, si tratta di suicidio.

Ma i familiari non ci stanno. “Noi abbuiamo bisogno di una verità credibile – ha detto la madre di Mario durante il flash mob. E’ assurdo che tutto venga archiviato perchè sono state cancellate le prove. Non bisogna dimenticare – ha sottolineato – che tutto quello che c’era nell’appartamento di Mario, che sarebbe stato ovviamente utile alle indagini,  è stato buttato in discarica”.

Sul caso di Mario Paciolla le incongruenze continuano ad essere tante ed i genitori insistono “su tutti i depistaggi che ci sono stati”. “E’ solo un caso che questa richiesta di archiviazione arrivi ad un mese dall’archiviazione dell’inchiesta Colombiana e quando abbiamo deciso di denunciare i funzionari dell’Onu e i quattro poliziotti che hanno avallato la pulizia dell’appartamento?” ha chiesto la madre rivolgendosi ai giornalisti. Per sostenere la famiglia è stato lanciato l’hastag #noinonarchiviamo anche con l’idea – come ha spiegato Giulietti – “di mantenere attiva ed operativa una vera e propria scorta mediatica indipendentemente dalle decisioni della procura”.

“Non è possibile che tutto venga Archiviato solo perché sono state cancellate le prove”. Così Anna Motta, madre di Mario Paciolla. “Tutto quello che apparteneva a mio figlio e che era in casa sua – spiega – e che sarebbe potuto servire alle indagini è stato buttato in discarica. Ma non per questo si può dire che si è suicidato. Insieme agli avvocati – rimarca – continueremo in questo percorso di verità e giustizia, abbiamo la necessità di avere dall’onu verità credibili. Sappiamo di dover affrontare tantissime difficoltà, ma non ci abbattiamo: sentiamo la vicinanza delle persone, dei giornalisti, dobbiamo onorare il nome di mio figlio”.

Per la madre di Paciolla “ci sono delle discordanze sulle perizie autoptiche, tanti depistaggi, e l’onu stabilisce dal primissimo momento che è suicidio, senza un referto. Questo mi sembra grave. Chissà perché una vicenda così complessa viene archiviata un mese dopo l’archiviazione in colombia e nel momento in cui decidiamo di fare una denuncia ai funzionari dell’onu e ai quattro poliziotti che hanno avallato la pulizia dell’appartamento”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/11/08/news/napoli_flash_mob_per_mario_paciolla_davanti_a_sede_sugc-373595801/?rss

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