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Napoli, il gioco a scacchi del sindacato a Palazzo San Giacomo nell’era Manfredi

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Nelle notte dei festeggiamenti “british” di Gaetano Manfredi, in piazza Municipio, spunta uno striscione: “Con Manfredi ora Napoli se liberat overament”. E all’improvviso parte una batteria di fuochi di artificio. “Non sono nostri i fuochi”, si affretta a chiarire un po’ imbarazzato Carlo Puca, il capo della segreteria politica dell’ex rettore. Già, striscione e spettacolo pirotecnico sono una idea di Annibale De Bisogno, responsabile del sindacato Uil in Comune, vicinissimo al fratello del sindaco Massimiliano Manfredi, consigliere regionale Pd.

Il benvenuto del sindacato al nuovo prima cittadino? Il grande gioco dei posizionamenti delle principali sigle sindacali è già iniziato: si riparte da zero dopo 10 anni di amministrazione de Magistris. Che una rivoluzione, al netto dei giudizi, e dentro le stanze ovattate del Palazzo, è riuscita di sicuro a metterla a segno: ribaltare i rapporto di forza tra i sindacati in Comune. Con la triplice – Cgil, Cisl e Uil – messa all’angolo e un sindacato “giallo” – prima Diccap poi Csa – che è riuscito a fare incetta di tessere e a diventare interlocutore privilegiato dell’ex potentissimo capo di gabinetto Attilio Auricchio. È un sindacato – il Csa – che ha il suo braccio armato nella polizia municipale, cresciuto all’ombra del lavoro certosino di un anomino capitano dei caschi bianchi, senza neanche incarichi sindacali di rilievo: Gennaro Martinelli, un passato nella Cgil. Alla vigilia delle elezioni e del cambio di guardia a Palazzo, Il Csa non è rimasto a guardare. E ha tentato di infilarsi nella maggioranza di Manfredi candidando un loro uomo nella lista dei Repubblicani: Alberto Forte, ex vice capo di gabinetto con Auricchio, 794 voti che non sono bastati per entrare in consiglio perché la lista non ha conquistato il seggio.

Che succederà ora? Cambieranno gli assetti sindacali? Di sicuro c’è da aspettarsi che Cgil, Cisl e Uil proveranno a recuperare iscritti e a disarcionare il Csa. Come? Ci sono intrecci tra la politica e i sindacati che governano la città, che condizionano le scelte sui servizi: dai rifiuti ai trasporti alla polizia municipale. Trasferimenti di lavoratori, promozioni, e l’arma bianca dello sciopero come già visto negli ultimi giorni con i netturbini che hanno incrociato le braccia e i cumuli di immondizia tornati in strada. Sono intrecci che già avvolgono la maggioranza del neo sindaco Manfredi. Forse a sua insaputa. Eccoli. Mentre la Uil apriva le braccia all’ex rettore, la parte più in vista della Cgil puntava sulla corsa da indipendente dell’ex sindaco Antonio Bassolino: con lui l’ex segretario generale Federico Libertino e l’ex responsabile Slc Gianluca Daniele.

Da decifrare la piroetta di Agostino Anselmi, coordinatore della Cisl in Comune, a braccetto in questa campagna elettorale con Rosario Andreozzi, ex capogruppo Dema, candidato e rieletto con Manfredi in Napoli solidale, ma sopratutto sindacalista della Cgil. Andreozzi è dipendente di NapoliServizi, partecipata del Comune che si occupa di buche, vigilanza, patrimonio comunale. Ma con i suoi trascorsi nel sindacato, Andreozzi, vicinissimo ai disoccupati di Scampia, ha allargato la sua sfera di influenza anche in Asia, la società di igiene urbana. Polizia municipale, rifiuti, e l’immancabile galassia dei trasporti che tanto fa penare i cittadini napoletani.

Con più di 2.500 voti risulta primo degli eletti in “Napoli Libera”, la lista del governatore De Luca, Nino Simeone, ex de Magistris, lavoratore del settore trasporti, nipote di Antonio Simeone, ex amministratore ai tempi della Iervolino di Anm, l’azienda di mobilità di Palazzo San Giacomo. Ma in Anm sono di casa anche i ras del voto Pd. Da Salvatore Madonna, 3.774 preferenze, che di Anm è dipendente ad Aniello Esposito, 2661 voti, al servizio di Trenitalia e già sindacalista Cgil. Per finire con la famiglia Fiola che ha contribuito all’expolit di Gennaro Acampora primo degli eletti con 4380 voti: il papà Ciro presidente della Camera di Comercio, la figlia consigliera regionale e l’altro figlio dipendente di Anm dove è sindacalista Cisl. 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/10/14/news/napoli_manfredi_sindaco-322192108/?rss

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