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Napoli, immobili occupati dai centri sociali: “C’è danno erariale”

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“Ci sono profili di responsabilità erariale. Abbiamo spazi pubblici occupati su cui non c’è un chiaro affidatario “. Gaetano Manfredi sente il fiato sul collo della Corte dei conti. È sindaco da appena sei mesi e sa che gli immobili di proprietà del Comune, occupati da centri sociali e collettivi che non pagano da anni un canone di locazione, possono rappresentare un potenziale danno alle casse dell’ente.

E, quindi, una richiesta di risarcimento da parte della magistratura contabile a carico degli amministratori del Comune. Non solo di chi – nella precedente amministrazione – ha dato via libera a quelle occupazioni: ma anche di chi ora non cambia registro. Sopratutto sui mancati introiti in un ente tecnicamente in predissesto.

“È una situazione molto complessa, delicata, su cui c’è attenzione della Corte dei conti”, mette le mani avanti l’ex rettore. La contraddizione è negli atti che Manfredi si è ritrovato sulla sua scrivania di sindaco. Già, perché la vecchia giunta targata de Magistris ha con tanto di delibere riconosciuto “beni comuni” alcune strutture di proprietà del Comune o trasferite al Comune dal Demanio, avallando “l’uso civico” di quegli immobili. Ossia, il valore sociale delle attività svolte che giustificherebbe la decisione politica di non metterli a reddito.

Questione giuridicamente controversa, per cui non si tratterebbe di occupazioni abusive. Nonostante i canoni non riscossi, procedure pubbliche di affidamento mai espletate e contratti di locazione mai firmati. “Stiamo facendo un approfondimento amministrativo – rivela il sindaco – indipendente dalla volontà politica. Stiamo valutando se le soluzioni adottate sono giuridicamente sostenibili. Perché ci sono atti amministrativi assunti dalla vecchia giunta, ma non mi risulta siano stai perfezionati ” .

In particolare una delibera del 2016 fissava un elenco di 7 beni comuni: dall’ex Opg all’ex Asilo Filangieri, passando per Villa Medusa, Lido Pola, Scugnizzo Liberato, Santa Fede Liberata e l’ex scuola Schipa. Si tratta di beni quasi tutti ancora occupati da sigle dei centri sociali. Per alcuni come l’ex Opg – sarebbe addirittura pronto un finanziamento per una riqualificazione. Già, il mantra dell’attuale giunta è “valorizzare il patrimonio comunale ” .

Che vuol dire – come ripete il sindaco – “mettere a reddito ” . Il che cozzerebbe con qualsiasi concessione a titolo gratuito. Soprattutto dopo l’accordo di tre giorni fa con Invimit, società del ministero dell’Economia, che si prepara a lanciare un fondo immobiliare con 600 beni del Comune. Da manutenere, per aumentare i canoni di locazione e in alcuni casi venderli. Ma qualcosa si è già mosso. In avanscoperta l’assessora all’Urbanistica Laura Lieto che ha incontrato alcuni dei centri sociali per chiarire almeno un principio. ” D’ora in poi non si occupa senza pagare alcunché ” , traducono da Palazzo San Giacomo. E pare che alcuni dei collettivi si siano arroccati su una posizione poco comprensiva e molto ideologica. Replicando secco all’assessora: ” Il capitale è una merda”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/16/news/napoli_immobili_occupati_dai_centri_sociali_ce_danno_erariale-345706000/?rss

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