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Napoli, la Corte dei conti condanna De Luca per i vigili pagati come dirigenti

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Erano gli autisti del presidente, ma per le mansioni svolte non potevano essere pagati “come responsabili della sua segreteria”. Ora è una sentenza della Corte dei conti a stabilirlo. Condannato Vincenzo De Luca per la vicenda dei quattro vigili di Salerno “comandati” in Regione e retribuiti alla stregua di dirigenti. È di 59 mila euro, secondo il giudizio di primo grado, il danno che il governatore deve risarcire alle casse di Palazzo Santa Lucia. “De Luca – è la tesi accolta dal collegio presieduto da Marta Tonolo – era chiaramente consapevole della dissonanza esistente tra il ruolo formalmente attribuito ai suoi quattro più stretti collaboratori – e l’indennità conseguentemente erogata dal marzo 2016 – rispetto ai compiti effettivamente svolti”.

Regge l’ipotesi accusatoria portata avanti dai sostituti procuratori Davide Vitale e Michele Ferrante. Ma la Procura aveva chiesto una somma ben più alta: 403 mila euro, pari alle indennità intascate di 4 vigili dal 2016 al 2019. Il collegio giudicante riduce la cifra perché accoglie due richieste degli avvocati del governatore, Antonio D’Aloia e Andrea Castaldo: da un lato il “concorso degli apparati burocratici della Regione” nella nomina dei 4 vigili, dall’altro “il risparmio di spesa” prodotto dalla riorganizzazione della segreteria del presidente così come voluta da De Luca. Già, perché per promuovere i 4 al rango di responsabili della segreteria nel 2016 De Luca cambiò il regolamento della Regione. Con tanto di decreto a sua firma.

Eliminò tre figure nei suoi uffici di diretta collaborazione: dal portavoce alla segreteria tecnica. E introdusse 5 responsabili di segreteria. Una mossa che finì in un esposto del consigliere regionale Severino Nappi. Prima l’indagine penale, dalla quale la posizione di De Luca è stata archiviata. E proprio nel decreto di archiviazione veniva fuori l’indennità “ingiustificata” per i 4 vigili: circa 3800 euro lordi al mese. In Procura De Luca mise a verbale che quel compenso extra nasceva dalla “volontà di uniformare i 4 ai responsabili delle segreterie di assessori e dei presidenti delle commissioni consiliari per eliminare una disparità di trattamento economico a suo avviso sussistente”. E così nei decreti di nomina dei 4 vigili si legge che sarebbero stati responsabili dei rapporti con “l’ufficio di presidenza del consiglio regionale, con la Conferenza Stato-Regioni, con le strutture regionali e le istituzioni lcaoli”.

Autisti o dirigenti? Per la Corte dei conti “emerge con evidenza che i signori non hanno svolto – come correttamente posto in risalto dai pm di udienza- compiti assimilabili a quelli indicati dalle disposizioni regionali come propri dei responsabili di segreteria di assessori e presidenti di commissioni consiliari“. Per la difesa del governatore i 4 erano responsabili di quella che è stata definita “una segreteria mobile” del presidente. Scrive ancora il collegio: “Senza nulla voler sottrarre al riconoscimento dell’impegno legato allo svolgimento dell’attività di “filtro” nell’ambito della “segreteria mobile” prescelta da De Luca quale maggiormente idonea a supportarlo nello svolgimento del suo mandato, sta di fatto, invero, che – come, ancora una volta, condivisibilmente rilevato dai pm di udienza- i quattro soggetti svolgevano piuttosto mansioni operative più tipiche di “semplici” addetti alla segreteria presidenziale”.

Nulla che giustificasse il passaggio dopo soli 8 mesi da una indennità di 15 mila euro lordi l’anno – stabilita nel 2015 quando i 4 arrivarono in Regione nello staff del governatore – ai 46 mila euro l’anno riconosciuti con la promozione a responsabili della segreteria. A riprova del tipo di attività svolte dai vigili-autisti, ci sono le testimonianze volute dagli avvocati di De Luca. In particolare nella sentenza è evidenziata una risposta della dirigente Roberta Santaniello. A domanda del pm sui differenti compiti di 4 vigili, Santaniello replica: “Che io sappia ci sono delle ripartizioni, ma non sono in grado di specificarle”. Per la Corte dei conti è la prova del fatto che “le prestazioni dei 4 non possedevano, le une rispetto alle altre, alcuna specificità, alcun carattere di differenziazione, cioè risultavano rispettivamente fungibili”. 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/02/19/news/napoli_la_corte_dei_conti_condanna_de_luca_per_i_vigili_pagati_come_dirigenti-338318786/?rss

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