sabato, 15 Maggio, 2021
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Napoli, la denuncia dei medici dell’Asl 1: “Tanti i No Vax tra i nostri colleghi a psichiatria: i pazienti sono a rischio”

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Covid, i No-Vax del camice bianco. Hanno ricevuto l’invito, ma la risposta è stata no: “Non voglio vaccinarmi”. A Napoli, ma non solo, quella degli operatori sanitari che rifiutano la profilassi sta diventando una situazione allarmante. Il fronte degli incerti e, soprattutto, dei contestatori che ne temono gli effetti avversi, si sta allargando. E se fino a qualche giorno fa si trattava di una sparuta schiera, adesso quelli che rifiutano sono presenti in tutte le branche. Il riscontro più recente arriva dalla salute mentale, settore che prevede incontri ravvicinati e ripetute visite domiciliari tra pazienti e operatori.

Nello specifico all’osservazione dei dirigenti psichiatrici del dipartimento della Asl Napoli 1 che comprende i distretti 24, 73 e 31 (da Chiaia-Posillipo a Porto-Pendino e fino a Capri) c’è quasi il 10 per cento tra medici, psicologi e infermieri delle 45 unità in servizio che ha declinato l’offerta. Se il trend si confermasse in progressione, oltretutto con la minaccia di varianti più aggressive e meno suscettibili ai vaccini, il rischio di contagi fuori controllo diventa pesante. D’altronde, qualche settimana fa, era intervenuto Filippo Anelli nella sua veste di presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, dichiarandosi “fiducioso sull’adesione alle vaccinazioni della categoria e contrario a chi mette in discussione le evidenze scientifiche”, per poi sottolineare che “in assenza di obbligo vaccinale nazionale, l’Ordine territoriale competente potrebbe intervenire nei confronti di chi mette a rischio pazienti e colleghi”. In sintesi, il vertice dei camici bianchi dà il via libera alle strutture locali di imporre la vaccinazione ai riottosi. In analogia, anche l’Ordine degli infermieri (Fnopi) e degli psicologi adotterebbe la strategia impositiva.

Gli utenti della Psichiatria sono soggetti fragili, oltre che dal punto di vista psichico anche nel fisico, su cui influiscono negativamente le patologie di base. Significa dunque, lo ribadisce il primario di Salute mentale di Napoli centro Francesco Blasi, assistere pazienti più esposti al contagio, in maggior misura se gli operatori non si sono sottoposti a profilassi vaccinale”. Ma quanti sono gli assistiti in città? Almeno 10mila quelli attualmente in carico nelle 5 unità operative, tra 18 e 65 anni. “Inconcepibile che un operatore potenzialmente infetto abbia rapporti con un soggetto in trattamento – puntualizza Blasi – I non vaccinati potrebbero essere demandati ad altre funzioni. I nostri utenti rappresentano una fascia di popolazione con aspettativa di vita molto inferiore e che quindi va maggiormente protetta. Il nuovo governo si esprima con chiarezza, evitando interpretazioni ambigue”. Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/02/12/news/covid_medici_no_vax_napoli_asl-287227320/?rss

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