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Napoli: la scomparsa di Fabrizio Pisaneschi, per 30 anni direttore di scena del San Carlo

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Il carro funebre si è fermato per pochi minuti davanti al “suo” San Carlo che ha potuto così dargli l’ultimo saluto. Per trent’anni è stato l’anima del backstage del teatro, il Massimo napoletano non poteva non essere profondamente scosso dalla notizia della morte di Fabrizio Pisaneschi.

Da direttore di scena ha dato il via e ha fatto calare il sipario di decine e decine di opere e dava in “la” in senso scenico a tutti gli artisti: ormai napoletano di adozione, Pisaneschi, originario di Pistoia, non aveva mai perso il suo accento toscano. Stroncato probabilmente da un infarto, l’hanno trovato in casa senza vita nel suo letto, viveva da solo. Era andato in pensione cinque o sei anni fa ma si vedeva spesso in teatro, dove non faceva mai mancare il suo sostegno e la vicinanza a tutta la famiglia del San Carlo e agli artisti che lo conoscevano e gli volevano bene.

Centinaia di testimonianze d’affetto e di condivisione di tanti anni di lavoro sul suo profilo Facebook: il primo, quello del sovrintendente del San Carlo che più a lungo ha lavorato con lui, Francesco Canessa: “Lasciavo la porta del mio studio in palcoscenico aperta e vedevo Fabrizio andare avanti e indietro a dare la chiamata agli artisti o a seguire dietro la quinta tutta la recita, e poi regolare le uscite degli artisti per gli applausi. Nel suo lavoro era perfetto, esemplare, studiava le opere prima che cominciassero le prove, durante le quali collaborava con il regista senza lasciar intendere che, il più delle volte, era lui a saperne di più”.

Non aveva più l’età degli studenti, Fabrizio Pisaneschi, eppure volle iscriversi all’università e si laureò in Lettere Moderne discutendo la tesi sul librettista di Bellini, Felice Romani: la sua passione per il teatro era a 360 gradi, non solo la lirica, lo amava in tutte le sue manifestazioni. A salutare sul suo profilo social il direttore di scena del San Carlo – uno dei più amabili e simpatici tra le maestranze dei teatri italiani – alcune delle più grandi voci del panorama nazionale e internazionale che hanno avuto modo di conoscerlo: sapeva farsi amare da tutti. Fiorenza Cedolins, Gregory Kunde, il mezzosoprano Annalisa Stroppa, Maria Grazia Schiavo, Filippo Morace, ognuno aveva un ricordo di scena con lui.

Morace, in particolare, racconta: “Il mio debutto al San Carlo lo ebbi 25 anni fa. Cantavo nel ruolo del Direttore di Palcoscenico nelle “Convenienze ed inconvenienze teatrali” di Donizetti con un cast stellare…Me ne stavo tremante in un angolo del palcoscenico e tu mi desti una pacca sulla spalla e mi dicesti: ” Bischero, Se ti hanno chiamato vuol dire che sei bravo…non avere paura…e poi tu sei direttore di Palcoscenico…non puoi avere paura!” E mi sorridesti”.

Un vero direttore di scena che insegnava come comportarsi a un cantante che interpretava la parte del capo del palcoscenico in una finzione teatrale: la mise en abime del teatro in un bellissimo ricordo di Fabrizio Pisaneschi, che del Massimo napoletano è stato davvero l’anima, con la sua gentilezza, ironia e signorilità innata. Il teatro è stato doppiamente colpito in ruoli cruciali per il tempio della lirica: già a settembre scorso morì Salvatore Giannini, a soli 56 anni, direttore di palcoscenico, funzione più tecnica di quella di Pisaneschi, che doveva sapere tutto e regolare entrate e uscite di scena degli artisti: entrambe fondamentali, e affidate per questo a persone profondamente preparate.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/10/18/news/la_scomparsa_di_fabrizio_pisaneschi_per_30_anni_direttore_di_scena_del_san_carlo-322799336/?rss

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