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Napoli, ospedale Cotugno: nasce la Sala Multiculto per le preghiere

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Non solo la chiesa dei cattolici, ma un ambiente a disposizione dei credenti di ogni religione. Un luogo dove i ricoverati, da qualsiasi paese provengano e a qualsiasi fede appartengano, potranno raccogliersi in preghiera. Da soli o con i familiari. Tra le prime a realizzare la “sala del silenzio”, nel 2013 fu la cittadella ospedaliera Sant’Anna di Ferrara, seguita dalla Santo Stefano di Prato. E poi altre ne sono state create: a Bergamo, Palermo, Milano, Torino e Roma.

Adesso è la volta del Cotugno di Napoli dove, grazie all’iniziativa intrapresa da Alberto Vito, direttore di Psicologia clinica, e alla lungimiranza del manager Maurizio Di Mauro, dalle 11,30 di giovedì aprirà le sue porte la prima Sala Multiculto e del Silenzio della Campania. ” Papa Francesco si richiama sovente all’importanza dell’accoglienza del diverso e dello straniero come valore assoluto – premette Vito – ed è bello che sia proprio il Cotugno a partire, vista la vocazione infettivologica che, negli anni, ha ospitato in prevalenza ricoverati dell’est europeo, dal nord e centro Africa, nonché dal sud asiatico. Perciò qui è particolarmente indicata la creazione di uno spazio del genere”.

D’altronde la capacità di garantire accoglienza e assistenza multiculturale e multietnica del presìdio è testimoniata da quanto realizzato già nel 2005 dalla Psicologia. All’epoca, in collaborazione con il Comune, partì un progetto che per circa due anni permise la presenza su chiamata di mediatori culturali in ospedale.

“Come operatori sanitari sappiamo bene quanto nell’esperienza di malattia siano forti il bisogno spirituali e le esigenze di preghiera. Per i pazienti rappresenta un rifugio e un sostegno. – aggiunge – E l’importanza dei bisogni spirituali deve valere per tutti. Dal momento che la nostra città ha sempre più una dimensione multietnica, erano indispensabili spazi condivisi e dedicati alla preghiera e alla meditazione”.

L’Azienda dei Colli e il Cotugno, soprattutto nei due anni di pandemia, è stato in prima fila nell’assistenza. Un merito da ascrivere proprio a Di Mauro che, tra i direttori generali, si è distinto per concretezza nel risolvere problematiche inerenti la distribuzione dei posti letto e l’accoglienza dei malati, nei vari reparti, a seconda della loro gravità: “A un ospedale moderno non bastano solo apparecchiature tecnologiche sofisticate, indispensabili e di cui pure siamo attrezzati: ci vuole anche altro perché i processi di cura e guarigione abbiano successo. E adesso, in un momento in cui la pandemia può apparentemente rendere marginali iniziative del genere, occorre più che mai ribadire la necessità della cura globale”.

La direzione strategica dell’Azienda dei Colli si è occupata di concretizzare la proposta di Vito, dando mandato agli uffici tecnici di progettare e realizzare la sala del Multiculto. Che, ovviamente, non è in contrapposizione con i credenti cattolici. D’altronde, se molti pazienti stranieri sono cattolici, sono numerosi anche gli italiani con altri orientamenti spirituali. Nella sua storia dai tempi dell’Aids, ormai trent’anni fa, il Cotugno ha ospitato degenti di etnie e con storie di sofferenza poi sfociate in una nuova vita.
Per esempio, Leonie, una ragazza del Centro Africa che contrasse l’Hiv nel ‘ 95 nel suo villaggio, a pochi chilometri da Kinshasa, capitale dell’ex Zaire. Approdò nel polo infettivologico con i chiari sintomi della malattia.

“La cura c’era per l’Hiv – riflette Vito – ma più difficile è stato curare lo stigma sociale. Lei e il marito hanno vissuto in un paesino del casertano in condizione inizziale di totale povertà. E la conclusione della sua storia è che il Cotugno con una presa in carico globale è riuscito in un piccolo miracolo: adesso Leonie, che vive in Francia, è diventata mediatrice culturale: “Lei stessa, qui da noi, ha aiutato decine di pazienti, collaborando con gli stessi medici che avevano avuto in cura lei. Isomma, è riuscita a passare dall’altra parte della barricata”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/26/news/napoli_ospedale_cotugno_nasce_la_sala_multiculto_per_le_preghiere-346947477/?rss

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