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Napoli, scritte offensive in tribunale: c’è un sospettato al vaglio del pm

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Gli investigatori sono ad un passo dall’identificare l’autore delle scritte scoperte venerdì mattina nella sede della Camera penale e in altri due ambienti del Palazzo di Giustizia del Centro direzionale. Le pareti erano state imbrattate utilizzando vernice spray rossa per vergare allusioni offensive al caso, raccontato nei giorni scorsi da Repubblica, del debito da 1,1 milioni di euro maturato dall’Ordine degli avvocati per tasse, imposte e soprattutto contributi previdenziali non versati sin dal 2008.

In questi giorni sono stati visionati i filmati delle telecamere, almeno una delle quali potrebbe aver ripreso momenti utili ad attribuire un nome alla mano che ha colpito nella “piazza coperta” del tribunale. La svolta nelle indagini potrebbe essere davvero vicinissima. La Procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di danneggiamento aggravato. I locali imbrattati si trovano nel luogo più frequentato e affollato della cittadella, questo lascia presupporre che tutto sia accaduto nelle primissime ore del mattino, se non addirittura nella tarda serata di giovedì, ad opera di una persona in grado di muoversi liberamente e con tranquillità.

L’episodio è stato condannato dalla giunta della Camera penale presieduta da Marco Campora, associazione peraltro estranea alla vicenda oggetto delle scritte offensive, che riguarda invece il mancato versamento da parte dell’Ordine forense di tasse e contributi previdenziali ed è al centro di un’indagine contro ignoti con l’ipotesi di peculato condotta dal pm Danilo De Simone.

La storia ha aperto una crisi nel Consiglio dell’Ordine presieduto da Antonio Tafuri (che si rinnoverà a gennaio) con le dimissioni di tre consiglieri, Eugenio Pappa Monteforte, Sabrina Sifo e Ilaria Imparato, che avevano proposto istanza di commissariamento dell’organismo dopo aver presentato un esposto in Procura. Attraverso gli avvocati Maurizio Rumolo e Luigi Sena, il direttore amministrativo dell’Ordine ha escluso che vi sia stata una «sottrazione di risorse» e ha attribuito i mancati pagamenti ai «minori incassi» registrati negli anni.

«La categoria deve stringersi e unirsi per affrontare insieme un momento di difficoltà che, con l’impegno del Consiglio e il sostegno dei colleghi, sarà certamente superato», commenta il presidente dell’Ordine, Antonio Tafuri. E aggiunge: «Al momento, siamo in attesa delle risultanze della due diligence, commissionata a due commercialisti di comprovata esperienza in materia di contabilità pubblica, per verificare quali dovranno essere le misure correttive dei bilanci 2022 da sottoporre all’assemblea.

Il Consiglio ha subito ripreso la sua ordinaria funzionalità, sta onorando tutte le scadenze e i pagamenti dovuti, anche se omessi in passato, per cui sono molto fiducioso che alla scadenza del mandato saremo in grado di consegnare al prossimo Consiglio una situazione economica e finanziaria sanata e operativa». L’accertamento dei due dottori commercialisti dovrebbe concludersi entro la fine del mese e dalla loro relazione si potrà avere un primo, attendibile, quadro della situazione delle casse dell’Ordine.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/11/15/news/napoli_scritte_offensive_in_tribunale_ce_un_sospettato_al_vaglio_del_pm-374551876/?rss

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