domenica, 19 Settembre, 2021
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Napoli, Sos dai profughi afghani: “Nel nostro paese le donne vengono calpestate”

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Amina ha finito la quarantena e domani partirà da Ponticelli, nome difficile da ricordare, non come il vulcano blu che vede dalla sua finestra, al Covid Residence e che ha mostrato ai suoi due bambini. Meno di trent’anni, il volto affilato dominato da bellissimi occhi scuri, i capelli neri coperti dal velo di chiffon scuro che tira più volte sulla fronte prima che scivoli via. L’abito a tunica, lungo, le parole mormorate per impedire al figlio maggiore di impossessarsi del microfono e giocare.

Non perde mai la pazienza con il primo, sui quattro anni, né con l’altro, un anno di vita o poco più, che appena viene separato da lei piange disperatamente. Manca il papà, in questa natività afghana alla vigilia di una nuova partenza di madre e figli, destinazione un centro di accoglienza per i richiedenti asilo. Il marito di Amina, militare dell’esercito di Kabul che si è dissolto di fronte all’assalto dei talebani, è rimasto dietro la vetrata di quell’aeroporto Hamid Karzai che tutti abbiamo visto teatro degli ultimi drammi di un popolo sotto sferza da decenni. Lavorava in un’associazione per i diritti umani, Amina, che parla a bassa voce e con lo sguardo triste: «Sono stata impegnata – racconta – finché la situazione non è andata oltre la nostra sicurezza. Ma prima ho visto minorenni senza abiti da indossare, che camminavano scalzi, con niente da mangiare. Aiutavo in special modo le bambine alle quali non era permesso di andare a scuola». Forse lezioni private, segrete, per queste piccole donne che il regime condanna all’ignoranza.

«L’ultima settimana e mezza abbiamo vissuto insieme il dramma – continua la rifugiata – Poi i talebani ci hanno imposto di chiudere l’ufficio». Amina spera di ricongiungersi con il marito e con il resto della sua famiglia, i genitori. «Siamo in contatto limitato, perché per la loro sicurezza non possono tenere il telefono sempre acceso. Sono molto preoccupata, la situazione è tragica per le donne, calpestate dal nuovo regime». Di qui, il suo desiderio: «Continuare ad aiutare donne e bambini».

Aslam è sulla cinquantina, ben vestito, era professore di Relazioni internazionali in una delle università di Kabul. «Mi piace il lavoro di ricerca e vorrei continuare a svolgerlo in Italia – dice – Ho lasciato figli piccoli e moglie in aeroporto: hanno tentato per due giorni di seguito di partire con me, ma non sono riusciti, era troppo rischioso. Ho già vissuto nel ‘96 sotto il governo dei talebani, conosco bene la loro ideologia e di che cosa sono capaci».

“Incompatibili con una società civile”, li definisce il professore, che sul fenomeno taliban ha condotto più di uno studio. E’ riuscito a portare con sè un libro? «Sì, una ricerca sui diritti delle donne in Afghanistan». Non dovrebbe essere difficile trovare un editore italiano disposto a pubblicarla. Naweed è giovane, giornalista in una tv di Kabul, laureato in informatica. «Non ho mai vissuto da solo, senza i miei genitori che sono anziani e lontano dalla mia fidanzata – esordisce – Il mio paese ha tradizioni molto sentite e, per ottenere il permesso dai suoceri di portare con me la mia ragazza, si sarebbe dovuta tenere prima una cerimonia di fidanzamento. Non posso più tornare in Afghanistan, ma la mia speranza è che possano raggiungermi in un paese confinante». Allo Sprar o dove andrà, sonderanno le sue capacità lavorative: «Vorrei completare gli studi specialistici in web designing per continuare il lavoro giornalistico». Oggi le ultime partenze dei due blocchi di profughi, il Covid Hotel resta vuoto per la bonifica. Il direttore generale Asl Ciro Verdoliva e il dirigente generale della Protezione civile Italo Giulivo annunciano che resterà uno spazio riservato ad eventuali nuove quarantene per chi, se ci riuscirà, arriverà a vedere quel Vesuvio, la loro prima immagine dell’Italia della salvezza dalla terra che brucia.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/09/10/news/napoli_sos_dai_profughi_afghani_nel_nostro_paese_le_donne_vengono_calpestate_-317213200/?rss

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