lunedì, 8 Agosto, 2022
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Napoli, sul doppio cognome donne divise tra favorevoli e scettiche: “Una grande conquista”, “Ma i problemi sono altri”

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“Il doppio cognome è una grande conquista, l’uso di quello paterno era un retaggio maschilista. Mia figlia già da tempo si firmava anche con il cognome materno, voleva avviare l’iter burocratico ma le sembrava uno scoglio insormontabile: ora sarà tutto più semplice ” . Parla la stilista Roberta Bacarelli, presidente di Federmoda Confcommercio Campania. ” Fabrizia vive ed è cresciuta con me, sono separata dal padre – prosegue – non ci sembra giusto porti solo il suo cognome anche perché spesso sono le madri a fare più sacrifici. Tra l’altro lavoriamo insieme, anche a livello professionale è importante potersi firmare Bacarelli. Sono felicissima”.

Il tema della dell’affidabilità legata al cognome in alcuni settori torna anche in Claudia Mirra, titolare del teatro Diana: ” Sono d’accordo con la decisione della Corte costituzionale per tre motivi – spiega – equità (soprattutto in caso di separazioni); sopravvivenza del cognome in una famiglia con sole figlie femmine; continuità professionale. Si arriva a un’uguaglianza di fatto. Mia figlia ha 23 anni, deciderà come ritiene più opportuno”. E sulla possibilità per i genitori di finire in tribunale nel caso non si arrivi a un accordo: ” Ci saranno sicuramente dei problemi soprattutto in caso di divorzio, ci guadagneranno gli avvocati? – sorride Mirra – ci potrebbero essere inoltre ruggini burocratiche all’anagrafe”.

Il Comune ” dovrà cambiare software – ipotizza Federica Brancaccio, ex presidente Acen e amministratrice della Brancaccio costruzioni – Al di là delle complicazioni spicciole per chi non ha potuto ricevere il doppio cognome alla nascita, mi sembra una decisione assolutamente giusta, faccio parte della prima generazione che non ha preso il cognome del marito. Sono evoluzioni naturali della società, in altri paesi è già la norma. Il doppio cognome potrebbe incidere non poco sulla cultura: alla nascita di un figlio sarà più semplice decidere per i genitori, dopo dipenderà dal motivo della scelta di cambiare: professionale, di discendenza o legato a ragioni più complesse che attingono ai rapporti con i genitori. Ho due figli maschi, valuteranno loro cosa fare”.

Per Sabina Pagnano della polizia municipale la decisione della Corte “è in linea con i tempi. Non ne sentivo l’esigenza come donna – commenta – ma non mi sembra una forzatura, credo sia il naturale sviluppo del percorso di uguaglianza e parità. Diciamo che non mi sentirei realizzata per aver dato il secondo cognome. Se i miei figli lo desiderano, valuteremo. Spero non diventi motivo di contrasto nelle famiglie e che ci sia la maturità per gestire questo diritto”. “Sicuramente è una decisione positiva ” sottolinea Valentina Di Rosa, professoressa ordinaria dell’università Orientale, germanista. ” È una forma di sigillo che è sempre stato negato ma non basta a sovvertire il patriarcato – spiega – i rapporti di potere non passano dai nomi ma dalle questioni concrete e materiali. L’Italia si adegua a normative europee con ritardo, il parlamento non sembra più la sede dove hanno risonanza le istanze della società civile, c’è uno scollamento abbastanza forte”.

Va controcorrente Giuliana Quattromini, avvocato giuslavorista. ” Il mio giudizio è molto duro – confessa – queste sono armi di distrazione di massa, i veri problemi sono altri: lavoratori senza diritti, precariato, nuove povertà. Il doppio cognome non è la vittoria del secolo. Aumenterà il contenzioso che porterà contrasti all’interno delle famiglie. Le vittorie purtroppo si registrano sempre sul piano dei diritti civili e mai su quello dei diritti sociali perché non tolgono soldi a nessuno. Invece di due cognomi diamo un lavoro vero alle famiglie, in modo che possano nascere figli”.

Il doppio cognome alla nascita ” non avrà ripercussioni psicologiche sul bambino – dice Annamaria Staiano, presidentessa dei pediatri – Chiederlo successivamente alla nascita può creare disagio in ambito familiare se non sono d’accordo entrambi i genitori. Da tradizionalista non mi entusiasma molto ma è l’evoluzione dei tempi e mi adeguo “. L’importante ” è avere la libertà di poter scegliere, sono d’accordo” dice Alessandra Clemente. ” È una grossa manifestazione di civiltà, una evoluzione giuridica e sociale” per Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale. ” Condivido la decisione della Corte – aggiunge – c’è una scelta tra l’altro da parte dei coniugi. Visto il riconoscimento della bigenitorialità non vedo per quale motivo il bambino non possa assumere il doppio cognome. Ci saranno contenziosi ma il giudizio si rivelerà più semplice. I miei figli decideranno in autonomia”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/04/29/news/le_donne_divise_tra_favorevoli_e_scettiche_una_grande_conquista_ma_i_problemi_sono_altri-347368981/?rss

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