martedì, 29 Novembre, 2022
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Napoli, un piano speciale per la normalità

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Due notizie da prima pagina. Di segno opposto. A Scampia, il quartiere di Gomorra, apre la nuova sede dell’Università, un fiore di speranza. A Poggioreale, nel cimitero senza pace, un nuovo crollo, decine e decine di bare in bilico nei loculi sventrati della cappella della Resurrezione, senza più fiori di commiserazione. Napoli è così, maestosa nelle sue contraddizioni. Non fai a tempo a metabolizzare un evento positivo, atteso da due decenni, a goderne la prospettiva futura, che un accidente improvviso (ma forse non imprevedibile) suscita un’ondata emotiva. I morti sono morti, ma la loro dignità non merita forse il rispetto che pure ai vivi spesso viene negata? Ha ragione Ottavio Ragone nel sottolineare il valore del lavoro di squadra che è stato necessario per raggiungere l’eccezionale risultato dell’insediamento a Scampia della bella sede universitaria destinata alle discipline mediche, ma – aggiunge – “la normalità è sempre un traguardo a cui tendere”.

Sulle cose straordinarie infatti siamo insuperabili, non è un caso che l’antica capitale del Sud attragga frotte di turisti italiani e stranieri incantati da un contesto eccezionale; visitatori felici di trascorrere sotto il Vesuvio un incantevole week end per poi tornarsene a casa propria dove tutto funziona meglio che qui. Sulle cose ordinarie purtroppo sfioriamo il disastro. Le pagine di cronaca di questo giornale sono una testimonianza puntuale del disagio esistenziale dei napoletani: traffico, trasporti, immondizia, sicurezza, camorra Gaetano Manfredi, il sindaco-ingegnere, ha sottolineato di recente come si faccia fatica a far rispettare le più elementari regole di convivenza civile, tanto nei rioni popolari che nei cosiddetti “quartieri bene”. Un anno dopo il netto successo del “campo largo” partenopeo che ha portato Manfredi a Palazzo San Giacomo, sarebbe opportuna una riflessione pubblica sul rapporto in corso tra governati e governanti.

La città si muove, lentamente ma si muove. Come l’ateneo a Scampia testimonia. È possibile, partendo proprio da questo risultato, ipotizzare un’azione ancora più profonda e pervasiva di bonifica urbana? Non dico di tutta la città, impensabile al momento. Ma concentrarsi su un pezzo ben definito dell’enorme cintura metropolitana, sia la stessa Scampia o un altro quartiere che necessiti di un’urgente opera di rammendo sociale? Ponticelli o Bagnoli, per esempio. Forse il coinvolgimento dei cittadini in una visione rinnovata delle funzioni urbane potrebbe essere la base per ricostruire quella connessione sentimentale così deficitaria oggi nella politica della sinistra tradizionale, non solo a Napoli. Bisognerebbe concentrare risorse disponibili, in sinergia con la Regione, e sfidare il prossimo governo sul sostegno a un piano di risanamento urbano. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni avrà lo sguardo rivolto al Nord. Questo è già evidente. Sarebbe una bella competizione politica provare a dimostrare che anche a Napoli – dove l’ordinario sembra straordinario – si ha la forza di contrastate un destino che sembra condannarci alla minorità. Ecco mettiamola così: un piano speciale per agguantare la normalità.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/10/19/news/napoli_un_piano_speciale_per_la_normalita-370741265/?rss

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