martedì, 6 Dicembre, 2022
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Nicola Prisco: “Sono nato tra i confetti, noi tra i leader in Europa: pronti a nuovi mercati”

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Classe 1965, nato a Napoli, uno dei primi ricordi di Nicola Prisco è la confetteria della nonna. “Le macchine antiche, l’odore di confetti, gli spruzzi di zucchero, momenti indimenticabili. Uscivo da scuola e facevo i compiti nella fabbrica di San Giuseppe Vesuviano. Sono nato tra i confetti”. Un mestiere scritto nella tradizione di famiglia. Da allora Nicola Prisco ha raccolto il testimone del padre Salvatore e con il fratello Dario guida la Maxtris confetti, azienda in crescita esponenziale nel mercato.

(siano)


Prisco, il suo mestiere era scritto nel destino?
“Direi proprio di sì. La mia azienda discende da una famiglia di confettieri, i miei nonni a San Giuseppe Vesuviano lavoravano nella fabbrica fin dal dopoguerra.
Poi è subentrato mio padre Salvatore, dopo di lui è toccato a me e a mio fratello Dario. Ora è entrato in fabbrica suo figlio Salvatore, 28 anni, il rampollo di famiglia si è appena laureato in Economia aziendale. Siamo alla quarta generazione di confettieri”.

Qual è il primo ricordo che ha della fabbrica?
“Ricordo il rumore delle macchine antiche di mia nonna, mio padre che mi ha insegnato tutto, solo guardandolo mi impartiva lezioni che sono diventate fondamentali per la mia vita. Arrivavo in fabbrica dopo scuola ogni giorno e facevo i compiti sui tavoli da lavoro. Lo stabilimento a quei tempi era tra San Giuseppe e Somma Vesuviana, ora siamo a Scisciano, è cambiato tutto da allora. Io e mio fratello abbiamo visto la fabbrica crescere anno per anno, è diventata sempre più moderna, si è evoluta, grazie anche alla nostra creatività. Negli ultimi dieci anni siamo diventati tra le fabbriche più importanti d’Europa nel settore dei confetti”.


Avete un fatturato di 20 milioni, la vostra azienda “Italiana Confetti” è nota con il marchio Maxtris e abbinata al testimonial Enzo Miccio. Quanti confetti producete al giorno?
“Ne produciamo 160-170 quintali al giorno. Distribuiamo in tutta Italia, da Bolzano a Trapani con Campania, Puglia e Sicilia sul podio delle regioni maggioriconsumatori di confetti. Al Nord batte tutti il Veneto, poi l’Abruzzo”.

Qual è la storia della sua famiglia?
“Nel 1969 Salvatore Prisco, mio nonno, discendente di una famiglia confettiera, con il sostegno della moglie Anna Rastiello, ha iniziato a produrre e distribuire confetti aprendo una piccola azienda artigianale. Con il passare degli anni l’azienda si è ampliata, mantenendo sempre cura e attenzione alla tradizione nella produzione, così come nella selezione delle materie prime.
Nella storia della nostra famiglia lo sviluppo si coniuga perfettamente con passato, presente e futuro. La qualità elevata degli ingredienti, il gusto dei suoi prodotti, l’innovazione continua sono stati e restano tratti distintivi della nostra azienda”.

(siano)


Com’è cominciato il suo impegno in fabbrica?
“Ho iniziato a lavorare dopo il diploma, avevo 19 anni e mi rimboccavo le maniche nella nostra piccola fabbrica laboratorio, ci lavoravamo io e mio fratello. Abbiamo sempre avuto tanta voglia di lavorare, tanta creatività e abbiamo fatto molti investimenti puntando alla qualità del prodotto. Le cose sono andate sempre meglio, ci siamo trasferiti dai 500 metri quadrati di Somma Vesuviana, siamoarrivati a Scisciano. Oggi abbiamo cinquemila metri quadrati e 60 dipendenti diretti, più gli stagionali. Come fabbrica di confetti siamo tra i primi in Europa”.

Il vostro competitor storico è la Crispo confetti di San Giuseppe Vesuviano…
“Sì, ma l’abbiamo quasi raggiunta, siamo le due aziende prime in Europa nel settore”.

Ci racconti la storia dei confetti. Da dove nascono?
“Dagli antichi romani. Dai loro banchetti nasce il confetto di mandorla e ricoperto di miele.
Poi, con l’avvento dello zucchero dalle Indie si è confettato, prima era ricoperto da miele solidificato”.

Si sa, il confetto è un prodotto portafortuna. La vostra azienda produce per i giorni delle feste più belle…
“Produciamo per celebrare eventi belli: nascita, battesimo, comunione, matrimoni, venticinquesimo, lauree. Siamo vicini ai consumatori. Non siamo ancora nei supermercati, abbiamo scelto la linea dei negozi specializzati fin dagli anni Cinquanta. Mio padre oltre a essere un bravo imprenditore, era bravo nel suo lavoro di confettiere e ci teneva che si vendessero così. Mi ha insegnato tutto, un esempio per me”.

Quando ha pensato che ce l’aveva fatta?
“Non ce l’ho ancora fatta, sono sempre in espansione. Abbiamo comprato un impianto per fabbricare cioccolatini, il Vesuviotto e il Maxtris moon, oltre alle praline che produciamo già da tanto. In più abbiamo il confetto “stellato”, grazie all’aiuto dello chef stellato Gennarino Esposito, che ha il gusto di un suo dolce. Ma ci sono anche quello con la liquirizia Amarelli e quello con le Amarene Fabbri. Abbiamo tante spose famose che hanno scelto i nostri confetti per il loro matrimonio, l’ultima è stata Federica Pellegrini. Il processo di lavorazione del prodotto è tra i più belli al mondo. È fatto di profumi, si spruzza zucchero nebulizzato che cristallizza il singolo confetto. Vederlo mi fa ancora effetto, anche se praticamente in laboratorio ci sono nato…”.

Quali prospettive coltivate in futuro?
“Vogliamo ampliare la vendita in altri settori, oltre all’estero, migliorare la nostra presenza sui mercati internazionali in Libano, Israele, Dubai, America, Giappone”.
L’autunno che ci aspetta sarà pesante non solo per le famiglie ma anche per le imprese. Ci aspetta un periodo nero per il caro-bollette. Cosa ne pensa?
“Dopo dicembre sarà dura. Siamo un’azienda energivora: quando parte la produzione, i consumi si fanno molto alti. Ma restiamo ottimisti, bisogna pur andare avanti”.

Sì è appena conclusa Vebo, la fiera della bomboniera alla Mostra d’Oltremare con il pienone di visitatori, oltre 30 mila in tre giorni. A cosa attribuisce questo grande successo?
“È una fiera unica nel settore delle bomboniere, articoli da regalo e confetteria. È arrivata alla ventunesima edizione, conta 350 espositori che arrivano da tutta Italia. Da due anni attendevamo questo momento dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia, non vedevamo l’ora di tornare alla normalità. Non ci siamo mai fermati ma questa edizione ha rappresentato un punto di ripartenza fondamentale.
Aspiravamo al successo e i visitatori ci hanno premiato”.
 

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/10/16/news/nicola_prisco_sono_nato_tra_i_confetti_noi_tra_i_leader_in_europa_pronti_a_nuovi_mercati-370322883/?rss

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