domenica, 19 Settembre, 2021
27.6 C
Napoli

Notte bianca a San Gregorio Armeno: turisti, cornetti rossi e musica contro la crisi

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Scene da Natale in pieno agosto. Il saluto all’estate che se ne va – portandosi via, si spera, un caldo insopportabile – l’hanno dato ieri fino a tarda sera tra stuzzichini (profani) e frollini al limone (sacri) fatti da Susetta del monastero con le sue mani, gli artigiani del presepe di via San Gregorio Armeno. E hanno avuto ragione, registrando un sold out di visitatori che non si verificava da due anni, tanto da far lamentare una crisi irrevocabile in un settore che non ha mai avuto defaillances.

Notte bianca a San Gregorio Armeno: turisti, cornetti rossi e musica contro la crisi

Via San Gregorio Armeno è per i Decumani la pausa musicale tra le platèiai greco- romane, ossia le piazze che contengono i vicoli ( stènopoi = strettoie). E proprio in quella strettoia cavalcata dal campanile del complesso monastico che dà il nome alla strada dedicato anche a santa Patrizia sono arrivati napoletani e turisti in questo venerdì, incuriositi dalla prima “Lunga Notte delle Botteghe artigiane di via San Gregorio Armeno”. Un’iniziativa, delle tante, che, a raffica, ha messo in campo il cartello di botteghe, che ne conta 40, guidato in questo rilancio dal presidente, Gabriele Casillo. Come scrivono esperti del “presepio” napoletano, spetta all’architettura contestualizzare e situare l’universo presepiale, che non è fatto solo di statue derivate da tavolette fittili del tempio di Cerere o di Augusto che si trovava forse sotto il monastero, secondo lo storico Giulio Cesare Capaccio.

E Casillo, infatti, è un architetto, e sta dando forma al nuovo universo presepiale, che aveva bisogno di una scossa. Per ora, tante iniziative, e molte anche decisamente pop (come quella dell’invito al fratello di Maradona). Ma l’esperienza affina il gusto e gli artigiani stanno via via dando nuovo impulso alle loro produzioni. E così è nato il successo della Lunga Notte bianca a pochi passi dal vico Figurari, dove furono trovate le statuine e le tavolette fittili con immagini a rilievo e dove – come scrive Giulio Pane, figlio di Roberto, autore del libro pù importante sul complesso monastico “si perpetua l’antica arte del presepe, che certamente trovava già un’origine remota nella tradizione pagana delle statuette votive destinate ai primitivi edifici di culto. Luoghi e costumi – prosegue Giulio Pane – si uniformavano così, allora più di oggi, ad un bisogno popolare diffuso, non ancora insidiato dall’avvento dell’albero di Natale; e la loro affinità con la tradizione religiosa dell’antico monastero bizantino trovava una piena espressione d’identità”.

C’è sempre stato un presepe d’élite e uno popolare, e negli ultimi anni questo secondo era svilito spesso da ipotesi di “mani cinesi” che s’insinuavano nella tradizione napoletana. Ma l’autenticità è rivendicata con forza dai 40 maestri artigiani. “Abbiamo messo in rete i negozi dei Decumani, al nostro appello – specifica Casillo – hanno risposto ” tutti presenti”, non appena abbiamo chiesto se volevano aderire alla Notte bianca. Un’iniziativa che non si era mai fatta, ma è possibile solo ora che siamo diventati una vera associazione. È stato il lockdown a unirci, prima ciascuno faceva la sua promozione, oggi possiamo dirci un’unica famiglia. Lo abbiamo fatto per festeggiare la fine dell’estate e l’inizio inverno, che è sempre stata la stagione più propizia per San Gregorio Armeno”.

Numerosi turisti stranieri, soprattutto nordeuropei, italiani e molti napoletani hanno sciamato nel vicolo trasformato anche in un set cinematografico: si girava “Tutta n’ata storia”, un film ispirato alla canzone di Pino Daniele. È addirittura cambiato il copione del film, adattandosi all’iniziativa delle botteghe con le riprese della consegna dei cornetti portafortuna ai visitatori. Esibendo questi mini- talismani, hanno avuto diritto a sconti in tutti i negozi del circondario. Alle 21 è cominciata la manifestazione vera e propria, alle 22 lo spettacolo di musica napoletana tradizionale ma anche il neonato degli Aropan che con le loro percussioni armoniche che si chiamano handpan, e una visita notturna alla Basilica di San Lorenzo Maggiore, aperta eccezionalmente fino a mezzanotte, con un frate che accompagnava in una visita guidata gratuita i partecipanti. Ma anche la visita ai presepi fatti di presepi dei Capuano, Vucai, Ferrigno, gli Eolo andati a ruba di Lucio Ferrigno, Raffaele Vinci e tutti gli altri. Leit- motiv sempre il cornetto rosso fuoco, un lasciapassare simbolico per tutta l’area: contro pandemie, brutte notizie e malasorte.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/08/28/news/cornetti_rossi_e_musica_contro_la_crisi_la_notte_degli_artigiani_del_presepe-315614959/?rss

Cosa fare in città

Archivi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?