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Pesca artigianale, la ricetta per sopravvivere: “Meno burocrazia e più formazione”

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Cinquecento milioni di euro per il “New Blu Deal”. Con un obiettivo su tutti: facilitare l’accesso al credito per i piccoli pescatori artigianali. Che sono di fronte a un bivio: possono diventare imprenditori ittici, trasformando la tradizione in innovazione, o scomparire, “stritolati” dalla concorrenza delle multinazionali. Lo sviluppo e la tutela della pesca artigianale costiera della Campania, con gli aspetti socio-economici dettati dal FEAMPA  2021-2027 (l’acronimo indica il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), ha ispirato a Ischia un convegno molto partecipato, organizzato da Cia Campania, con la presenza dell’europarlamentare Giosi Ferrandino, vicepresidente della Commissione Pesca e in collaborazione con Pescagri, Regno di Nettuno e Ancim.

“In Italia oggi la piccola pesca costiera coinvolge l’82% delle imbarcazioni, con oltre 12 milioni di addetti. – hanno spiegato il presidente di Cia Campania Alessandro Mastrocinque e il presidente nazionale Dino Scanavino – Si tratta di un patrimonio da salvaguardare per il basso impatto ambientale dell’attrezzatura utilizzata, che consente una pesca selettiva, non danneggia i fondali e riduce gli sprechi, evitando catture accidentali e rigetti del pescato. I piccoli pescatori artigianali sono i primi difensori dell’ambiente”.

Il sindaco di Forio, Francesco Del Deo, presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, ha auspicato “una sburocratizzazione della piccola pesca, per intercettare le opportunità del PNRR”. Sull’importanza di una piena valorizzazione del comparto si è espressa anche Marilena Fusco, direttrice nazionale di Pescagri.

“La formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni è fondamentale – ha sottolineato Mauro Colarossi, dirigente della direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Mipaaf – Le tradizioni sono importanti, ma a volte impediscono di andare avanti”.

“Agricoltura e pesca sono al centro dell’agenda politica, ma il futuro del settore dipenderà dalla nostra capacità di aiutare i piccoli pescatori. – ha sottolineato Nicola Caputo, assessore all’agricoltura della Regione Campania  – Il momento è propizio, il PNRR ci darà una mano: uno degli obiettivi è favorire il rinnovamento delle imbarcazioni, così come attrarre i giovani nel comparto della trasformazione del pescato. Intendiamo aprire un osservatorio che favorisca un cambio di paradigma”.

Un approccio, questo, ribadito da Maria Passari, dirigente dell’assessorato alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania, che ha sottolineato l’importanza di uno strumento finanziario in grado di facilitare l’accesso al credito, “ad oggi una delle principali criticità, insieme alla vetustà delle flotta e al problema delle infrastrutture”.

“La sostenibilità della pesca artigianale, estremamente selettiva e funzionale al contesto, è fuor di discussione”, ha sottolineato Giovanni Russo, Ordinario di Ecologia Marina all’università Parthenope.

A confermare le difficoltà del settore Pietro Migliaccio, presidente di Pescagri Campania: “Noi pescatori abbiamo bisogno di una semplificazione delle operazioni, e penso ad esempio – in contesti come Ischia  all’ammodernamento dei pescherecci e alle opportunità del pescaturismo”.

L’europarlamentare Giosi Ferrandino ha difeso le scelte dell’Unione Europea, “che sono sempre dettate da analisi scientifiche a monte” e evidenziato la necessità di fare rete tra enti, associazioni di categoria e aree marine protette. “Per il Mezzogiorno si tratta di un’occasione unica, complici i finanziamenti del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, che confluiranno in larga parte al Sud. Le storie del mare – ha concluso – vanno salvaguardate e rilanciate, la piccola pesca è una risorsa fondamentale”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/10/30/news/pesca_artigianale_la_ricetta_per_sopravvivere_meno_burocrazia_e_piu_formazione_-324383513/?rss

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